Soldi per chiamare i bebé come Mussolini o sua moglie: fa colpo sugli inglesi la notizia che il Movimento sociale-Fiamma Tricolore offre 1.500 euro in contanti a chi chiama i propri figli Benito o Rachele, in cinque piccoli comuni in provincia di Potenza a rischio spopolamento. Il sito della Bbc mette una foto di famiglia di Mussolini e fa notare che i nomi Benito e Rachele sono usati di rado in Italia ai giorni nostri. Insieme, i due nomi «significano una cosa sola per gli italiani: il dittatore fascista e sua moglie», scrive il corrispondente da Roma della Bbc Duncan Kennedy. Eppure, riferisce l’articolo, il partito sostiene che la scelta è stata «puramente casuale». Inoltre, nega che il proprio gesto sia «razzista» e dice che i nomi Benito e Rachele sono semplicemente simpatici». Il partito sottolinea che la sua mossa «non ha nessuna connotazione fascista o razzista», anche se insiste perché «almeno uno dei due genitori sia italiano».
Il denaro va utilizzato per l’acquisto di culla, vestiti e cibo per l’infanzia. Agli italiani – ricorda il popolare Daily Mail - il governo di centro-destra di Silvio Berlusconi ha già offerto 1.000 euro a figlio, nel tentativo di frenare il calo del tasso di natalità. Il contributo di 1.500 euro di Ms-Ft verrà dato «a condizione che i certificati di nascita dimostrino che siano effettivamente stati dati i nomi di Benito o Rachele». Inoltre, bisognerà conservare le ricevute degli acquisti, poiché verranno fatti controlli a campione. Secondo Vincenzo Mancusi, presidente regionale del Ms-Ft, la Basilicata «potrebbe fare molto di più e dare 1.500 euro all’anno a tutti i bambini nati nella regione fino all’età di 18 anni, raggiunta la quale ognuno riceverebbe un bonus di 50mila euro». A suo parere, i soldi potrebbero venire dalle “royalties” prelevate dalle compagnie che pagano per estrarre l’unica risorsa della regione, il petrolio.
Anche il Daily Mail lascia trapelare incredulità quando, alla domanda sul perché siano stati scelti quei nomi in particolare, Mancusi ha risposto: «E’ puramente casuale». Il sito del quotidiano britannico – che pubblica un primo piano di Mussolini in divisa - spiega poi che il nome Benito viene dal latino Benedictus (significato: «che parla bene»): un nome «raramente usato in Italia oggi a causa delle sue connessioni a Mussolini». L’articolo firmato da Nick Pisa e pubblicato anche sullo Scotsman, analizza anche il nome del piccolo partito di estrema destra promotore dell’iniziativa. Il suo nome fa riferimento al Movimento sociale italiano, «partito neo-fascista del dopoguerra, che a sua volta faceva riferimento alla Repubblica sociale italiana di Mussolini, creata con il sostegno nazista nel Nord Italia dopo che fu spodestato durante la Seconda guerra mondiale». Fiamma tricolore «si riferisce al simbolo del partito della fiamma verde, bianca e rossa, i colori della bandiera italiana». Attualmente il partito non ha rappresentanti al parlamento italiano ma ne ha un al Parlamento europeo. L’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini, «era membro del Msi fino al 1995, ma si dimise nel 1995 e, man mano che diventava più importante, ha preso le distanze dal loro passato fascista».