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Sponsor, permessi lunghi, flussi triennali: punto per punto la riforma della Bossi-Fini sull'immigrazione

di Nicoletta Cottone

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25 aprile 2007

Il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge delega che riforma la Bossi-Fini. Il Ddl Amato-Ferrero, che passerà ora all’esame del Parlamento, prevede una serie di novità: innanzitutto il decreto flussi da annuale diventa triennale e viene istituita una corsia preferenziale per l’ingresso in Italia dei cosiddetti «talenti» nel campo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo e dello sport. Arriva lo sponsor, una sorta di garante che potrà far entrare nel Belpaese immigrati in cerca di lavoro fornendo garanzie sul sostentamento e l’eventuale rimpatrio dello straniero. Per rendere effettive le espulsioni sono previsti, poi, programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito. Le nuove regole prevedono anche il superamento del Centri di permanenza temporanea come proseguimento del carcere. Sono previste nuove procedure per identificare gli stranieri ed espellerli senza passare dai Centri. Gli stranieri in stato di bisogno saranno, invece, ospitati in strutture di accoglienza, non a carattere detentivo e con permanenza limitata. Resteranno solo alcuni Centri per l’esecuzione dell’espulsione destinati al trattenimento degli stranieri da espellere. I Centri, inoltre, saranno più trasparenti: vi potranno accedere le autorità politiche, le associazioni umanitarie e i giornalisti. Ecco, in sintesi, le novità contenute nel disegno di legge delega del Governo.


Accordi di riammissione. Il Governo sta lavorando sul fronte degli accordi di riammissione. In gennaio è stato firmato quello con l’Egitto, mentre con Libia e Marocco è in atto un dialogo produttivo. È stato chiesto all’Unione europea di stabilire il principio per cui aiuti e immigrazione legale per ogni singolo Paese siano legati all’effettiva esistenza di un accordo di rimpatrio.


Assunzione lavoratori generici. Resta la possibilità di chiamata per conoscenza diretta prevista dalla Bossi-Fini, ma si affianca un sistema di liste, organizzate per singole nazionalità e disponibili su Internet, alle quali si potranno iscrivere i lavoratori stranieri che vogliono fare ingresso in Italia per lavoro, anche stagionale. Ove possibile le liste, consultabili tramite Internet, saranno divise per qualifiche o in base alle mansioni. Alle liste potranno accedere i datori di lavoro italiani e gli sponsor. Dalle liste si dovrà attingere per gli ingressi fuori quota. Per favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro viene introdotta una sorta di collocamento all’estero: le liste potranno, infatti, essere tenute presso le rappresentanze diplomatiche italiane o presso enti e organismi internazionali con sedi nei Paesi di provenienza degli immigrati e presso le Autorità di quegli Stati. Nelle graduatorie costituiranno titolo di preferenza l’anzianità di iscrizione, la conoscenza della lingua italiana, i titoli professionali posseduti, la frequenza a corsi di formazione al lavoro organizzati da istituzioni, enti e associazioni italiane o straniere nei Paesi di provenienza. È prevista la nascita di una banca dati ministeriale con tutte le richieste di ingresso per lavoro e le offerte di impiego.


Centri di permanenza temporanea e assistita. Grazie a un nuovo modello di espulsioni e di rimpatri sarà più agevole il progressivo svuotamento dei Centri come proposto dalla Commissione De Mistura. Viene interrotta la continuità tra carcere e Centri di permanenza territoriale (Cpt) che oggi riguarda molti irregolari. Saranno varate nuove procedure per identificare gli stranieri durante la detenzione e avviarli all’espulsione senza passare per i Ctp, anche attraverso programmi di rimpatrio assistito. I Centri non saranno più il proseguimento del carcere in altra forma. Gli stranieri sbarcati o individuati in Italia come irregolari o in condizioni di bisogno saranno accolti, per un periodo di tempo limitato, in strutture di accoglienza non a carattere detentivo dove gli stranieri saranno ospitati e informati sulle normative italiane. Prevista una intensa collaborazione con enti locali, Asl, associazioni o organizzazioni umanitarie. Ci sarà anche un numero limitato di strutture per l’esecuzione dell’espulsione destinate solo al trattenimento degli stranieri da espellere: prevista anche qui una permanenza ridotta e i servizi e l’assistenza necessari a garantire i diritti fondamentali. I Centri saranno «trasparenti»: nel rispetto della privacy degli ospiti è prevista la possibilità di accesso da parte delle autorità politiche, della associazioni che si occupano di assistenza e dei giornalisti.


