ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO

In Parlamento 9 provvedimenti sui rifiuti

di Nicoletta Cottone

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
8 gennaio 2008


Nei cassetti del Parlamento sono nove i disegni di legge che riguardano in modo specifico l'universo dei rifiuti. Provvedimenti assegnati, ma che non hanno ancora iniziato l'iter parlamentare. Uno, quello presentato dall'attuale ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, presentato da deputato e mai stampato (C 742) per l'arrivo della nomina nell'Esecutivo, con norme per incentivare la raccolta differenziata, la disidratazione e il riciclo della frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

L'ex ministro dell'Ambiente del Governo Berlusconi e attuale presidente dei senatori di An Altero Matteoli, chiede, insieme ad altri 40 senatori, norme per l'utilizzo di dispositivi dissipatori dei rifiuti (S 1715). Ricordando che il primo dissipatore di rifiuti alimentari fu inventato nel 1927 nel Wisconsin, precisa che consente di produrre meno rifiuti per abitazione e quindi, di ridurre fino al 50% la quantità di rifiuti da smaltire in discarica controllata. Il disegno di legge concede una agevolazione fiscale a chi utilizza questi apparecchi per lo smaltimento dei rifiuti alimentari. L'onere calcolato è di circa 2 milioni di euro l'anno. Sempre sui dissipatori punta la proposta di legge (C 1480) del deputato Daniele Galli (Forza Italia), ma con un fronte d'azione diverso. La proposta incentiva l'uso di dissipatori per lo smaltimento dei rifiuti alimentari laddove essi incrementano la produzione di energia da fonti rinnovabili: il caso più frequente è rappresentato da impianti di depurazione delle acque reflue dotati di gestori anaerobici dei fanghi. Gli immobili di nuova costruzione, per Gallo, devono avere i dissipatori. Spesa prevista, 2 milioni di euro l'anno.

Ugo Martinat (An), con altri 4 senatori, chiede modifiche sulla responsabilità per lo smaltimento dei rifiuti speciali e di quelli tossici e nocivi. Il provvedimento (S 1552) prevede che la responsabilità civile e penale, in caso di incidenti, ricade sempre sull'industria, ditta, azienda che ha prodotto scorie o rifiuti: la responsabilità solidale con l'impresa di trasporto o smaltimento cessa solo quando il materiale viene scaricato nelle discariche autorizzate. La responsabilità si estende ai trasporti di rifiuti verso Stati membri dell'Unione europea e verso Paesi terzi. Tommaso Sodano (Rifondazione comunista), con altri 7 senatori, nella prospettiva di una gestione integrata dei rifiuti che mira all'obiettivo «rifiuti zero», propone, con il disegno di legge S 1021, lo scioglimento del consiglio comunale se all'interno del territorio comunale non è assicurata la raccolta dei rifiuti urbani con percentuali minime che aumentano di anno in anno: si parte dal 40% per arrivare al 60% entro il 31 dicembre 2011. Per gli anni successivi un decreto Ambiente individuerà le soglie, nella prospettiva di giungere a «rifiuti zero». In caso di mancato raggiungimento delle quota la regione dovrebbe segnalare al prefetto gli enti inadempienti, invitati ad adempiere all'obbligo entro 6 mesi. Decorso questo termine il consiglio comunale viene sciolto.

A Palazzo Madama Franco Asciutti (Forza Italia), con il disegno di legge S 603, chiede l'istituzione dell'Ente nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi (Engerra), con il compito di garantire, organizzare e gestire le attività di smaltimento dei rifiuti radioattivi e le operazioni legate alla disattivazione di impianti e stabilimenti nucleari. All'Ente anche il compito di garantire la custodia di materie grezze, fissili, fissili speciali, fertili e dei rifiuti radioattivi ad alta attività o a emivita lunga. Alla Camera Luana Zanella (Verdi) chiede nella proposta di legge C 969 l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi. Francesco Martone (Rifondazione comunista) con il provvedimento S 1232 chiede la ratifica del protocollo per la prevenzione dell'inquinamento del Mediterraneo derivante dai movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dal loro smaltimento firmato a Smirne il 1° ottobre 1996. Un protocollo non ancora entrato in vigore, spiega Martone, perché è necessaria la ratifica di almeno 6 Paesi: finora l'hanno fatto Albania, Malta, Marocco, Tunisia e Turchia, ma non l'Italia che lo ha promosso e sostenuto, ma non ratificato.

Paolo Russo, deputato di Forza Italia riscrive, con il disegno di legge C 50, la nozione di rifiuto, con lo scopo di facilitare l'accertamento di illeciti penali. L'incertezza interpretativa determina, secondo Russo, un disorientamento negli organi di polizia impegnati nel contrasto delle attività di smaltimento illegali dei rifiuti, «mascherati spesso con forme di riutilizzo di mera facciata». Evidente, per Russo, lo shopping giudiziario che la situazione crea: gli imprenditori tenderanno a spostare le attività di riutilizzo nelle regioni dove si registra un orientamento meno rigoroso dell'autorità giudiziaria.

RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio
L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.


 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
22 maggio 2010
21 maggio 2010
21 maggio 2010
20 maggio 2010
20 aprile 2010
 
Gli esperti del ministero rispondono a tutti i dubbi sugli incentivi
La liquidazione: rimborsi e debiti
I redditi da dichiarare
La salute e gli altri sconti
La famiglia e la casa
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-