Con 136 voti a favore, 92 contrari e 4 astenuti l'assemblea del Senato ha dato il via libera
definitivo al ddl giustizia contenente disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività e in materia di processo civile. Il provvedimento è ora legge. Il ddl era giunto al Senato in quarta lettura. Hanno votato a favore Pdl e Lega, contrari Idv e Pd, mentre Udc-Svp-Autonomie si é astenuto. Fra i 72 articoli che compongono il provvedimento - che spaziano dalla banda larga alla clausola di salvaguardia - cambiano le regole del processo civile. Il guardasigilli Angelino Alfano ha espresso «grande soddisfazione per la riforma del processo civile al Senato che ha come obiettivo l'accelerazione dei tempi del processo nell'ambito di una più ampia riforma che assicuri una giustizia più rapida per i cittadini».
Cambiano le regole del processo civile. Il collegato al ddl di manovra varato da Palazzo Madama contiene il nuovo filtro per l'accesso delle cause civili alla Corte di Cassazione e riforma le cause civili, introducendo la testimonianza scritta, la redazione da parte del giudice di un calendario del processo e sanzioni a chi introduce "procedure o tattiche" per allungare inutilmente i tempi della trattazione della causa in udienza. Ai giudici si chiede di redigere sentenze sintetiche e quindi più rapide e si prevede il riordino, delegato al governo, dei riti, che oggi sono oltre 27.
Arriva un filtro per l'accesso alla Corte Suprema. Il nuovo filtro per l'accesso alla Suprema Corte stabilisce soltanto due casi di ammissibilità del ricorso, mentre la vecchia formulazione parlava di "ammissibilità del ricorso". "Il ricorso è inammissibile - si legge nella nuova formulazione - quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa; quando è manifestatamene infondata la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo". Inoltre, il filtro si baserà su principi oggettivi prestabiliti mentre prima era più discrezionale. A decidere sull'inammissibilità inoltre non sarà più un collegio di tre magistrati ma un'apposita sezione della Suprema Corte composta da cinque magistrati appartenenti a tutte le sezioni.
Introdotta la testimonianza scritta. Il giudice, su accordo delle parti e tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, può disporre di assumere la deposizione chiedendo al testimone di fornire per iscritto e nel termine fissato, le risposte ai quesiti su cui deve essere interrogato. Se il testimone si astiene ha l'obbligo di sottoscrivere comunque il modello indicando generalità e motivi di astensione. Se non spedisce la testimonianza nel termine stabilito può essere condannato a pena pecuniaria. Esaminate le risposte, il magistrato può sempre disporre che il teste sia chiamato a deporre davanti a lui o davanti al giudice delegato.
Il giudice fissa il calendario del processo. Il giudice, quando provvede su richieste istruttorie, sentite le parti e tenuto conto della natura, dell'urgenza e della complessità della causa, fissa il calendario del processo indicando le udienze successive e gli incombenti che verranno espletati. I termini fissati nel calendario possono essere prorogati, anche d'ufficio, quando sussistono gravi motivi sopravvenuti. La proroga deve essere richiesta dalle parti prima della scadenza dei termini.
Sanzioni per chi allunga i processi. Arrivano sanzioni per chi allunga i processi con condotte dilatorie. Introdotto il procedimento sommario di cognizione e la possibilità di pronunziare sentenze civili sintetiche.
Pubblicazione delle sentenze online. Il giudice dispone la pubblicazione delle sentenze di condanna sui giornali o in alternativa sul sito internet del ministero della giustizia.
Fas, tracciabilità dei flussi finanziari. Garantire la tracciabilità dei flussi finanziari dei Fondi strutturali comunitari e del Fondo per le aree sottoutilizzate. Se ne occuperà un decreto del Tesoro.
Come conciliare vita e tempi di lavoro. L'obiettivo è di promuovere e incentivare azioni ad hoc per armonizzare i tempi di lavoro con quelli dedicati alla vita personale e alla famiglia.
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