Delega. Lungo l'iter per modificare la Bossi-Fini: al momento in cui la delega diventerà legge il Governo avrà un anno di tempo per varare il decreto legislativo attuativo. Entro 24 mesi, poi, potranno essere adottati uno o più decreti legislativi, disposizioni correttive e integrative. Entro un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo il Governo adotterà un decreto legislativo per coordinare le nuove norme con le altre disposizioni sull’immigrazione e la condizione giuridica dello straniero.


Espulsioni. Regole per rendere effettive le espulsioni, sia quelle amministrative disposte dal ministro dell’Interno e dal Prefetto, sia quelle disposte dal giudice in relazione a reati. La riforma introduce programmi di rimpatrio volontario e assistito ai quali possono accedere gli immigrati che collaborano alla propria identificazione, compresi i clandestini più ostici, se l’interesse prioritario è quello di allontanarli effettivamente dall’Italia. Al programma possono accedere anche gli stranieri non espulsi che non hanno i mezzi per rientrare nel proprio Paese.


Flussi di ingresso. Il meccanismo dei flussi di ingresso sarà basato su una programmazione triennale delle quote di stranieri da ammettere. Dunque il decreto flussi non sarà più annuale. La flessibilità del sistema sarà garantita dalla possibilità di revisione annuale dei flussi attraverso singoli provvedimenti di adeguamento. Le quote saranno stabilite in base ai dati sull’effettiva richiesta di lavoro elaborati dal ministero della Solidarietà sociale e le indicazioni dei Consigli territoriali per l’immigrazione presso le prefetture. Saranno anche valutati i programmi di istruzione e formazione svolti nei Paesi d’origine. Per specifiche necessità del mondo del lavoro sarà possibile autorizzare determinate categorie di lavoratori all’ingresso fuori dalle quote fissate.


Fondo rimpatri. Il Fondo nazionale rimpatri è destinato a finanziare i programmi di rimpatrio volontario e assistito. Il Fondo sarà alimentato dai contributi dei datori di lacero che assumono immigrati, dai garanti che svolgono attività di sponsor e dagli stranieri.


Integrazione. La riforma prevede, attraverso una regolazione del fenomeno dell’immigrazione, una equilibrata integrazione degli stranieri in Italia, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ogni individuo. Per la promozione dell’integrazione saranno esclusi i tetti numerici per il riconoscimento dei titoli professionali conseguiti all’estero e per l’iscrizione in ordini, collegi o elenchi speciali, sarà aggiornata la disciplina del riconoscimento dei titoli di studio, razionalizzate le disposizioni sull’assistenza sanitaria. Sarà potenziata la figura dei mediatori culturali e saranno previste misure ad hoc per l’integrazione delle seconde generazioni e delle donne.


Minori. Ai minori è dedicato un capitolo specifico della riforma, con l’obiettivo di favorire l’inserimento civile e sociale dei minori stranieri adeguando le disposizioni sul loro soggiorno. Sarà rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari allo straniero che al compimento dei 18 anni risulti a carico di uno e entrambi i genitori in Italia con permesso di soggiorno, tenuto conto dei loro redditi. Al compimento della maggiore età il permesso di soggiorno rilasciato al minore straniero non accompagnato viene convertito in altre tipologie di permesso di soggiorno, compresa quella di accesso al lavoro, a patto che il minore abbia partecipato a progetti di accoglienza e tutela gestiti da enti o associazioni pubbliche o private e il Consiglio territoriale dell’immigrazione presso la Prefettura dia parere positivo sulla sua integrazione. Se i requisiti non sussistono lo straniero dovrà lasciare l’Italia, ma potrà accedere alle procedure di rimpatrio volontario e assistito. Sarà istituito un Fondo nazionale di accoglienza e tutela a favore dei minori stranieri non accompagnati per il finanziamento, anche parziale, di progetti di accoglienza e tutela dei minori. Saranno riorganizzate e ridefinite le procedure del Comitato per i minori stranieri istituito presso il ministero della Solidarietà sociale, anche con la previsione di una funzione consultiva dei Consigli territoriali per l’immigrazione. In caso di incertezza sulla minore età dello straniero saranno disposti accertamenti medico-sanitari: se gli accertamenti non consentono l’esatta determinazione dell’età si applicano, comunque, le disposizioni sui minori. Prevista la convalida da parte del Tribunale dei minori del rimpatrio del minore di oltre 14 anni disposto senza il suo consenso o del minore infraquattordicenne.


