Il Governo ha posto la fiducia sulla manovra d'estate. Ad annunciarlo in Aula del Senato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Il Governo ha, dunque, presentato un maxiemendamento sul quale il voto di palazzo Madama dovrebbe giungere domani mattina. Il Governo, ha sottolineato Elio Vito, non intende fare ulteriori modifiche» al decreto legge sulla manovra economica rispetto a quelle fatte dalla commissione Bilancio del Senato. Dunque il maxi emendamento, interamente sostitutivo del decreto, è quello modificato dalla Camera, con gli emendamenti approvato dalla commissione del Senato, sul quale «pone la questione di fiducia». Si tratta in tutto di 7 emendamenti e 66 correzioni formali del testo, un mix di sviste,
refusi e riferimenti normativi sbagliati. Il testo recepisce, dunque, le modifiche apportate al provvedimento sui precari, sull'assegno sociale, sulle cooperative e quella legata ai rilievi del Quirinale all'articolo 60 sulla flessibilità di bilancio del decreto sulla manovra. Fra le novità arriva una proroga di tre mesi l'esercizio della delega, che recepisce due direttive comunitarie, sui ricongiungimenti familiari e i
diritti dei cittadini dell'Unione di circolare liberamente negli Stati membri. C'è anche un comma aggiuntivo nell'articolo 1 di carattere tecnico e una precisazione sull'articolo taglia-leggi. Sì anche alla correzione di drafting all'articolo 41 sull'orario di lavoro, che se approvato, avrebbe portato alla mancata sanzione al datore di lavoro che nega il riposo settimanale al dipendente. Dopo il via libera del Senato il provvedimento passerà all'esame della Camera. Il via libera definitivo dovrebbe avvenire martedì della prossima settimana. Queste le tappe: lunedì 4 agosto si aprirà la discussione generale sulla manovra in aula a Montecitorio. Nel primo pomeriggio il Governo dovrebbe apporre la fiducia. Le dichiarazioni di vo to dovrebbero iniziare alle 15,30 di martedì 5 agosto.
Immediate le proteste per la decisione del Governo da parte dell'opposizione: la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha preso la parola in Aula per denunciare il comportamento del Governo che impedisce con la fiducia un esame completo e un confronto con l'opposizione. «Il dibattito viene continuamente strozzato - ha detto Anna Finocchiaro - e questo non mi pare un buon viatico, non dico per l'auspicato dialogo sulle riforme, ma per il governo del paese». Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha sospeso la seduta dell'Aula e ha convocato la conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire i tempi dell'esame del decreto. «Il provvedimento - ha sottolineato in aula il relatore Salvo Fleres (Pdl) - riprende i 4 obiettivi essenziali dell'azione di Governo, indicati nel Dpef: ridurre il costo complessivo dello Stato, rendere più efficace, chiara e responsabile l'azione della pubblica amministrazione, ridurre il peso della burocrazia dei cattadini, spingere l'apparato economico verso lo sviluppo».