«Siamo riusciti a far ripartire l'Italia da uno stallo pericoloso». Lo ha detto il premier Romano Prodi al termine del Consiglio dei ministri in occasione dell'anniversario dell'esecutivo, nel corso del quale è stato distribuito un opuscolo dal titolo «Un anno di governo», con allegato un cd rom. «Non è una celebrazione, o peggio una autocelebrazione - ha detto il ministro per l'Attuazione del programma Giulio Santagata - ma si tratta di trasparenza e di controllo dell'attivitá del Governo». Il rapporto si presenta come un monitoraggio di carattere parlamentare e amministrativo che sempre di più sarà affiancato da un monitoraggio della misurazione, affidato alle informazioni finanziarie e di bilancio (stanziamenti disponibili, erogazioni e così via), nonché, dove possibile, a una quantificazione dei risultati raggiunti. Prodi ha sottolineato di non aver tenuto conto della popolarità dei provvedimenti adottati dal Governo. «Mi ero messo in testa di risanare i conti pubblici e di rilanciare l'economia. E l'ho fatto», dice il premier. L'emergenza sui conti pubblici, sottolinea Prodi, «è finita» e di questo passo «l'Italia per il 2007 potrá crescere al 2%, forse anche di più».
Tra le priorità del Governo la lotta alla criminalità e le misure per la sicurezza. Nei prossimi mesi, poi, «la sfida dell'ambiente e dell'energia rinnovabile entrerà con forza nel nostro sistema produttivo». In arrivo provvedimenti per abbattere i costi della politica. Il Governo, secondo Prodi, non ha bisogno di un tagliando, risposta diretta al Guardasigilli Clemente Mastella che anche oggi ha rilanciato la necessitá di sottoporre la squadra dell'esecutivo a un pit-stop.
Già durante il prossimo Consiglio dei ministri, fissato per mercoledì 23 maggio, si parlerà di riforma dell'Ici nell'ambito del piano di politiche per la casa che il Governo sta mettendo a punto. Il problema della revisione dell'Ici, spiega Prodi, «si inquadra in una politica che intende aiutare le categorie più disagiate. Stiamo lavorando a un piano di politiche per la casa - che discuteremo già al prossimo Consiglio dei ministri, non chissà quando - e in quest'ambito si troveranno anche le riflessioni a proposito della revisione del catasto e sull'Ici». Parlando di legge elettorale il premier dice che senza un accordo ampio non si fa. «L'accordo - dice Prodi - non è stato ancora raggiunto, come si capisce anche dalle varie dichiarazioni che si intrecciano nell'etere. Le dichiarazioni di Mastella e altri mettono in rilievo come non sia il campo di accordo più facile».
Il problema serissimo del governo per Prodi é «l'aspetto parlamentare», il gioco «fino
all'esasperazione» che blocca tutto al Senato: in un anno, su 104 disegni di legge varati dal Consiglio dei ministri, lamenta Prodi, solo 10 ne sono stati approvati. E per giunta «i più semplici, quelli che hanno trovato un accordo parlamentare».
Nella prefazione del rapporto Prodi ha scritto che «in questi 365 giorni qualcosa di importante si è mosso nel Paese. La crescita dell'economia si è fatta più intensa. Le nostre aziende mostrano sempre maggiore capacità di reazione all'accresciuta concorrenza internazionale. Le imprese si vanno nuovamente sviluppando. Le esportazioni riacquistano peso negli scambi internazionali. L'occupazione ha ripreso ad aumentare in modo consistente. E in parte il bilancio pubblico si è allontanato in modo netto dalle precedenti condizioni di squilibrio».