Perdita del posto di lavoro. Lo straniero che perde il posto di lavoro, anche in seguito a dimissioni, può restare iscritto nei Centri per l’impiego un anno. Tale permesso sarà poi rinnovato per un altro anno se lo straniero dimostra di disporre di un reddito annuo non inferiore all’importo dell’assegno sociale. Se lo straniero usufruisce di ammortizzatori sociali il permesso viene rinnovato per lo stesso periodo di durata. Sarà consentita l’assunzione degli stranieri già titolari di permesso di soggiorno subordinato per almeno 3 anni che abbiano perso la regolarità del soggiorno a seguito di cessazione del loro ultimo rapporto di lavoro.


Permessi di soggiorno. I permessi legati a contratti a tempo determinato, che oggi hanno una durata pari al contratto di lavoro, saranno rilasciati per uno o due anni a seconda se il contratto è di durata inferiore o superiore a 6 mesi. Quelli rilasciati per contratti a tempo indeterminato o per lavoro autonomo avranno la durata di 3 anni (fino a oggi 2 anni). Il rinnovo del permesso sarà rilasciato per un periodo pari al doppio di quello previsto per il primo rilascio. In attesa del rinnovo perdura la validità del permesso scaduto, se la domanda è stata fatta entro i termini.


Permessi umanitari. I permessi umanitari, che oggi sono concessi dal Questore, saranno rilasciato dal Prefetto, sentiti il Consiglio territoriale per l’immigrazione e il questore. Questo permesso sarà concesso anche allo straniero che dimostri spirito di appartenenza alla comunità civile e non costituisca minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.


Procedura di assunzione. L’imprenditore ha due strade da seguire: provvedere direttamente alla richiesta e alle pratiche o affidarsi a uno sponsor. Lo sponsor acquisita la domanda dei datori di lavoro inoltra allo sportello unico per l’immigrazione la richiesta di nulla osta all’ingresso per l’inserimento nel mercato del lavoro di stranieri iscritti alle liste. Alla domanda devono essere allegate garanzie bancarie o equivalenti per l’assicurazione obbligatoria al Servizio sanitario nazionale, per la prestazione di mezzi di sussistenza, per il contributo da versare al Fondo nazionale rimpatri. Lo Sportello unico per l’immigrazione definisce il procedimento e in caso positivo rilascia allo straniero richiesto dallo sponsor un permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro di durata annuale. Lo sponsor affida il lavoratore in prova all’imprenditore: se al termine del periodo il lavoratore sarà assunto il permesso sarà convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, in caso contrario il lavoratore torna sotto la garanzia dello sponsor che potrà aiutarlo a trovare un altro datore di lavoro. Dopo un anno, se il permesso di inserimento non sarà convertito, lo straniero dovrà lasciare l’Italia, pena l’espulsione. Il decreto flussi stabilirà anche, in via sperimentale, una limitata quota di ingressi per inserimento nel mercato del lavoro destinata a cittadini stranieri iscritti nelle liste, che dimostrano di avere risorse finanziarie adeguate al periodo di permanenza in Italia o che siano nominativamente richiesti da un cittadino italiano o dell’Unione europea in possesso di un reddito adeguato a dare la garanzia patrimoniale (solo uno straniero per richiedente). In questo ultimo caso successive richieste saranno condizionate alla dimostrazione dell’inserimento lavorativo o del rimpatrio dell’immigrato.


Reingresso. Per ottenere la collaborazione dell’immigrato viene introdotta una differenziazione dei tempi del divieto di reingresso in Italia, con una riduzione per chi aderisce a programmi di rimpatrio. Peserà certamente la maggiore o minore gravità delle violazioni commesse.

Rimesse. Previste misure per incentivare il ricorso a strumenti legali per il trasferimento delle rimesse degli immigrati, promuovendo accordi con le associazioni di categoria con lo scopo di ridurre i costi.


