Gli Stati Uniti e la Cina dovrebbero «cooperare per avere una crescita economica equilibrata e sostenibile, togliendo più persone dalla povertà e creando maggiore ricchezza» e un futuro energetico «pulito, sicuro e prospero». Questo l'auspicio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama nel suo intervento in occasione dell'avvio del vertice sul dialogo strategico ed economico a Washington. La relazione tra le due superpotenze «darà forma al ventunesimo secolo», ha aggiunto Obama, che ha posto il focus del suo intervento sugli obiettivi comuni piuttosto che sui punti di divisione, compresa la minaccia della proliferazione nucleare. Senza dimenticare la tutela dei diritti umani e gli sforzi per trovare «un terreno comune» sul tema del «rispetto della dignità di ogni essere umano».
Obama, grande appassionato della palla a spicchi, ha poi inaugurato la fase della Diplomazia del basket tra i due colossi dell'economia mondiale. Il presidente Usa ha citato infatti Yao Ming, il cestista cinese divenuto star della Nba con la maglia degli Houston Rockets. «Come nuovo presidente e come tifoso di basket, ho imparato molto da Yao Ming che una volta ha detto: non importa se sei un giocatore esperto o se sei agli inizi, comunque hai bisogno di tempo per adattarti al gioco di squadra», ha detto Obama. «Per questo», ha aggiunto, «a partire da questo costruttivo confronto, sono fiducioso che insieme faremo come ci ha detto Ming e raggiungeremo il suo livello di gioco».
La mossa di Obama ricorda la strategia avviata nel 1971 da Richard Nixon. Anche lui aveva scelto di ricorrere alla diplomazia dello sport per avvicinare sempre di più Washington a Pechino. Allora al centro del dibattito fu messo lo sport nazionale cinese, il tennis da tavolo, mentre il primo presidente nero della storia americana ha optato per il basket, che è anche il suo sport preferito. Nei primi anni Settanta lo sbarco di giocatori americani nella Repubblica Popolare Cinese servì a riaprire il dialogo tra il colosso comunista e la superpotenza statunitense. Allora venne chiamata «la diplomazia del ping pong» e quell'evento sportivo fece sì che la relazioni tra i due paesi «nemici» dai tempi della rivoluzione culturale si facessero più distesi.