LONDRA - Michael Martin ha annunciato le dimissioni da presidente della Camera dei Comuni di Londra. Lo speaker del Parlamento, da giorni nel mirino per lo scandalo dei rimborsi spese dei deputati, aveva finora resistito alle richieste di lasciare l'incarico. Oggi però Martin si e' arreso, dopo avere perso anche il sostegno del primo ministro Gordon Brown.
Lo Speaker ha dichiarato che uscirà di scena il 21 giugno, senza attendere le elezioni politiche attese entro la primavera 2010. L'amarezza di Martin, che non nasconde di considerarsi un capro espiatorio, e' dimostrata dal fatto che ha deciso anche di rassegnare le dimissioni da deputato e lasciare quindi del tutto la vita politica dopo trent'anni di carriera e nove da presidente della Camera.
La giornata di oggi è storica per il Parlamento: è la prima volta da oltre 300 anni che uno speaker lascia prima della scadenza del mandato. Martin era stato accusato da più parti di avere prima bloccato in tutti i modi la riforma del sistema ormai corrotto di rimborsi spese e poi di avere cercato di impedire la pubblicazione degli sconcertanti dettagli sugli abusi perpetrati da molti deputati.
Una volta scoppiato lo scandalo in seguito alla pubblicazione delle spese sul Daily Telegraph, Martin secondo i critici non ha saputo gestire la crisi e non ha mostrato leadership, perdendo il controllo ed il rispetto dei deputati. La Metropolitan Police oggi ha anche rifiutato la richiesta di Martin di avviare un'indagine su come il Telegraph sia riuscito ad avere le informazioni riservate, sostenendo che un'inchiesta «non sarebbe nell'interesse pubblico». La polizia indaghera' invece sui deputati che hanno violato la legge nell'ottenere rimborsi illeciti.
Ieri Martin si era profondamente scusato per il danno alla reputazione del Parlamento, ma non aveva voluto discutere la mozione di sfiducia nei suoi confronti firmata da deputati di tutti i partiti. Oggi però, con la mozione all'ordine del giorno in Parlamento e numerosi altri deputati pronti ad apporvi la firma, Martin ha deciso di gettare la spugna.
Nick Clegg, il leader liberaldemocratico che nei giorni scorsi era stato il primo a chiedere le sue dimissioni definendolo «uno strenuo difensore dello status quo», ha sottolineato oggi che l'uscita di scena di Martin è «la condizione necessaria ma non sufficiente» per avviare una radicale riforma del sistema ed impedire altri scandali in futuro. Ci si attende ora che Brown delinei le proposte del Governo per cambiare le regole sui rimborsi spese dei deputati e per modificare il ruolo stesso di speaker.
Il successore di Martin, secondo le regole, verrà eletto il 22 giugno, il giorno dopo l'uscita di scena dello Speaker, ma per la prima volta nella storia del Parlamento il voto sarà segreto. Le candidature devono essere approvate da almeno 12 deputati, tre dei quali di un partito diverso. Dopo il discorso al Parlamento di tutti i candidati in lizza, i deputati votaeranno e il vincitore dovra' ottenere la maggioranza assoluta, oltre il 50% dei voti. La scelta dello speaker dovrà poi essere formalmente approvata dalla Regina prima che l'eletto possa assumere l'incarico.
Diversi nomi sono in circolazione come possibili successori di Martin: tra i più credibili Sir Menzies Campbell, ex leader del partito socialdemocratico, Frank Field, ex ministro del Lavoro laburista, il veterano conservatore sir George Young e un altro Tory, sir Alan Haselhurst, attuale vicepresidente del Parlamento. A lui il difficile compito di ripristinare la reputazione della Camera dei Comuni.