Si è aperta lunedì la conferenza Onu sul razzismo. Assenti numerosi Paesi - tra cui Italia, Germania e Usa - per le frasi anti-Israele contenute nella bozza del documento finale. La delegazione Ue ha abbandonato i lavori
L'Iran attacca frontalmente Israele alla Conferenza Onu sul razzismo in corso a Ginevra. È stato lo stesso presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad a denunciare la «formazione di un Governo razzista in Medio Oriente», un'affermazione che ha indotto i delegati dell'Unione europea a reagire lasciando la conferenza, già disertata da molte delegazioni occidentali.
Ai lavori non partecipano infatti Stati Uniti, Germania, Australia, Canada, Olanda, Nuova Zelanda e, appunto, lo Stato ebraico. L'Italia, contraria sin dalla prima ora agli accenti antisemiti presenti nella bozza del documento finale, aveva ritirato il 5 marzo la delegazione dai negoziati. Sono presenti invece la Gran Bretagna, che da tempo aveva confermato la presenza, e la Francia che domenica sera ha rotto gli indugi: «La Francia andrà a Ginevra per per difendere il suo punto di vista riguardo ai diritti umani» ha precisato una fonte dell'Eliseo.
Barack Obama ha difeso il no degli Usa ribadendo di essere un presidente che «crede nell'Onu» ma spiegando di non poter accettare il «linguaggio controproducente» contenuto nella bozza del documento finale.
Per il Vaticano parole «inaccettabili»
Sui lavori della conferenza Onu è intervenuto anche il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, il quale ribadisce il valore della conferenza di Ginevra sul razzismo ma definisce "estremiste e inaccettabili" le espressioni pronunciate dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
"La Conferenza in sé - afferma padre Lombardi - è una occasione importante per portare avanti la lotta contro il razzismo e l'intolleranza. Con queste intenzioni la Santa Sede vi partecipa, e intende sostenere lo sforzo delle istituzioni internazionali per fare dei passi avanti in questa direzione. La grande maggioranza dei Paesi del mondo vi partecipa e la bozza concordata venerdì scorso è in sé accettabile, essendone stati tolti gli elementi principali che avevano suscitato obiezioni".
"Naturalmente - prosegue padre Lombardi - interventi come quello del Presidente iraniano non vanno nella giusta direzione, poiché anche se non ha negato l'Olocausto o il diritto all'esistenza di Israele, ha avuto espressioni estremiste e inaccettabili. Per questo è importante continuare ad affermare con chiarezza il rispetto della dignità della persona umana contro ogni razzismo e intolleranza. Ci auguriamo che la Conferenza possa ancora servire a questo scopo. Questo è certamente il senso dell'impegno della delegazione della Santa Sede nella continuazione dei lavori".