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Per i vecchi ascensori è l'ora del lifting

di Enzo Fornasari

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3 agosto 2009
Le strutture coinvolte

Adeguamento in vista per 700mila ascensori installati prima del 24 giugno 1999. Il Dpr n. 108 del 23 luglio 2009 – firmato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e in attesa di pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» – pone fine a una situazione di stallo venutasi a creare nel settore ascensoristico e tra gli utenti, a seguito di un precedente decreto del 26 ottobre 2005 a firma dello stesso Scajola, che mancava di un regolamento attuativo.
A tale decreto aveva fatto seguito, nel gennaio 2006, la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», della norma tecnica UNI EN 81-80 contenente i punti di adeguamento degli ascensori e rimasta inattuata. Vediamo allora cosa cambierà con le ultime novità.

Dal 24 giugno 1999, tutti gli ascensori di nuova installazione devono rispettare i requisiti di sicurezza europei contenuti nella direttiva 95/16 Ce, recepita dal Dpr 162/99. Dal 1999 ad oggi sono stati installati in Italia circa 150mila ascensori che possiamo ritenere di fatto "sicuri". Il Dpr 108/09 si preoccupa invece – come già fatto da buona parte degli altri paesi europei – di mettere in sicurezza gli ascensori già in esercizio prima del 24 giugno 1999 e che costituiscono una parte molto consistente dell'intero parco italiano: circa 700mila impianti su 850mila (dato a fine 2008) tra ascensori elettrici a fune e ascensori idraulici.

In occasione di nuove norme di sicurezza derivanti da innovazione tecnologica o altro, nel settore impiantistico è prassi che si provveda all'adeguamento piuttosto che alla sostituzione integrale. Per questo motivo, ad esempio, un ascensore elettrico a funi installato nel 1960, per essere ancora oggi in esercizio, deve essere stato "adeguato" nel 1964, nel 1979, nel 1991, e ora lo sarà secondo la norma UNI EN 81-80, resa cogente dal Dpr 108/09. Ciò al di là del fatto che ovviamente i suoi componenti, anche importanti, sono stati nel tempo sostituiti per usura o per altro motivo di funzionalità.
Il nuovo Dpr effettua una distinzione dell'operatività in relazione all'anzianità del l'ascensore:
I) ascensori installati prima del 15 novembre 1964;
II) ascensori installati prima del 24 ottobre 1979;
III) ascensori installati prima del 9 aprile 1991;
IV) ascensori installati prima del 24 giugno 1999.

Il proprietario, al momento della prossima verifica periodica biennale (secondo l'articolo 13 del Dpr 162/99) già programma da parte dell'ente preposto (organismo notificato, Asl, ispettorato del lavoro), deve «richiedere e concordare» (così recita il comma 1 dell'articolo 1 del Dpr 108/09) la data di una verifica straordinaria (secondo l'articolo 14 del Dpr 162/99), per effettuare la valutazione dei rischi previsti dalla norma UNI EN 81-80, filtro nazionale NA.
La data concordata di tale verifica straordinaria non dovrà superare i due anni dall'entrata in vigore del decreto per gli ascensori di anzianità I, tre anni per gli ascensori di anzianità II, quattro anni per gli ascensori di anzianità III e cinque anni per gli ultimi di anzianità IV. Le stime sul numero di impianti coinvolti sono nel grafico a fianco.

È realistico pensare che sul verbale della verifica periodica biennale possa essere annotata la data di verifica straordinaria richiesta e concordata. In tal modo, per tutti gli ascensori sottoposti a verifica biennale verranno gradatamente programmate ed effettuate le verifiche straordinarie nei tempi previsti.
La verifica straordinaria dovrà individuare per ciascun ascensore gli adeguamenti necessari tra i 74 punti previsti dalla EN 81-80 (si veda l'articolo a destra). Gli adeguamenti sono classificati dalla norma stessa con priorità diversa in base alla situazione di pericolo connesso: alta, media e bassa.
Gli oneri della verifica straordinaria sono a carico del proprietario, così come è previsto dal Dpr 162/99 e ribadito dal Dpr 108/09. Non è da escludersi che gli enti preposti possano prevedere un prezzo ad hoc per la complessità della verifica richiesta rispetto a quella usuale. Il verbale di verifica straordinaria dovrà contenere la codifica e la descrizione di tutti gli adeguamenti necessari con l'indicazione della relativa priorità.

I proprietari degli ascensori potranno concordare con le ditte di manutenzione gli adeguamenti necessari rispettando i tempi previsti dal Dpr 108/09, e in particolare:
- entro 5 anni dalla verifica straordinaria, per gli adeguamenti di priorità alta;
- entro 10 anni per quelli di priorità media;
- nell'occasione di successive ulteriori modifiche importanti per quelli di priorità bassa.
Lo stesso ascensore potrà essere adeguato in tempi successivi in relazione alla priorità degli adeguamenti. Ciò può di fatto comportare una lievitazione di costi (perché è ovvio che se si effettua un solo intervento complessivo si hanno evidenti risparmi), sia disagi per gli utenti che dovranno privarsi dell'ascensore più volte. Comunque, ci sono i tempi necessari per programmare con intelligenza gli interventi necessari insieme alla ditta di manutenzione

3 agosto 2009
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