È un aiuto di stato la tassa sul lusso sarda. L'avvocato generale della Corte di giustizia boccia la tassa estiva sull'attracco di barche nei porti sardi e sullo scalo turistico degli aeromobili. Quello che restava della cosiddetta "tassa sul lusso" - già giudicata illegittima dalla Corte costituzionale per quello che riguardava seconde case a uso turistico e le plusvalenze sugli stessi immobili – incassa anche il no dell'avvocato generale di Lussemburgo Juliane Kokott che nelle sue conclusioni bolla come aiuto di stato l'imposta regionale sulle unità da diporto. La legge della regione Sardegna prevede, infatti, che l'imposta venga pagata dalle sole imprese che hanno il domicilio fiscale al di fuori della regione. Una disparità di trattamento che favorisce le aziende sarde e che ha fatto scattare il pollice verso dell'avvocato generale. Un orientamento che, molto probabilmente verrà recepito dalla Corte di giustizia che dovrà esprimersi sull'argomento.
I giudici di Lussemburgo sono stati chiamati in causa proprio dalla Consulta che, per la prima volta nella sua storia ha "ceduto la parola" all'organo giurisdizionale europeo. La questione che ha portato al filo diretto tra la Corte costituzionale italiana e Lussemburgo ha preso il via da un ricorso della presidenza del Consiglio, che sosteneva l'illegittimità costituzionale della legge regionale sarda e il contrasto con diverse disposizioni comunitarie tra le quali la libera prestazione dei servizi e la libera concorrenza. La Consulta il 15 aprile del 2008 aveva depositato le sue motivazioni contestando la mancanza di un fondamento giuridico per l'imposta sulle seconde case a uso turistico, non tarata sulla capacità contributiva. Una disparità di trattamento tra residenti e non residenti era stata individuata anche nelle imposte delle plusvalenze per la cessione di fabbricati delle seconde case.
La regione Sardegna aveva rivisto la legge e provveduto ai rimborsi. La Corte costituzionale non aveva invece deciso autonomamente sugli scali degli aeromobili privati e le unità da diporto. Imposta prevista solo durante il periodo turistico e riservata alle imprese e alle persone con domicilio fiscale fuori dalla Sardegna. L'avvocato generale, che ha fornito oggi la prima risposta di Lussemburgo, specifica che la tutela dell'ambiente – alla base della motivazione della legge regionale – non può giustificare un restrizione alla libera prestazione di servizi. L'imposta sarda – ha concluso Kokott – ha caratteristiche tali da falsare i rapporti tra imprese concorrenti in quanto rappresenta un aiuto di stato in favore di imprese che svolgono la stessa attività di altre penalizzate dal solo fatto di avere una diversa residenza.