Scade il 5 agosto il termine per adeguarsi ai risultati del test di Gerico pagando lo 0,40% in più. L'appuntamento – che deriva dal rinvio dal 16 giugno al 6 luglio della scadenza "ordinaria" per i versamenti – coinvolge i contribuenti soggetti agli studi di settore che non hanno ancora pagato. E che ora devono decidere se adeguarsi o no. La scelta dipenderà da ragioni economiche (il costo delle imposte "aggiuntive" da versare al fisco) e dalla forza delle ragioni da sostenere in un eventuale contenzioso. La scarsa liquidità delle aziende rappresenta il principale pericolo per l'Erario rispetto ai contribuenti soggetti agli studi di settore, che devono anche fare i conti con la difficoltà degli operatori nell'ottenere finanziamenti bancari.
I correttivi anti-crisi. La crisi è stata "recepita" in parte con la revisione congiunturale degli studi di settore. L'agenzia delle Entrate ha promesso nuovi correttivi elaborati i dati delle dichiarazioni 2009. I contribuenti, però, si trovano di fronte a una divaricazione: le conseguenze della crisi hanno interessato l'ultima parte dello scorso anno, ma le difficoltà del 2009 hanno assorbito tante risorse finanziarie che le aziende si trovano difficoltà nell'onorare anche i debiti con il fisco.
Il pagamento a rate. Un aiuto nella gestione finanziaria può venire dalla possibilità di distribuire i pagamenti in un massimo di cinque rate. Le prime due cadono nel mese di agosto (la prima al 5, la seconda al 16, salvo la probabile proroga di Ferragosto), mentre le successive tre scadono al 16 di settembre, ottobre e novembre 2009.
Per consentire di non gravare in modo anomalo sull'aspetto finanziario dell'adeguamento, il decreto legge 78/09 (in corso di conversione) ha offerto la possibilità di applicare il meccanismo della rateazione anche al debito Iva da studi che, sino allo scorso anno, doveva essere effettuato con un solo versamento.
Chi non si adegua. Se gli operatori che hanno deciso di raggiungere la congruità in dichiarazione si debbono confrontare con il portafogli, coloro che non intendono pagare maggiori imposte rispetto a quelle che emergono dai dati contabili debbono fare i conti con i meccanismi di funzionamento di Gerico. Infatti, la scelta di non reputare corretta la ricostruzione di ricavi o compensi proposta (e quindi di non adeguarsi) può trovare giustificazione in possibili malfunzionamenti o errate approssimazioni del software. L'agenzia delle Entrate ha più volte ribadito che non c'è alcun obbligo di adeguamento per il contribuente che non si riconosce nella stima effettuata.