Nucleare, politica internazionale e commercio: sono i temi chiave nell'agenda della missione in Brasile del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che poi si recherà anche in Bolivia e Venezuela. Una visita che ha suscitato polemiche e proteste nel paese carioca: ieri un migliaio di persone si sono date appuntamento a Ipanema, un quartiere di Rio de Janeiro, per protestare soprattutto contro le dichiarazioni di Ahmadinejad su Israele, a favore della pace e delle libertà di espressione in Iran.
Per il presidente iraniano la visita nei tre paesi latinoamericani cade in mezzo ad una nuova fase dei negoziati internazionali sul nucleare. Proprio quest'ultimo aspetto sarà uno dei temi al centro del viaggio di Ahmadinejad a Brasilia, visto che i due paesi puntano ad una cooperazione bilaterale per la produzione di energia idroelettrica. Ahmadinejad sarà accompagnato da circa 200 imprenditori, a conferma che le potenzialità del gigantesco mercato brasiliano attira non solo gli imprenditori americani ed europei. Su quest'ultimo fronte, l'obiettivo di Brasilia e Teheran è quello di aumentare e diversificare gli scambi commerciali. Finora, il paese latinoamericano ha venduto soprattutto alimenti a Teheran, importando a sua prodotti del settore petrochimico.
Dopo la tappa a La Paz, dove incontrerà il presidente Evo Morales, Ahmadinejad si recherà a Caracas, per vedere Hugo Chavez, il leader "bolivariano" del Venezuela, che è uno di principali alleati della Repubblica Islamica, visto che negli ultimi anni i due paesi hanno sottoscritto circa 300 accordi in diversi settori.
Intanto il regime di Teheran non intende farsi cogliere impreparato ad un eventuale attacco contro le proprie installazioni nucleari. Per questo le autorità iraniane hanno dato il via ieri a cinque giorni di esercitazioni per contrastare potenziali raid aerei contro i siti nucleari. Le «manovre interesseranno Bushehr, Fars, Isfahan, Teheran e le province occidentali», ha detto il comandante della contraerea Ahmad Mighani, precisando che copriranno 600.000 chilometri quadrati. Il generale ha fatto riferimento in particolare alla centrale nucleare di Bushehr, ancora in fase di avviamento da parte dei russi, e agli impianti di arricchimento dell'uranio di Isfahan, noto da tempo, e quello di Qom, denunciato solo a settembre.