La ricercatrice universitaria francese Clotilde Reiss, detenuta in Iran dal 1° luglio scorso per aver partecipato alle proteste contro la rielezione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, è stata liberata ieri sera dopo il pagamento di una cauzione di entità imprecisata . Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner.
Il presidente Nicolas Sarkozy ha parlato al telefono con la giovane studentessa francese detenuta in Iran, riferisce l'Eliseo. «Clotilde Reiss è in buona salute», si legge su un comunicato della presidenza transalpina, precisando che la ragazza «verrà ospitata all'interno dell'ambasciata francese a Teheran, in attesa del suo ritorno a Parigi». La giovane universitaria, 24 anni, è accusata in Iran di avere preso parte a manifestazioni di protesta contro la rielezione di Ahmadinejad, e di aver raccolto informazioni riservate e «incoraggiato i manifestanti».
La stretta sulle forze democratice, tuttavia, continua: il regime iraniano, questa mattina, ha disposto la chiusura del quotidiano Etemad-i Melli, facente capo all'omonimo Partito della Fiducia Nazionale guidato da Mehdi Karroubi, esponente riformista sconfitto dal conservatore Mahmoud Ahmadinejad nelle controverse presidenziali del 12 giugno scorso, nelle quali si piazzò terzo dietro anche all'altro moderato Mir Hossein Moussavi. Il provvedimento, che ha peraltro validità formalmente solo temporanea, è stato reso noto da fonti della stessa formazione politica. Il giornale è stato chiuso ieri sera per ordine della Procura di Teheran, Quattro giorni fa proprio Karroubi aveva denunciato la morte in carcere sotto le torture di diversi manifestanti, arrestati in seguito alle proteste di piazza seguite alle elezioni, e ieri sera aveva ha dichiarato di voler mantenere le accuse.
«Le autorità hanno creato un clima tale che nessuna osa parlare. Ma questi comportamenti e queste intimidazioni non mi ridurranno al silenzio e dirò tutto quello che reputo necessario», aveva detto Karroubi in un comunicato diffuso sul sito Internet del suo partito, Etemad Melli. «Tacerò solo quando sarà fatta un'indagine completa su questi episodi e fino a quando sarà detta tutta la verità alla popolazione». «Non dico che questi episodi siano capitati, dico che ci sono voci e persone vicine a noi che ne hanno parlato», ha affermato l'ex-presidente del Parlamento. «Spero che siano menzogne, ma queste notizie devono essere verificate», ha ribadito. Stamane, la ritorsione del governo di Ahmadinejad.