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Il Consiglio dei ministri approva il Dpef 2010-2013

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15 luglio 2009
Bankitalia condivide l'impostazione del Dpef
Il testo del Dpef


Semaforo verde del Consiglio dei ministri al Dpef 2010-2013 Il documento è stato approvato all'unanimità. Anche questa volta il Dpef , ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, «è stato approvato da tutti i ministri in pochi minuti», e questo «non per una mancanza di democrazia all'interno del Consiglio dei ministri», ma perché «il documento era stato approfondito precedentemente con tutti i ministri e i loro collaboratori». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha detto che «i numeri del Dpef sono compatibili con gli impegni europei» e che il bollettino delle entrate indica che «le entrate tengono e la caduta rallenta». Il Dpef, ha detto il ministro, individua tre obiettivi «la stabilità bilancio pubblico, un bene costituzionale fondamentale» e per il quale «abbiamo centrato il risultato, come diciamo noi e le istituzioni», «la coesione sociale, fondamentale per vita civile paese e economia e il credito, la liquidità alle imprese». Anche il dato sull'autoliquidazione, che, dice il ministro, «è il più importante indicatore di tenuta», è «andato molto bene, un po' meglio dell'anno scorso». Il Governo «intende agire - recita il Dpef nel primo capitolo di sintesi del documento - per trasformare l'attuale crisi in un'opportunità di sviluppo e di rilancio per l'economia italiana, e più in generale di progresso sociale per il Paese».

Ripresa dal 2010. Il documento ipotizza una ripresa a partire dal 2010. «Negli ultimi due-tre mesi - viene sottolineato nel primo capitolo del Dpef - si sono ripetuti segnali non negativi, per l'economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010». Il documento, che prevede per quest'anno una contrazione del Pil del 5,2%, quantifica anche la ripresa con un Pil a +0,5% nel 2010 e al +2% per ciascuno degli anni 2011-2013.

Riavvio degli investimenti privati nel prossimo triennio. Il Dpef stima un riavvio degli investimenti privati nel prossimi triennio: l'acquisto di macchinari crescerebbe in media di circa il 2,8% e le costruzioni dell'1,9 per cento. «Nel 2010 anche per effetto del provvedimento di incentivazione fiscale gli investimenti in macchinari e attrezzature tornerebbero a crescere - è scritto nel Dpef facendo riferimento alla disposizione contenuta nella manovra d'estate - Gli investimenti in costruzione risulterebbero in lieve contrazione. Nel triennio successivo, tenuto conto della ritrovata vivacità delle esportazioni e del commercio internazionali, gli investimenti in macchinari crescerebbero in media di circa il 2,8%; gli investimenti in costruzioni mostrerebbero una crescita più contenuta (+1,9%)».

Impegno al pareggio di bilancio «non appena la ripresa sarà consolidata». Al centro del dibattito politico e delle preoccupazioni del governo i numeri dell'economia, dopo che la Banca d'Italia ha diffuso i dati sull'andamento del debito pubblico. Fronte sul quale è stato registrato un nuovo massimo storico a maggio: 1.752,188 miliardi di euro, in crescita di circa 4 miliardi rispetto al mese precedente e in notevole salita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel primo capitolo del documento il Governo conferma nel Dpef «l'impegno» a portare i conti verso il pareggio di bilancio e per una costante riduzione del rapporto debito Pil «non appena la ripresa sarà consolidata». Nel documento non viene nascosto che «la crisi economica ha messo sotto pressione l'equilibrio dei conti pubblici», che «risulta essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopocrisi» con l'ottica anche di «continua a dare stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati finanziari».

Gli stanziamenti contro la crisi. Il Dpef afferma che l'Italia ha stanziato contro la crisi, senza considerare gli interventi a favore del settore bancario, «risorse lorde pari a circa 27,3 miliardi per il quadriennio 2008-2011 (2,7 miliardi nel 2008, 11,4 nel 2009, 7,5 nel 2010 e 5,8 nel 2011), corrispondenti all'1,8 per cento del Pil». A questo si aggiungono 16 miliardi di finanziamenti alle infrastrutture. Le misure anti-crisi adottate a partire dal 2008 hanno avuto un impatto positivo di mezzo punto sul pil del 2009 e continueranno ad averlo anche nei prossimi anni (+0,4 e +0,3% nel 2010-2011). Il Dpef stima effetti positivi anche sull'occupazione con un effetto più pronunciato di 0,3% della crescita rispetto allo scenario di base nel prossimo biennio. Le misure adottate, indica il documento, hanno puntato ad «aumentare la fiducia tra gli operatori e ridurre l'incertezza, nonchè ad aumentare l'efficienza del sistema». (N.Co.)

15 luglio 2009
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