Il premier israeliano Olmert: «prima finisce l'offensiva e meglio è».
Striscia di Gaza. Due scuole, una a Gaza City, l'altra nel sud della Striscia, gestite entrambe dalle Nazioni Unite, sono state bombardate dall'esercito israeliano: almeno 30 le vittime. la scuola Al-Fakhura, nel campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia, sarebbe stata centrata da un proiettile che avrebbe fatto strage fra i civili presenti che avevano cercato rifugio dalle operazioni militari. Nella sola undicesima giornata dall'inizio dell'azione militare israeliana contro Hamas almeno 25 fra scuole e abitazioni civili sono state colpite dal fuoco israeliano con un pesante bilancio fra donne e bambini.
Per quanto riguarda il fronte diplomatico-internazionale un cessate il fuoco che sia «duraturo, sostenibile e non a tempo» è stato richiesto dagli Stati Uniti. «Senza dubbio vorremmo un cessate il fuoco immediato» ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Sean McCormack. Per la prima volta lo stesso Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti, è intervenuto sulla crisi di Gaza, dichiarandosi «preoccupatissimo» per le vittime civili palestinesi ed israeliane.
Lo ha fatto poco dopo la strage contro la scuola Onu di Jabaliya. Soprattutto, Obama ne ha parlato poco prima di un incontro tra il suo predecessore, il presidente George W. Bush, e il segretario generale dell'Onu Ban-Ki Moon, e a poche ore da una riunione -a livello ministeriale- del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocato per tentare di giungere ad un accordo su un cessate il fuoco tra Israele ed Hamas.
Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha proposto a Israele e ai palestinesi che accettino di cessare il fuoco immediatamente e sia messa fine al blocco della Striscia di Gaza. Mubarak ha annunciato di aver «invitato israeliani e palestinesi a una riunione urgente» per negoziare accordi e garanzie sulla Striscia di Gaza. Il presidente egiziano ha chiesto ad Israele di discutere «al più presto» la sicurezza della frontiera fra Egitto e la Striscia di Gaza: lo ha annunciato lo stesso rais nella conferenza stampa congiunta con il presidente francese Nicolas Sarkozy, in visita a Sharm el Sheikh. Una soluzione per porre fine all'offensiva israeliana su Gaza «non è lontana» aveva precedentemente affermato il presidente francese, in visita al contingente Onu nel Sud del Libano. «Sono convinto - ha detto Sarkozy che ha proseguito la sua missione per la pace in Medio Oriente - che ci sono delle soluzioni e che non siamo lontani dal trovarle». Secondo il presidente francese «quello di cui c'è bisogno è di iniziare a far andare le cose nella giusta direzione».
Israele, che si è detta disponibile all'apertura di un corridoio umanitario, ha intenzione di valutare con grande attenzione il piano franco-egiziano per una tregua nella Striscia di Gaza.
Lo ha confermato l'ambasciatore israeliano all'Onu, Gabriela Shalev, spiegando che lo stato ebraico prende in considerazione questa iniziativa «molto, molto seriamente».
Per quanto riguarda l'iniziativa israeliana, l'ufficio del premier Olmert ha precisato che l'iniziativa è stata proposta dai vertici militari del paese. Essa prevede di autorizzare il periodico accesso a varie aree della Striscia di Gaza per consentire il passaggio di generi di prima necessità a beneficio della popolazione. «Per prevenire una crisi umanitaria nella Striscia di Gaza - si afferma in un comunicato - il premier Ehud Olmert ha deciso di adottare una proposta venuta dai responsabili della sicurezza per l'apertura di un corridoio umanitario nella Striscia di Gaza per venire in aiuto alla popolazione». «Ciò comporterà l'apertura di settori geografici per periodi limitati nei quali la popolazione sarà in grado di ricevere aiuti», aggiunge il comunicato.
I particolari del piano saranno messi a punto dal coordinatore israeliano per le operazioni civili, una struttura che fa parte del ministero della difesa. Della decisione Olmert ha informato il segretario di stato americano Condoleeza Rice.
Nel suo tour diplomatico il presidente francese ha anche incontrato il suo omologo siriano Assad, chiedendogli di fare pressioni sui palestinesi di Hamas, affinché il movimento islamista al potere nella Striscia metta il suo tassello nel percorso di ricostruzione della pace nella regione. Il tour di Sarkozy, durato due giorni, con tappe anche in Israele e in Cisgiordania, aveva per obiettivo la richiesta di un cessate il fuoco umanitario di diversi giorni nella Striscia di Gaza. Lo Stato ebraico, però, ha respinto di nuovo la proposta di una tregua che non garantisca, innanzi tutto, l'interruzione totale degli attacchi con razzi Qassam da Gaza contro il suo territorio, motivo dichiarato dell'offensiva in corso.
Il conteggio delle vittime secondo fonti del pronto soccorso medico nei territori palestinesi ammonta a 635 palestinesi uccisi e oltre 2mila 900 feriti dal suo avvio il 27 dicembre. Tra i morti - riporta la tv araba al-Jazeera - anche una intera famiglia di 13 persone (sette delle quali bambini).
Intanto per le strade di Beirut migliaia di ragazzini vestiti di nero, portando in corteo numerose piccole bare e fucili di plastica, si sono radunati davanti alla sede delle Nazioni Unite per protestare contro l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza, in una manifestazione organizzata dal partito sciita Hezbollah.
CONTINUA ...»