I capi delle diplomazie degli Otto chiedono «alle parti di adempiere agli obblighi previsti dalla Roadmap» e allo Stato ebraico di "congelare" le colonie nei Territori palestinesi
I ministri degli Esteri del G8, riuniti oggi a Trieste a margine dell'appuntamento degli Otto Grandi all'Aquila, hanno chiesto a Israele di congelare tutti gli insediamenti nei Territori palestinesi. Nel capitolo sul Medio Oriente della dichiarazione, i capi delle diplomazie degli Otto chiedono «alle parti di adempiere agli obblighi previsti dalla Roadmap, incluso il congelamento dell'attività di insediamento (anche quelle di «crescita naturale») e l'inequivocabile fine della violenza e del terrorismo».
Finora il governo Netanyahu si è rifiutato di sospendere l'ampliamento degli insediamenti, sostenendo che la questione riguarderà il negoziato sullo status finale. È stato anche ribadito «il pieno sostegno del G8 alla soluzione a due Stati, con la creazione di uno Stato palestinese indipendente, democratico e contiguo, che esista in pace con lo Stato di Israele e con gli altri Paesi vicini con confini sicuri e riconoscibili». Gli Otto Grandi mantengono il «fermo impegno a fornire assistenza al popolo palestinese e a rafforzare le istituzioni democratiche».
Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha chiesto a Israele di «creare un clima di fiducia che porti ai negoziati di pace». All'appello del G8 per il congelamento degli insediamenti si è unito anche il Quartetto (composto da Stati Uniti, Russia, Nazioni Unite e Unione europea) che si è riunito a margine dei lavori del G8.