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Cdm: referendum il 21 giugno

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30 aprile 2009

Il Consiglio dei ministri ha indicato il 21 giugno come data per lo svolgimento del referendum sulla legge elettorale. Lo spostamento è stato possibile grazie alla "leggina" approvata a tempo di record dalle Camere, entrata in vigore 28 aprile: prevede che i referendum ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione nel 2009 abbiano luogo in una domenica compresa fra il 15 e il 30 giugno,

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa uscendo da Palazzo Chigi ha annunciato che al referendum voterà sì, come del resto ha annunciato anche nei giorni scorsi il premier Silvio Berlusconi. «Altri della coalizione - ha detto La Russa alludendo ai leghisti - non sono di questo avviso, ma sul referendum non c'é l'obbligo del vincolo di coalizione, la scelta é lasciata alla libertà di coscienza».

Cosa prevedono i quesiti referendari. I quesiti referendari ai quali dovranno rispondere i cittadini sono 3, proposti su moduli verdi, bianchi e rossi.

Premio di maggioranza e innalzamento della soglia di sbarramento. Il primo e il secondo quesito prevedono premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. È attribuito alla "singola lista" o alla "coalizione di liste" che ottiene il maggior numero di voti. Il primo e il secondo quesito - che valgono, rispettivamente, per la Camera dei Deputati (scheda verde) e per il Senato (scheda bianca) si propongono l'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento: per ottenere rappresentanza parlamentare le liste devono raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. Dunque la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio. Le liste minori devono superare lo sbarramento.

Abrogazione delle candidature plurime dello stesso candidato. Il terzo quesito riguarda l'abrogazione delle candidature plurime in più di una circoscrizione per uno stesso candidato. L'eletto in più circoscrizioni con l'attuale legge decide il destino di tutti gli altri candidati, la cui elezione dipende dal fatto che, scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri. Attualmente circa un terzo dei parlamentari sono stati eletti in questo modo. Per spiegare l'attuale meccanismo se il candidato X eletto in più liste sceglie per sé il seggio "A" favorisce l'elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione "B"; se sceglie il seggio "B" favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione "A". Con l'approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato. (N.Co.)

30 aprile 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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