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In Minnesota, invece, Daniel lavora in un'industria biomedicale: «Il settore è fondamentale per lo stato, buona parte dell'economia dipende dalla vendita di attrezzature sanitarie». Il ragazzo spiega che da quelle parti gli impiegati lavorano nella stessa azienda per almeno 15 anni: «Diploma all'istituto tecnico, posto fisso in un'azienda della sanità: è un percorso obbligato». Lì, ad Elk River, Daniel ha lasciato amici e non colleghi: «L'ultimo giorno in azienda mi hanno organizzato una festa e fatto una colletta per consentirmi di continuare il viaggio». Duemila dollari in tutto, che vanno a compensare le settimane di volontariato e quelle di rimborso spese, e che rappresentano un bel segnale di fiducia da parte di chi proietta sull'avventura di un ragazzo i rimpianti di una vita già scritta.
Viaggia Daniel, dal caldo infernale di Albuquerque nel New Mexico al freddo del Middle Kansas, con la sua jeep bianca che riesce a pagare dopo venti settimane e, che minaccia di abbandonarlo proprio a Coal Mountain in West Virginia, dove, senza campo per il cellulare e rete internet, guida 40 miglia prima di trovare un bar: «Gli unici segnali di presenza umana erano le roulotte: la zona è un'infinita distesa di nulla con camper qua e là trasformati in chiese, ristoranti e drugstore».
Le scoperte non si limitano ai paesaggi: «Nel sud della Georgia, a Blakely, con il capo comunicavamo via mail perché il suo inglese era incomprensibile». A Montgomery, in Alabama, vivono «i ragazzini più educati d'America: a ogni domanda rispondono 'Yes Sir'». Ascoltando le descrizioni di Daniel, sembra di vederli quei teenager, camicia bianca e calzoni blu, capelli con il riporto rigido di gelatina, come usciti da un'America che non ha ancora conosciuto Kennedy, Woodstock e la sconfitta del Vietnam.
Ma il paese, anche quello più profondo, che sembra congelato per essere tirato fuori solo dai film di Clint Eastwood, si sta trasformando. Cambia l'industria: «È stato utile lavorare in Texas alla Chevron, capire come le aziende del petrolio si stiano sforzando di trovare alternative a un'economia basata sugli idrocarburi: prima di lavorare per loro pensavo fossero tutte bufale e, invece, ti accorgi che l'attenzione e la ricerca sono costanti, quotidiane».
Cambia la gente: «Anche nelle zone rurali soffia un vento di cambiamento: Obama è arrivato pure lì, con lui la voglia di rialzarsi». Racconta che nella contea di Douglas, nel Nebraska, ha trovato una grande fiducia nel presidente: «Dai repubblicani ai pastori anglicani, tutti si aspettano un cambiamento e sono consapevoli che è nelle mani di questo presidente».
È innamorato della natura Daniel, afferma che se oggi dovesse fermarsi, lo farebbe in una fattoria: «I contadini sono lavoratori indipendenti e hanno come uniche preoccupazioni il meteo e le stagioni». La natura resta ancora il luogo ideale anche per chi è nato a pochi chilometri dalla Silicon Valley: «Le persone più felici che ho incontrato nel mio cammino sono agricoltori».
Il ragazzo scopre in Montana che la fame non conosce crisi: «Lavoravo in un grande magazzino che vende esche per la caccia e la pesca e macinava utili: tutti hanno bisogno di procurarsi da mangiare».
Dopo New York, Daniel andrà alle Hawaii per fare il maestro di surf, impiego trovato su internet: «Google è la migliore agenzia interinale del mondo», sostiene, convinto che il segreto per trovare lavoro consista in una sola parola: networking, rete.
«Conoscere persone in giro per il paese mi ha aperto le porte, la mia massima è "Non importa cosa sai ma chi conosci"».
E di persone Daniel ne ha conosciute davvero tante: molte seguono le sue avventure online, altre sorridono e chiamano a raccolta i vicini quando la Cnn o le televisioni locali raccontano la sua avventura. Altre ancora aspettano il momento in cui questo ragazzo della periferia di San Francisco trasformerà il suo viaggio in un libro per cercare i loro nomi tra le pagine e incorniciare quella giusta tra la bandiera americana e le foto di famiglia.
Ma c'è una persona che Daniel non dimentica, e che rappresenta l'altra molla del suo viaggio. Perché quando un uomo inizia un'impresa, da Ulisse a Obama, c'è quasi sempre di mezzo un grande amore. Nel caso di Daniel, ha le sembianze di una ragazza di 22 anni nata e cresciuta in Georgia, «un posto dove i californiani, ancora peggio se di città, sono visti male». Sasha, cameriera in un motel di Savannah con il sogno di diventare ingegnere, è stata l'unica a credere in Daniel: «I miei parenti e i miei amici non pensavano che l'avrei fatto sul serio, solo lei mi ha sostenuto». Daniel parte con la promessa di farsi rivedere presto, ma quando ritorna per la sua settimana da sgusciatore di noccioline, Sasha non vuole più incontrarlo. Dopo un crollo iniziale, Daniel decide di ripartire. Più forte e convinto.
Perché là fuori- tra le chiese allestite nelle roulotte della Coal Mountain e i tornado dell'Ohio, i parchi giochi della Florida, gli allevamenti di bovini del Kansas e il frastuono di Manhattan - c'è un amore più grande di Sasha e della crisi. E' l'America.