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Affitti, Calderoli annuncia decreto ad hoc per la cedolare secca

di Nicoletta Cottone

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24 marzo 2009
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Come funziona la tassa del 20%

La cedolare secca per gli affitti sarà varata con un provvedimento ad hoc, probabilmente un decreto. L'annuncio è arrivato dal ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli. E l'opposizione si è detta d'accordo anche su un eventuale emendamento al decreto incentivi.

Non sarà una norma del Piano casa. Il ministro aveva già provato questa mattina a inserire la disposizione nel ddl sul federalismo fiscale con un emendamento poi ritirato. «Il clima in aula è stato positivo: pur non condividendo le modalità e il fatto che non c'era tempo per discuterne, anche le opposizioni sono d'accordo sul merito». E allora, continua Calderoli, visto che «un testo ce l'ho pronto, presenterò un provvedimento ad hoc». Insomma, non sarà una norma inserita nel piano casa («non voglio mescolare le cose, sono due cose diverse»), ma potrebbe essere un decreto («Chissà mai, le opposizioni mi hanno detto che se lo faccio per loro va bene»).

Soro (Pd): sì anche a un emendamento al decreto incentivi. E dal canto suo l'opposizione sembra d'accordo. Antonello Soro, capogruppo dei deputati del Pd a Montecitorio, è favorevole alla decretazione d'urgenza o a una rapida via di approvazione. Per lui l'introduzione di una cedolare secca sui contratti di affitto delle abitazioni «è un argomento sul quale c'è il presupposto d'urgenza», quindi «il governo dovrebbe fare un decreto», o «utilizzare uno dei decreti già in discussione in Parlamento come quello incentivi».

È una tassazione secca, non ad aliquota marginale. La cedolare secca è riconosciuta come misura anti-evasione, con la quale i proventi degli affitti vengono tassati separatamente rispetto al reddito principale del proprietario e sottoposti a un prelievo fisso («cedolare secca»), che fino a oggi è sempre stato ipotizzato intorno al 20 per cento. Non più, dunque, rispetto all'aliquota marginale del proprietario.

Il progetto era naufragato la scorsa legislatura. Il progetto di una cedolare secca era già stato lanciato la scorsa legislatura da Francesco Rutelli, ma era naufragato per carenza di risorse. Rispolverata, poi, dal Governo Berlusconi nel giugno 2008, quando il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, in occasione di un dibattito alla Camera sul taglio dell'Ici, aveva reso noto che il Governo stava valutando la misura. Lo stesso premier Silvio Berlusconi ha spesso ricordato che il programma del Pdl prevede «anche la graduale introduzione della tassazione separata dei redditi da locazione».

Calderoli: porto via l'immobile a chi non rispetta le regole. L'impatto della norma, secondo le stime del ministro Calderoli, non sarebbe gravoso per le casse dello Stato. «Allargando la base imponibile, il gettito sarà più alto della riduzione di risorse che deriverà dall'abbassamento dell'aliquota». Secondo le stime dell'ex viceministro dell'Economia Visco la cedolare secca sarebbe costata almeno 4 miliardi di euro, mentre i tecnici della Margherita di Rutelli la stimavano in 2,2 miliardi. Il ministro Calderoli si aspetta che, riducendo la pressione fiscale, emerga un po' dei contratti in nero che caratterizza il settore. E per chi dovesse poi ostinarsi a non denunciare i contratti di affitto, si annunciano sanzioni pesanti: «a chi non denuncia il contratto, porto via l'immobile».

24 marzo 2009
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