ILSOLE24ORE.COM > Notizie Mondo ARCHIVIO

Marjah liberata dai talebani,
arriva il generale McCrysthal

di Gianandrea Gaiani

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
2 marzo 2010
Successo degli anglo-americani a Marjah non si spara più

Tutto tranquillo a Marjah dove l'offensiva alleata scatenata il 13 febbraio sembra avere avuto pieno successo. Dopo due settimane di combattimenti a tratti accaniti le forze regolari afghane che affiancano gli anglo-americani erano riuscite a issare la bandiera nazionale nel centro città e in un contesto relativamente sicuro considerato che alla cerimonia del 25 febbraio aveva partecipato anche il governatore della provincia di Helmand, Gulab Mandal, e il nuovo amministratore della città, Haji Zaman, tornato in Afghanistan dopo aver trascorso 15 anni in Germania. Secondo il portavoce del ministero della difesa afghana, il generale Zahir Azimi, l'operazione Mushtark ("Insieme" in lingua dari) era costata la vita a circa 120 talebani (più 50 catturati) tre soldati afghani, 13 della forza Isaf e 28 civili, tra i quali 13 bambini.

Nell'ultima settimana il numero dei caduti alleati è salito a una ventina (107 in tutto l'Afghanistan nei primi due mesi del 2010, un nuovo record di perdite) ma tutto sommato si tratta di un prezzo accettabile per un'operazione che ha coinvolto 15.000 militari afghani e alleati e almeno un migliaio di talebani.

Proprio il numero stimato dall'intelligence dei combattenti islamici suscita non poche perplessità. Non stupisce che di fronte alla schiacciante superiorità di fuoco e tattica degli alleati i talebani abbiano cercato di opporre una resistenza solo simbolica per evitare l'annientamento ma contando morti e prigionieri tra gli insorti sono circa 800 i combattenti che sono riusciti a sfuggire all'accerchiamento o che hanno nascosto le armi mischiandosi ai civili, pronti per riprendere a combattere domani. Anche per questo a Marjah e nel distretto di Nad Alì resteranno 1.500 poliziotti dell'Afghan National Civil Order Police (il corpo d'èlite addestrato da istruttori Usa e carabinieri italiani) affiancati da mille soldati afghani e 2.000 marines americani.

Il generale Ben Hodges, che dirige le operazioni americane nel sud del paese asiatico prevede che "ci saranno ancora scontri sporadici, in certe zone difficili dove ci sono ancora degli irriducibili. Ma credo che la maggior parte dei combattimenti sia terminata". Anche il comandante delle forze alleate in Afghanistan, Stanley McChrystal, si è recato ieri in visita a Marjah dichiarando che "non siamo alla fine della fase militare ma ci stiamo avvicinando" pur non escludendo azioni suicide e attentati. "Il governo dell'Afghanistan è ora nella posizione di cogliere l'opportunità e la richiesta di dimostrare che è in grado di stabilire un governo legittimo" ha detto McChrystal rivolgendosi al vicepresidente afghano, Karim Khalili, accorso anche lui nella città liberata dopo due anni di dominio talebano.

Sul piano militare la vittoria di Marjah allontana lo spettro di un'altra Fallujah, specie ora che l'azione offensiva si sposta verso Kandahar, culla del movimento talebano. Forse è ancora presto per analisi e bilanci, ma è evidente che i tentativi di far sgombrare i civili prima dell'inizio dell'attacco sono falliti lasciando molti scudi umani a disposizione dei miliziani. Nonostante gli alleati non siano riusciti a impedire ai talebani di dileguarsi, il successo conseguito a Helmand è importante anche sul piano psicologico e politico. Il governo afghano e quelli di Londra e Washington necessitavano di una battaglia vinta in modo evidente per guadagnare credibilità agli occhi delle rispettive opinioni pubbliche e rinnovare lo sforzo bellico. La battaglia vinta a Marjah fa bene anche alla cagionevole salute della Coalizione internazionale, che dopo la defezione olandese rischia di perdere alcuni pezzi e soprattutto sembra confermare la possibilità che gli afghani potranno farcela presto da soli creando le condizioni necessarie alla "transizione", anticamera della exit strategy occidentale da Kabul.

2 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
8 maggio 2010
8 maggio 2010
 
Scene dal Pacifico
La storia per immagini dei magazzini Harrods
Il giorno del mistero a Wall Street
Elezioni inglesi / Chi ha fatto centro? La vignetta di Stephff
Election day
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-