NEW YORK - Di fronte a un'economia che ogni giorno di più mostra forti segni di sofferenza, la Camera americana ha definito il piano di stimolo economico: 825 miliardi di dollari per ridare ossigeno a cittadini e imprese piegati dalla crisi. E il Senato, in tarda serata, ha dato il via libera alla seconda tranche del Tarp (Troubled asset relief program), il piano di salvataggio delle istituzioni finanziarie da 700 miliardi di dollari. Con 52 voti favorevoli e 42 contrari, i senatori hanno sbloccato gli ultimi 350 miliardi, 100 dei quali saranno destinati dalla prossima Amministrazione agli americani colpiti dalla crisi dei mutui.
Una prima vittoria, dunque, per il presidente eletto Barack Obama, che oggi sarà in Ohio e illustrerà i contenuti del pacchetto di stimolo. Il piano comprenderà fondi per le infrastrutture, investimenti in energia pulita e aiuti agli Stati, soprattutto quelli più colpiti. I tagli fiscali per 310 miliardi di dollari, preannunciati dallo staff di Obama la scorsa settimana, sono ridimensionati a 275 miliardi, mentre sale a 550 miliardi la voce delle spese. La Camera punta ad approvare il pacchetto prima della metà di febbraio: è la più forte azione di stimolo mai decisa dal Governo federale. Secondo le prime indiscrezioni, 90 miliardi saranno destinati alla costruzione di strade, ponti e reti fognarie, oltre a progetti che migliorino il trasporto pubblico; 20 miliardi saranno utilizzati per modernizzare le scuole e 26 per creare programmi scolastici speciali; altri 20 miliardi serviranno a dotare di database elettronici le strutture sanitarie.
Agli Stati che più hanno pagato gli effetti della recessione andranno 43 miliardi per estendere i sussidi di disoccupazione e finanziare i corsi di formazione, 39 miliardi per coprire i costi sanitari di chi, avendo perso il lavoro, non ha più neanche l'assicurazione, e 20 per aumentare i buoni pasto. Nei giorni scorsi Obama ha ripetutamente sollecitato il Congresso ad approvare rapidamente il piano perché il Paese non può più aspettare. Quello di dicembre si è confermato un mese nero: dopo i 524mila posti di lavoro persi e il calo del 2,7% delle vendite al dettaglio, ieri sono arrivati i dati sui prezzi alla produzione, scesi dell'1,9 per cento.
Intanto prosegue il ciclo di audizioni al Congresso dei ministri indicati dal presidente. Dopo le difficoltà sorte con Tim Geithner, il candidato al Tesoro il cui "esame" è stato spostato al 21 gennaio per via dei suoi guai con il Fisco, ieri è toccato a Mary Schapiro, scelta da Obama alla guida della Sec, il compito di rassicurare i senatori su come intende agire per rafforzare i controlli sui mercati finanziari e restituire credibilità alla Consob americana. Promettendo un'azione aggressiva, la Schapiro ha detto che alla Sec vanno concesse «le risorse necessarie per fare le indagini e perseguire chi ha infranto la legge».
Parole impegnative anche quelle di Eric Holder, nominato da Obama come ministro della Giustizia, il quale nel corso dell'audizione ha dichiarato senza mezzi termini che per lui «il waterboarding è tortura» e che è sua intenzione «usare tecniche di interrogatorio coerenti con i nostri valori», rompendo dunque con la precedente Amministrazione. Holder ha dovuto ammettere di «aver fatto degli errori», incalzato da un senatore repubblicano che gli chiedeva conto della grazia concessa con troppa leggerezza al finanziere latitante Marc Rich quando era vice ministro con Bill Clinton.
Nessun problema, invece, per Hillary Clinton: da ieri è a tutti gli effetti il segretario di Stato della prossima Amministrazione. Ha ottenuto dalla Commissione esteri 16 voti favorevoli e uno contrario, quello del repubblicano della Louisiana David Vitter, che ha contestato la scarsa trasparenza sui fondi stranieri a favore della fondazione di Bill.
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