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De Benedetti: imprenditore sfavillante
e «nemico» di Berlusconi

di Elysa Fazzino

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27 GENNAIO 2009

Grande capitano d'industria, imprenditore sfavillante, antagonista di Silvio Berlusconi: così i maggiori quotidiani finanziari esteri descrivono Carlo De Benedetti, ripercorrendo la carriera dell'Ingegnere al momento del ritiro annunciato dal suo «impero» industriale.
E' il Financial Times a definire De Benedetti uno dei più «sfavillanti» imprenditori italiani. De Benedetti – scrive il corrispondente da Milano Vincent Boland - pone fine a una carriera «di alto profilo e talvolta controversa» al vertice dell'industria italiana. In politica «è stato identificato con il centro-sinistra» e nella sua attività ha messo un'enfasi «più internazionale» rispetto ad alcuni suoi concorrenti. «E' stato a lungo in disaccordo con il centro-destra di Berlusconi» e i suoi media – soprattutto La Repubblica e L'Espresso – fanno particolarmente opposizione. Il Financial Times ricorda che De Benedetti ha fatto la sua fortuna e il suo nome con la Olivetti e che alcuni degli uomini che lavorarono con lui alla Olivetti oggi sono a capo di grandi imprese italiane: «Roberto Colaninno ha appena guidato il salvataggio di Alitalia e Corrado Passera è amministratore delegato di Intesa SanPaolo». A Milano – conclude il quotidiano britannico - fanno notare che non scompare completamente di scena: mantenendo la sua quota e l'interesse editoriale nelle testate dell'Espresso, «continuerà a influenzare la vita pubblica italiana da una posizione privilegiata».

E' conosciuto come «nemico di Berlusconi», mette in evidenza nel sommario il Wall Street Journal: il quotidiano newyorchese sottolinea che è uno degli imprenditori italiani più influenti e uno dei più duri oppositori di Berlusconi. «Ha incarnato un'ondata di industriali che hanno scosso lo stile europeo di fare affari», con investimenti internazionali e takeover. L'articolo, firmato da Stacy Meichtry e Sabrina Cohen, ricorda che De Benedetti venne alla ribalta quando la famiglia Agnelli lo scelse come amministratore delegato della Fiat.

«Raro contrappeso»
Il Wall Street Journal descrive la sua ascesa alla Olivetti, che fece di lui «uno degli uomini più ricchi d'Italia», le partecipazioni acquisite negli anni Ottanta nella Buitoni e nella casa di moda francese Yves Saint Laurent. Ma soprattutto rievoca la battaglia per la Mondadori, una delle più «dolorose» della sua carriera: una prova di forza di 16 mesi con Berlusconi per il controllo della casa editrice, che si concluse con la spaccatura del gruppo e la spartizione degli asset tra i due magnati. De Benedetti ne uscì come «raro contrappeso alla crescente influenza di Berlusconi sui media e sulla politica italiani».

«Attualmente – continua il quotidiano Usa - Berlusconi è al suo quarto mandato come primo ministro. De Benedetti ha risposto appoggiando politici di sinistra attraverso i suoi asset editoriali». Nell'ultimo decennio le sue fortune si sono appannate, dopo il disastro finanziario della Olivetti e la «rivolta degli azionisti» che lo mandò via dalla presidenza. Il pensionamento di De Benedetti «potrebbe non essere il suo atto finale», poiché intende mantenere il potere di nominare i direttori di La Repubblica e L'Espresso.

«Carlo De Benedetti fa la riverenza» titola Les Echos. «Questo grande capitano d'industria», riassume la corrispondente da Milano del quotidiano francese, Marie-Laure Cittanova, «ha costruito una galassia industriale e mediatica che impiega 11.000 persone, in cima alla quale si trova Cofide, costituita nel 1976, quotata e controllata al 45,7% dalla holding familiare».
«L'uomo – scrive Les Echos - riconosce un solo smacco, l'affare Societé Générale de Belgique», negli anni '80, un affare «ben pensato ma mal eseguito», aggiunge, citando le parole del "Condottiero". Una vicenda che i francesi non dimenticano di menzionare, poiché la battaglia per il controllo della Sgb fu vinta dal gruppo francese Suez.

De Benedetti «ritiene che la sua carriera abbia sofferto per ragioni politiche. "Resto orgoglioso della coerenza del mio pensiero", aggiunge questo pilastro del centro-sinistra». Il sito di Les Echos pubblica anche la cronaca della conferenza stampa scritta dall'agenzia Afp, dove De Benedetti viene chiamato «una delle grandi figure del capitalismo italiano». L'Afp cita anche i problemi giudiziari avuti durante l'operazione Mani Pulite: «ammetterà davanti al giudice di avere versato 7 milioni di dollari ai partiti politici per ottenere mercati pubblici per la sua società».

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