La decisione del presidente americano Barack Obama sull'invio di ulteriori militari in Afghanistan arriverà dopo i festeggiamenti per il Ringraziamento, in programma negli Usa per il prossimo fine settimana. Il presidente ha incontrato negli ultimi giorni il comandante dei contingenti Usa e Nato nel paese asiatico, il generale Stanley McChrystal, che ha chiesto altri 40mila uomini per combattere una nuova, violenta ondata di attacchi da parte dei Talebani. Oggi ci sono circa 68mila militari in Afghanistan. Ma sia i democratici che i repubblicani non sembrano sostenere un ulteriore invio di uomini, soprattutto dopo la rielezione di Hamid Karzai alla guida del paese, un partner che la stessa presidente della Camera dei rappresentanti, la democratica Nancy Pelosi, ha definito «assolutamente non affidabile».
Intanto, dalla Gran Bretagna il ministro degli Affari Esteri David Miliband in un'intervista spiega che «senza il contributo delle truppe Nato in Afghanistan, il governo di Kabul sarebbe presto rovesciato. Sarebbe solo una questione di tempo, cinque minuti, 24 ore o sette giorni, ma gli insorti rovescerebbero le forze afgane». Miliband si è detto consapevole della crescente ansiadell'opinione pubblica britannica sulla guerra in Afghanistan ed ha aggiunto che «all'opinione pubblica bisogna spiegare che i costi della permanenza sono reali ma sempre inferiori ai costi di un eventuale disimpegno».