ROMA - «Spiace constatare che alcuni, i soliti noti, hanno confermato la loro attitudine al pregiudizio e qualcuno anche a un linguaggio violento che nega l'auspicio del Presidente della Repubblica, reso nel giorno dell'anniversario della morte di Marco Biagi, a dismettere ogni faziosità». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha affidato a una nota il disappunto per le dure critiche mosse dalla Cgil (per cui l'intervento è una «controriforma» che mette a repentaglio la salute dei lavoratori) e da una parte dell'opposizione al correttivo del Testo unico sulla sicurezza del lavoro licenziato ieri in prima lettura dal Consiglio dei ministri.
Sacconi ha invece ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla stesura del provvedimento e «hanno dichiarato apprezzamento e interesse all'ulteriore confronto che si svolgerà nei prossimi giorni». Un ampio fronte – dai sindacati (Cisl, Uil e Ugl) alle organizzazioni dell'artigianato, del commercio e della piccola e media impresa (Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti), dalle confederazioni del l'agricoltura (Confagricoltura e Coldiretti) a quelle della cooperazione (Confcooperative e Lega) – dal quale ieri sono arrivate aperture di credito per il Governo.
Per Confindustria il correttivo rappresenta «un primo passo avanti, benché ancora insufficiente ai fini del raggiungimento dell'obiettivo, da tutti condiviso, di fornire una tutela sostanziale della sicurezza dei lavoratori, evitando al tempo stesso inutili adempimenti formali o vere e proprie vessazioni, specie nei confronti delle Pmi». Secondo Viale dell'Astronomia le sanzioni penali sono necessarie soprattutto nel caso di inadempimenti che mettono effettivamente a rischio la salute dei lavoratori. «Riteniamo, però, che debbano rappresentare l'extrema ratio, dovendo essere precedute da un intenso sforzo in termini di prevenzione, formazione e informazione, per il quale le imprese attendono dall'intervento di riordino anche la assegnazione di adeguate risorse».
Preoccupazione è stata infine espressa dal Pd. «Non abbiamo obiezioni di fronte a correzioni formali o a miglioramenti diretti a rafforzare la prevenzione», hanno sottolineato Enrico Letta, Cesare Damiano, e Tiziano Treu. «Siamo però decisamente contrari a modifiche sostanziali che cambino l'impostazione di fondo del Testo unico». Per Antonio Montagnino, presidente del Forum sulla sicurezza sul lavoro del Pd, che ha seguito la redazione del provvedimento nella scorsa legislatura, «le prime indiscrezioni destano preoccupazione in quanto contrarie alle garanzie di tutela, perché riguardano la valutazione dei rischi e la qualità della certificazione della correttezza dei sistemi di gestione in materia di salute e sicurezza».
(M.Bel.)