Sanzioni penali. È prevista la revisione delle sanzioni di natura penale previste per la violazione delle disposizioni in materia di immigrazione. Questi reati e la loro trattazione, oggi configurati come una sorta di diritto speciale aggravato, vengono ricondotti ai principi e alle norme del Codice penale e di quello di procedura penale. Per accentuare il carattere deterrente delle sanzioni è previsto un sistema di gradualità in relazione alla gravità e alla reiterazione delle violazioni commesse. Le competenze giurisdizionali sono attribuite al giudice ordinario in composizione monocratica.


Soggiorni brevi. Il Governo ha già eliminato il permesso di soggiorno per visite inferiori ai 3 mesi, imposizione che violava le norme comunitarie e comportava danni al turismo e forti aggravi burocratici per gli stranieri e per l’amministrazione. Le esigenze di sicurezza saranno garantite da una dichiarazione di presenza che lo straniero rende alla Polizia di frontiera o, entro alcuni giorni dall’ingresso, al questore della provincia in cui si trova.


Sponsor. La riforma introduce la figura dello sponsor: i datori di lavoro potranno rivolgersi agli uffici per l’immigrazione o avvalersi dell’assistenza di soggetti abilitati a svolgere il ruolo di sponsor garante. Lo sponsor potrà far entrare per lavoro in Italia, nell’ambito delle quote, immigrati iscritti alle liste fornendo garanzie di carattere patrimoniale sul loro sostentamento e sull’eventuale rimpatrio. Questo consentirà al lavoratore di entrare regolarmente in Italia per cercare lavoro (nell'ambito delle quote) e al datore di lavoro di assumere, dopo aver impiegato in prova, il lavoratore. Potranno essere sponsor enti e organismi istituzionali (Regioni ed Enti locali), associazioni imprenditoriali e professionali, quelle sindacali e gli istituti di patronato.


Talenti. Canale privilegiato per l’immigrazione di lavoratori altamente qualificati. Concessione veloce di un permesso di soggiorno della durata massima di 5 anni per i talenti nel campo della ricerca, della scienza, della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo e dello sport. Previsto un regime speciale in materia di visto, che sarà definito con il ministero degli Esteri, con la possibilità per le imprese multinazionali e le Università di fare da garante per la figura altamentespecializzata da impiegare in Italia.


Velocizzazione delle pratiche. Per rendere più celeri le pratiche i Comuni saranno coinvolti nelle attività di front-office. Prevista la riorganizzazione degli sportelli unici per l’immigrazione istituiti presso le Prefetture, con forme di collaborazione con gli enti pubblici nazionali, gli enti locali, le associazioni datoriali e del lavoratori, le associazioni del volontariato.

Visti.Semplificazioni per i visti. Saranno rese più agevoli le richieste presso le sedi consolari, con una documentazione più snella da presentare. Per le domande di soggiorno breve sarà prevista una procedura accelerata. Sarà introdotto l’obbligo di motivare il diniego per tutte le tipologie di visto. Un canale agevolato renderà più agili le procedure per i lavoratori altamente qualificati: multinazionali e Università potranno fare da garanti, rispettivamente per dirigenti e docenti che devono venire in Italia a lavorare o insegnare in sedi italiane per periodi limitati.

Vittime di riduzione in schiavitù. Adeguata tutela delle vittime di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, delle vittime di tratta, di violenza o grave sfruttamento per garantire l'accesso ai diritti spettanti in base alle disposizioni di legge. Revisione della disciplina di ricongiungimento familiare in modo che preveda procedure accelerate e semplificazione dei requisiti quando i familiari dello straniero che sia stato vittima di tratta o grave sfruttamento corrano rischi per la propria incolumità a causa dell'assoggettamento alla situazione di violenza o grave sfrittamento di cui lo straniero stesso è vittima. Esclusa la punibilità per reati e infrazioni legate al soggiorno illegale e per mancata ottemperanza all'ordine di espulsione commessi dallo straniero in condizioni di assoggettamento alla violenza e a grave sfruttamento.

Voto. La riforma prevede l’attribuzione dell’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative in favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo. Questo significa che stranieri con Carta di soggiorno (che si ottiene dopo 5 anni di residenza regolare in Italia) potranno votare o candidarsi alle elezioni comunali.

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