Le agenzie di rating del credito, colpevoli di non aver saputo prevedere la crisi finanziaria - e in particolare l'inaffidabilità dei mutui 'subprime' americani che sono fra le sue principali cause - dovranno d'ora in poi sottoporsi a una rigorosa regolamentazione comunitaria per poter operare nell'Ue, secondo una nuova normativa che il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo a larghissima maggioranza (569 voti a favore, 47 contrari e 4 astensioni), dopo aver raggiunto un accordo con il Consiglio Ue.
Le agenzie del rating come Standard and Poor's, Moody's o Fitch, che valutano i rischi per chi investe negli istituti (o negli Stati) che emettono titoli di credito, saranno sottoposte a un regime Ue di autorizzazione e controllate da un collegio che riunirà i supervisori nazionali dei Ventisette (il comitato dei regolatori europei - Cesr); inoltre, dovranno essere più trasparenti, eliminare i conflitti d'interesse e rendere pubblici gli elementi e i criteri di valutazione adottati.
Il nuovo regolamento Ue sostituirà, nei fatti, l'attuale autoregalmentazione delle agenzie di rating basate su codici volontari di buona condotta, visto che finora le agenzie stesse erano soggette alla legislazione comunitaria solo in settori limitati (norme sull'insider trading e sui requisiti di capitale degli enti creditizi). Le nuove norme saranno direttamente applicabili già 20 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. Gli Stati membri avranno però sei mesi per adottare le necessarie misure volte ad attuarle, ad eccezione delle disposizioni per il ricorso a rating di agenzie non comunitarie che si applicheranno dopo 18 mesi.
Il testo, approvato sulla base del rapporto del relatore dell'Europarlamento Jean-Paul Gauzes (Ppe), che ha incorporato il compromesso frutto del negoziato con il Consiglio Ue, intende migliorare l'integrità, la trasparenza, la responsabilità, l'indipendenza, la buona 'governance' e l'affidabilità delle attività di rating del credito. In questo modo, verrà garantita la buona qualità del rating e assicurato un grado elevato di protezione degli investitori, anche se, sottolineano gli eurodeputati, «gli utenti non dovrebbero affidarsi ciecamente» ai giudizi delle agenzie.
Secondo le nuove norme, gli enti creditizi, le imprese di investimento, di assicurazione non vita e vita e di riassicurazione, gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (Oicvm) e gli enti pensionistici aziendali o professionali potranno utilizzare a fini regolamentari «solo rating emessi da agenzie di rating del credito stabilite nella Comunità e registrate» conformemente agli obblighi previsti dal regolamento. L'obbligo di registrazione, viene precisato nel testo, «è il principale requisito" affinché tali agenzie possano operare nell'Ue. Il regolamento fissa le condizioni armonizzate e la procedura per la concessione, la sospensione e la revoca della registrazione, e prevede l'introduzione di un unico punto di entrata per la presentazione delle domande di registrazione. Il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (Cesr) sarà quindi incaricato di ricevere le domande di registrazione e di informare le autorità competenti in tutti gli Stati membri, che avranno il compito di esaminare le domande, disponendo "di tutti i poteri di vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle loro funzioni".
Nell'esercizio della loro funzione di vigilanza, le autorità nazionali competenti avranno accesso a qualsiasi documento, potranno richiedere informazioni a qualsiasi persona e, se necessario, convocare e interrogare qualsiasi persona per ottenerle, potranno anche eseguire ispezioni in loco con o senza preavviso e richiedere le registrazioni telefoniche e le informazioni relative al traffico. In caso di violazioni da parte di un'agenzia, le autorità nazionali potranno revocare la sua registrazione o emanare un divieto temporaneo di emissione di rating, efficace in tutta la Comunità.
Le agenzie dovranno adottare «tutte le misure necessarie per garantire che l'emissione di un rating non sia influenzata da alcun conflitto di interesse, esistente o potenziale, o relazione d'affari» riguardante le agenzie stesse, i loro manager, i loro analisti, i loro dipendenti o qualsiasi persona direttamente o indirettamente collegata ad essa da un legame di controllo. Norme meno stringenti sono previste per le piccole agenzie che hanno meno di 50 dipendenti.
In particolare, le agenzie dovranno stabilire un meccanismo di rotazione graduale appropriato riguardo agli analisti di rating e alle persone che li approvano. Questo meccanismo dovrebbe essere applicato "a turno nei confronti dei singoli piuttosto che di un'intera squadra". Inoltre, la retribuzione e la valutazione del rendimento degli analisti di rating e delle persone che li approvano non dovranno dipendere "dall'entità del fatturato che l'agenzia di rating del credito deriva dalle entità valutate o da terzi collegati". Almeno un terzo, e non meno di due, dei membri del consiglio di amministrazione o di sorveglianza delle agenzie dovranno essere indipendenti e la loro retribuzione non dovrà dipendere dai risultati economici dell'agenzia.
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