Tre miliardi di euro. Che dovranno finanziare lo sgravio fiscale dell'Ici prima casa e degli straordinari.
Ma anche la "ricapitalizzazione" di Alitalia. Il quadro dei tagli necessari per sostenere la manovra di primavera varata dal Governo Berlusconi nel vertice di Napoli della scorsa settimana ha ora un assetto definitivo.
Il decreto legge n. 93 del 27 maggio 2008, intitolato appunto «alla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie», è stato infatti pubblicato ieri in «Gazzetta Ufficiale » (la n. 124), ponendo fine, almeno per i prossimi 60 giorni, al braccio di ferro fra i vari ministeri per sottrarsi ai sacrifici più gravosi. Non è difficile immaginare però, data l'entità della cura dimagrante imposta dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che in Parlamento, dove il provvedimento d'urgenza dovrà essere convertito in legge entro la fine di luglio, gli scontenti cercheranno in tutti i modi di far prevalere le proprie ragioni. Come ha già annunciato l'Mpa di Raffaele Lombardo che sta preparando emendamenti per l'Aula.
La copertura dei costi della detassazione dell'Ici sull'abitazione principale e delle componenti dellostipendio legate alla produttività – stimati in circa 2,4 miliardi di euro per il 2008 e 2,2 per il 2009 – deriva fondamentalmente da tre fonti (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). In primo luogo, viene riconvertito il piano per le infrastrutture in Calabria e Sicilia che comprende stanziamenti – pari a quasi 1,4 miliardi – per opere stradali, autostradali e per il Ponte sullo stretto. In secondo luogo, vengono apportate modifiche a numerose disposizioni della Finanziaria 2008 e del milleproroghe (legge 31/08) con un recupero, solo per quest'anno, di 656 milioni. Si va dalle riduzioni ai fondi destinati al piano nazionale sulla sicurezza stradale (-17,5 milioni) a quelle per gli accordi aziendali e territoriali per la stabilizzazione dei lavoratori precari (-25 milioni), dai tagli alle risorse per gli eventi sismici del 2002 (-48,8 milioni) a quelli agli incentivi per il cinema. Più di un miliardo produrrà poi la cancellazione, o la forte limitazione, di ben 72 voci di spesa già autorizzate e non ancora eseguite. L'elenco completo di questi tagli, allegato al Dl n. 93/08, è stato reso noto solo ieri. Si tratta di riduzioni «dolorose», come ha sottolineato il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, da inquadrare però «nel più generale contesto di misure a favore delle famiglie italiane, come primo impegno di questo Governo».
La "potatura" di via XX Settembre è quanta mai variegata (come evidenziano la tabella, la schedae l'altro articolo in pagina).Oltre alle micro-spese dalle manifestazioni sportive alle sponsorizzazioni di eventi culturali – vengono colpiti tuttavia anche capitoli e investimenti strategici. Contrariamente a quanto trapelato fino a martedì sera, per esempio, sono stati bloccati i fondi (77 milioni all'anno da qui al 2010) per il potenziamento delle cosiddette " autostrade le mare" e quelli per lo sviluppo del trasporto pubblico locale (113 milioni nel 2008). Sempre in materia di infrastrutture i cordoni della borsa sono stati stretti anche per l'ammodernamento della rete idrica nazionale (30 milioni solo quest'anno), della linea ferroviaria Roma-Pescara (162 milioni in tre anni) e dei sistemi di trasporto urbano (36 milioni fino al 2010).
Altri soldi sono stati reperiti sopprimendo la dotazione per la banda larga (50 milioni), quella per il passaggio al digitale terrestre (20 milioni), il fondo per la riforestazione ( 150 milioni in tre anni) e quello per la demolizione degli ecomostri (45 milioni dal 2008 al 2010). Si è fatto cassa inoltre con gli stanziamenti per le isole minori (20 milioni all'anno per tre anni), per i danni agricoli in Sicilia (50 milioni), per il piano contro la violenza alle donne (20), per le Regioni con elevato deficit sanitario (14) e per la quota statale dell'8 per mille (60). Non sono passati indenni al setaccio del taglia-spese, infine, il potenziamento dell'informatizzazione pubblica (31,5 milioni fino al 2010) e gli incentivi all'occupazione dei lavoratori socialmente utili (165 milioni in tre anni).
Discorso a parte per l'Alitalia. Il decreto legge n. 93/08 trasforma il prestito-ponte disposto prima delle elezioni di aprile in una ricapitalizzazione, sia pure temporanea, della compagnia di bandiera. I 300 milioni di euro erogati con il decreto legge n. 80 adesso potranno essere utilizzati – come precisa la relazione tecnica che accompagna il testo anche «per fare fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale», circostanza che viceversa impedirebbe allo Stato di privatizzare o risanare la società. Il finanziamento sarà coperto con 205 milioni decurtati dai 306 complessivi assegnati al «Fondo competitività e sviluppo» previsto dalla Finanziaria 2007 (nel quale erano già confluite le risorse del «Fondo per le aree sottoutilizzate» e del «Fondo unico per gli incentivi alle imprese »). Ulteriori 85 milioni saranno ricavati dai 100 in dotazione al «Fondo finanza d'impresa» (istituito sempre dalla Finanziaria 2007), mentre i restanti 10 milioni saranno recuperati dal bilancio del ministero del Welfare. I soldi, in ogni caso, dovranno essere rimborsati entro la fine del 2008 o entro un mese dall'eventuale cessione di Alitalia.