SHANGHAI - Barack Obama ha confessato di non aver mai usato Twitter, ma ha chiesto che Internet sia completamente liberalizzato in Cina, perché rende le società più aperte, i politici più responsabili nei confronti dei cittadini e perché offre straordinarie opportunità economiche. È questo, l'importanza della società aperta, uno dei messaggi centrali che il Presidente americano ha dato a Shanghai, rispondendo a una domanda di uno dei circa 400 studenti universitari che hanno partecipato con lui al Town Hall Meeting.
Per Obama, alla sua prima visita in Cina, l'importanza di tutelare, attraverso la liberta di espressione, altre libertà fondamentali degli individui è essenziale per lo stesso progresso di una nazione: «È nella nostra tradizione proteggere la libertà di espressione, l'ugaglianza, i diritti delle minoranze», un richiamo morbido, facendo riferimento soprattutto all'America, al fatto che in Cina questi «valori» sono spesso ignorati. Già durante un breve discorso introduttivo Obama aveva riaffermato, da una parte, che non è nell'interesse degli Stati Uniti «contenere la Cina...», dall'altra aveva ribadito quanto importante sia tutelare appunto i diritti delle minoranze, la libertà di fede e il rispetto delle donne.
Obama ha anche ricordato che la Cina e gli Stati Uniti sono in grado insieme di affrontare e risolvere i problemi globali. Un ritorno alla vecchia tesi del G2: «Per noi è anche una responsabilità che ci chiede il mondo di risolvere alcuni dei problemi più difficili». Ironicamente il commento suona molto vero, anche nel senso contrario: le due superpotenze sono anche in grado di frenare una soluzione. È successo proprio durante questo viaggio asiatico, al vertice Apec di Singapore, quando si è minata alla base la possibilità di un successo al vertice sull'ambiente di Copenhagen per il mancato accordo –e la mancata leadership di Usa e Cina– in materia. Questa sera Obama sarà a Pechino dove parteciperà a una cena offerta dal presidente cinese Hu Jintao. Martedì il vertice vero e proprio in cui Obama - dicono i bene informati - presterà più attenzione al ruolo della Cina come finanziatore degli Stati Uniti che a quello di mancato tutore di alcuni diritti civili fondamentali.