Secondo una certa teoria politica, le quote rosa sono una via sicura per far aumentare il numero delle donne coinvolte in politica. Ma per mettere una donna a capo di determinati ministeri, come quello del commercio o della difesa, considerati tradizionalmente maschili, finora non è stata formulata nessuna quota efficace. A dimostrarlo è uno studio del Democratic Leadership Council, organizzazione no profit statunitense vicina al partito democratico, che mette a confronto i dati raccolti nel 2005 dal Progressive Policy Institute (il suo think tank) sulle donne-ministro nel mondo, con quelli di oggi.
Cinque anni fa, in 153 paesi presi in considerazione, solo 7 donne ricoprivano il ruolo di ministro del commercio. Oggi sono 21 le signore che hanno questo incarico, e se il dato è cresciuto è stato soprattutto per merito di alcune nazioni africane (come Rwanda, Sao Tome, Botswana, Liberia e Swaziland), mentre la situazione resta immutata in Europa, Asia e America Latina. Insomma, questioni di armi e soldi non sono di competenza femminile, come dimostra anche il fatto che le donne sono molto più presenti in dicasteri messi in relazione con attività tipicamente riferite alle signore come la cultura, l'educazione e l'ambiente.
Questo per la politica. Se si estende l'analisi ad altri ruoli di leadership mondiale, la situazione, forse, è persino peggiore: nessuna donna è stata mai direttrice del Wto, della Banca Mondiale o dell'Fmi, tantomeno segretario generale dell'Onu. Solo in posizioni di secondo piano in queste istituzioni si intravedono donne, come Helen Clark, che guida il Programnma di Svilippo delle Nazioni Unite, oppure il capo dell'Organizzazione Mondiale della Salute, Margaret Chan.
Il Council non poteva non portare a modello un realtà statunitense (soprattutto ai tempi dell'amministrazione Obama), individuata nel Trade Representative Office, che in 25 anni ha avuto come capi quattro uomini e tre donne. Il monito è diretto all'Europa, dove Catherine Ashton è la prima donna Commissario al Commercio dopo nove uomini. Ma dell'Unione Europea fa parte anche la Svezia, che nel 1999 fu il primo paese a vantare una maggioranza di "ministre".
Si discuterà di questi temi alla trasmissione Bianco o nero? condotta da Alessandro Milan su Radio24. Maruska Piredda (Responsabile Regionale del Dipartimento Lavoro-Welfare IDV per la Lombardia) Augusta Montaruli (dirigente nazionale della Giovane Italia, neoeletta al consiglio regionale in Piemonte) e Massimo Fini (giornalista e scrittore).
I giovani e gli anziani, i più e i meno votati delle regionali 2010
FOTO / Mara Carfagna la più votata delle regionali
FOTO / Le signore della politica
©RIPRODUZIONE RISERVATA




