No alle compensazioni usate come bancomat, via a una task force per recuperare un miliardo di compensazioni indebite. L'ha messa in campo l'Agenzia delle Entrate per contrastare, tramite controlli mensili, l'utilizzo illecito delle compensazioni. L'annuncio è giunto dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso di una conferenza stampa nel quartier generale dell'Agenzia a Roma. Ancora troppi, infatti, non pagano le imposte al fisco indicando di aver diritto a compensazioni inesistenti.
Dall'inizio dell'anno 317 milioni di compensazioni indebite. L'obiettivo, ha detto Befera, «è quello di stroncare il fenomeno mettendo fine all'utilizzo delle compensazioni di imposta in maniera patologica da parte delle imprese, che le utilizzano come se fossero un bancomat per non pagare le imposte al fisco, e combattendo le frodi più complesse mediante l'analisi delle posizioni ad alto rischio». In particolare, sono pari a 317 milioni le compensazioni indebite individuate dall'Agenzia nei primi mesi dell'anno: si tratta di 150 milioni di compensazioni indebite relative a crediti Iva e di 170 milioni relativi a veri e propri fenomeni di frode nei confronti del fisco.
Avviato il recupero dell'Iva evasa. Sul fronte dei crediti Iva sotto la lente del fisco, come ha spiegato Luigi Magistro, direttore dell'Accertamento dell'Agenzia, ci sono «8mila soggetti che nel modello F24 hanno utilizzato in compensazione crediti Iva per un ammontare complessivo di alcune centinaia di milioni di euro, pur non avendo presentato la relativa dichiarazione». Per questi contribuenti è già stato avviato il recupero delle imposte e dei contributi pagati in compensazione di crediti inestistenti.
Frodi realizzate soprattutto in Lombardia. Dai dati forniti dall'Agenzia emerge che in testa alla lista della task force dell'Agenzia ci sono le frodi messe in atto tramite società fittizie e attività illecite dei consulenti che agevolano comportamenti fraudolenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di "società cartiere". Per esempio nel biennio 2007-2008 e nei primi tre mesi del 2009 sono considerate a rischio compensazioni per 170 milioni di euro messe in atto da circa 200 soggetti concentrati in Lombardia (56%), Lazio (11%), Emilia Romagna (8%) e per il 6% in Puglia, Veneto e Campania. Il settore più interessato è l'edilizia con il 47% dei soggetti interessati e il 56% dell'ammontare dei crediti realizzati in compensazione.
Serve una legge per prevenire il fenomeno a monte. Befera ha annunciato che presto «sarà presentata al ministro dell'Economia una proposta normativa perché l'azione dell'Agenzia delle Entrate non sia più solo di repressione del fenomeno ma anche di prevenzione, mediante controlli eseguiti prima che avvengano le compensazioni».