«... PAGINA PRECEDENTE
Ma c'è qualche buona notizia dalla valle di Musahi? Sono rimasti in piedi, e pare che funzionino, il dispensario e la scuola elementare femminile di Abdul Rauf, costruiti dagli italiani. E qui che si combatte la battaglia più dura con i talebani. Qualche tempo fa la guerriglia ha sequestrato il direttore del centro sanitario, il dottor Muhammad Qasim. «Mi hanno preso con altre 13 persone e mi stavano tagliando la gola perché dicevano che ero una spia del governo: sono salvo soltanto perché li hanno messi in fuga gli elicotteri della Nato». «Le donne - racconta Qasim - non vogliono venire qui, si vergognano a farsi visitare da un uomo, temono che le altre facciano la spia e poi di essere punite dai mariti o sgozzate dagli integralisti».
Sul fondovalle di Musahi però i campi sono curati, qualcuno, oltre ai buoi, guida un trattore. L'annata del grano è stata eccezionale, il miglior raccolto da 50 anni, e molti contadini si sono fatti convincere a coltivarlo al posto dell'oppio perché il prezzo d'acquisto, sovvenzionato, è salito di quattro volte in un anno. Smaray, 17 anni, sembra quasi felice a spasso con le sue capre per Abdul Rauf: «Mio padre ha promesso di mandarmi a studiare a Kabul». Sotto la shalwar kamis ha infilato un libro e me lo mostra come fosse un tesoro: è una grammatica inglese. «Con questo, con l'inglese, un giorno me ne andrò via di qui».