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Conti bancari dormienti: ultimo appello

di Alessandro Galimberti

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15 agosto 2008
Stipendi e pensioni non danno la sveglia

Banche, poste, assicurazioni, intermediari finanziari, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio. È tra questi «intermediari », per rifarsi alla terminologia del legislatore, che riposano miliardi di euro (si veda la scheda) "dimenticati" dai legittimi titolari, e che sono destinati, se non saranno " rivendicati", ad alimentare il Fondo per le vittime dei crac finanziari e per quelle del default dei bond argentini a rifornire il fondo per la stabilizzazione dei precari. E, da ultimo, anche la social card per i poveri.
Con il ponte di Ferragosto sta per terminare il tempo per rispondere al primo appello di una serie per evitare che i conti «dormienti» – cioè quelli non movimentati in modo volontario da almeno dieci anni – incappino nella " confisca" del ministero dell'Economia.
Il richiamo per ora riguarda le somme custodite in banca «con obbligo di rimborso», compresi strumenti finanziari (ma escluse le cassette di sicurezza) e polizze sulla vita con rendita o restituzione del capitale: entro domani, 16 agosto, è necessario effettuare il "risveglio". Secondo l'Abi chi ha ricevuto la raccomandata di sollecito dalla banca il 17 febbraio può "svegliare" la somma entro lunedì 18. Per "svegliare" il conto occorre una manifestazione anche implicita di volontà, affidata anche a terze persone munite di delega: basta richiedere un estratto conto, eseguire un'operazione volontaria – cioè non automatica, come addebiti e accrediti periodici – oppure dichiarare allo sportello la titolarità.
Il termine di sabato, in ogni caso, non è perentorio. Se è vero che il rapporto contrattuale «viene estinto» di diritto in caso di mancata risposta del titolare, le somme dormienti rimarranno di fatto congelate per altri quattro mesi prima di finire nel Fondo ministeriale: fino al 16 dicembre, quindi, il legittimo titolare ritardatario di conti e depositi dormienti potrà rivendicarli e tornarne direttamente in possesso.
Ma anche una volta decorso il termine di dicembre ci sarà la possibilità di recuperare la cifra confiscata, chiedendone la restituzione al ministero dell'Economia nei termini di dieci anni della prescrizione civilistica (quindi fino al 2018).
La seconda tranche dell'appello di agosto riguarderà i clienti di Poste Italiane. Entro martedì 26 i titolari di depositi e libretti dormienti (900mila le posizioni censite dalla società) oltre migliaia di correntisti distratti sono chiamati a "svegliare" i depositi dimenticati.
Il 28 febbraio l'azienda ha messo a disposizione in tutti gli uffici l'elenco dei libretti di risparmio non movimentati da 10 anni e sui quali erano depositate somme superiori ai 100 euro. Poste Italiane ha inoltre pubblicato l'elenco nazionale dei libretti "dormienti" sul sito www.poste. it/bancoposta/dormienti/libretti dormienti.shtml. Il terzo passaggio riguarderà gli intermediari: in questo caso c'è tempo fino al 16 settembre.

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