In via di definizione gli accordi quadro tra Regioni, parti sociali, ministero del Lavoro e Inps per rendere operativi gli ammortizzatori in deroga, destinati a tutte le tipologie di lavoro subordinato. In questo modo si va componendo il puzzle la cui cornice è stata tracciata il 12 febbraio, con l'intesa Stato-Regioni. La dote destinata è di otto miliardi, due terzi dello Stato e un terzo delle Regioni (si veda «Il Sole 24 Ore» del 29 maggio).
L'accordo quadro della Lombardia del 7 maggio sblocca i fondi, 70 milioni, a disposizione della Regione per interventi relativi a richieste presentate dal 1° marzo. Per la Cig in deroga, in particolare, è riservato il 90% delle risorse. Destinatari i dipendenti da datori di lavoro, anche artigiani e cooperative, non rientranti nei requisiti per i trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell'attività lavorativa; i dipendenti di imprese che presentano domanda in deroga ai limiti di durata dei trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria; i lavoratori a domicilio, gli apprendisti o i somministrati dipendenti da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell'attività lavorativa. Infine, le aziende coinvolte in procedure concorsuali.
Con l'accordo del 29 aprile la Liguria riceverà dallo Stato 15 milioni di euro che serviranno ad allargare la platea dei beneficiari agli apprendisti, ai lavoratori a tempo determinato e con contratto di lavoro somministrato. Il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga è subordinato all'esaurimento di tutti i periodi di tutela previsti dalla normativa a regime. La procedura per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga ha inizio con la presentazione alla Regione Liguria - settore Politiche e servizi per l'occupazione – dell'istanza a cui dovrà essere allegata copia dell'accordo sindacale.
Anche la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha definito, con la delibera 692/2009, i criteri generali per l'utilizzo delle procedure di attivazione di interventi nelle situazioni di crisi, ristrutturazioni, riorganizzazione, compresi gli ammortizzatori in deroga e le relative disposizioni attuative. Per le temporanee carenze di ordinativi o di mercato o di ricavi, con riduzione di attività, può essere richiesta la concessione in deroga di un intervento equivalente alla Cassa integrazione guadagni ordinaria che può essere autorizzato, nell'ambito di un periodo massimo di sei mesi, a copertura di 90 giornate lavorative, anche non continuative, e per un totale (convenzionale) di 720 ore massime di sospensione.
Per la Toscana è del 22 maggio il messaggio dell'Inps relativo allo stanziamento di 10 milioni di euro per il finanziamento degli ammortizzatori sociali, per la cui gestione è stato sottoscritto un accordo quadro preliminare tra la Regione e le parti sociali che ha previsto l'utilizzo delle risorse assegnate, nel limite di 7,5 milioni, esclusivamente per il trattamento di cassa integrazione, in favore di lavoratori dipendenti da aziende di qualsiasi settore, cui non spettano i trattamenti di integrazione salariali ordinari.
Anche la Regione Lazio e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e datoriali hanno firmato l'accordo (8 maggio) per attivare gli ammortizzatori sociali in deroga. Anche in questo caso beneficiari sono i dipendenti subordinati a tempo indeterminato e determinato, gli apprendisti, i lavoratori somministrati, nonché i soci lavoratori delle imprese cooperative con rapporto di lavoro dipendente, quando non possono fruire delle misure ordinariamente previste a sostegno del reddito.
In tutti i casi, le indennità saranno erogate dall'Inps a condizione che i lavoratori sottoscrivano la dichiarazione di disponibilità a partecipare a progetti di formazione o, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, l'impegno ad accettare congrue offerte di impiego.