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Aiuti ad aziende, oratori e palestre (articolo 3, comma 1, lettere da f a i). Previsti indennizzi a favore delle attività produttive che hanno subito conseguenze economiche sfavorevoli per effetto del terremoto. Ma, anche, per le strutture adibite alle attività sociali, ricreative, sportive e religiose, come, per esempio, gli oratori e le palestre. Analoghi interventi, pure, previa esibizione di perizia giurata, per la riparazione e la ricostruzione di beni mobili distrutti o danneggiati, per il ripristino delle scorte andate distrutte o per il ristoro di danni derivanti dalla perdita di beni mobili strumentali all'esercizio delle attività svolte.
Assegnazione alloggi (articolo 2, commi 10 e 11). Previsto che il commissario delegato possa reperire nuovi alloggi, anche individuando immobili non utilizzati per il tempo necessario al rientro delle persone nelle abitazioni riparate o ricostruite. L'assegnazione degli alloggi sarà effettuata dal sindaco del comune interessato, che definisce le modalità dell'uso provvisorio, anche gratuito, degli stessi.
Autostrade gratis (articolo 8, comma 1, lettera f). Per i residenti dei comuni terremotati e fino al 31 dicembre 2009.
Bilanci rinviati (articolo 6, comma 2). Un decreto del ministero dell'Interno, di concerto con l'Economia, può consentire, agli enti locali, il differimento dei termini per la deliberazione del bilancio di previsione 2009, della deliberazione di approvazione del rendiconto di gestione dell'esercizio 2008, della presentazione della certificazione attestante il mancato gettito Ici e di quella attestante l'Iva corrisposta per prestazioni di servizi non commerciali e per contratti di servizio per il trasporto pubblico locale. Prevista, poi, l'esclusione dal patto di stabilità interno per gli anni 2009 e 2010 delle spese e delle entrate connesse alla ricostruzione e la sospensione, sempre per gli anni 2009 e 2010, del sistema di premialità per gli enti virtuosi.
Fondo antisismico (articolo 11) Istituito nello stato di previsione dell' Economia. Prevista una spesa di 44 milioni di euro per il solo 2010, più altri soldi spalmati fino al 2016.
Case nuove (articolo 2). Si autorizza il commissario delegato a provvedere alla progettazione e alla realizzazione di abitazioni "non precarie e destinate a una durevole utilizzazione", nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi, per collocare le persone fisiche ivi residenti o stabilmente dimoranti in case che sono state distrutte o dichiarate inagibili, a patto, però, che non abbiano avuto assicurata altra sistemazione nell'ambito degli stessi comuni o di comuni limitrofi. Avrà a disposizione 400 milioni di euro per il 2009 e 300 milioni di euro per il 2010. Le nuove dimore, nel rispetto sostanziale dei requisiti di sicurezza sanitaria, dovranno essere caratterizzate da elevati livelli di qualità abitativa, innovazione tecnologica, protezione dalle azioni sismiche, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Il nuovo programma edilizio dovrà ricevere il via libera di un'apposita conferenza di servizi. Gli edifici sorgeranno in aree indicate con provvedimento del Commissario delegato, d'intesa con il presidente della regione Abruzzo e sentiti i sindaci dei comuni interessati. Specificato che il provvedimento di localizzazione comporti dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza e costituisce decreto di occupazione d'urgenza delle aree individuate. E chiarito, pure, che l'approvazione delle localizzazioni, qualora deroghi ai vigenti strumenti urbanistici, costituisce variante agli stessi e produce l'effetto della imposizione del vincolo preordinato alla espropriazione. Indennità provvisoria di occuopazione e di esproprio sarà determinata tenuto conto delle destinazioni urbanistiche antecedenti la data del terremoto del 6 aprile. Previste, poi, speciali deroghe per le procedure di affidamento degli interventi (ammesso il sub appalto nei limiti del 50 per cento) e consentito, pure, che i sindaci dei comuni interessati dagli interventi, per mantenere i livelli di residenzialità e di coesione sociale e ridurre gli oneri statali per la ricostruzione, possano dare un contributo per la riparazionme dei danni di lieve entità fino a10mila euro. Per le riparazioni di parti comuni dei condomini, il contributo comunale può arrivare a 2.500 euro per unità abitativa. Stabilito, infine, che la rpianificazione del territorio comunale dovrà avvenire garantendo, tra l'altro, un'armonica ricostruzione del tessuto urbano abitativo e produttivo..
Contributi per ricostruire (articolo 3, comma 1, lettere da a ad e ). Arrivano, al netto di eventuali risarcimenti assicurativi, contributi a fondo perduto (con le modalità su base volontaria, del credito d'imposta) e , sempre su base volontaria, finanziamenti agevolati (garantiti dallo Stato) per ricostruire o riparare la propria casa o per acquistarne una in sostituzione di quella andata distrutta. Chiarito, comunque, che il contributo é determinato per coprire integralmente le spese di riparazione, ricostruzione o acquisto di un alloggio equivalente, In questo caso, l'equivalenza é attestata dal comune. Nel caso di immobili condominiali, i fondi per riparare le parti comuni saranno assegnati direttamente all'amministratore.
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