Lo scudo fiscale come "cerniera" nella lotta all'evasione. Ieri, nel giorno in cui ha preso avvio la terza edizione del rimpatrio dei capitali esportati all'estero, Attilio Befera, direttore dell'agenzia delle Entrate, ha fatto il punto sulla manovra. E soprattutto ha messo in guardia i contribuenti infedeli sulla volontà del fisco di perseguire tutte le forme di illecita sottrazione di ricchezza imponibile.
Definiti i target dei controlli (le grandi imprese e le varie fattispecie di esterovestizione), messi in campo, con il decreto anti-crisi dello scorso luglio, nuovi strumenti, Befera ha ribadito la necessità di inserire lo scudo nell'ottica dell'azione complessiva dell'Agenzia, sempre più orientata al contrasto all'evasione. Intervenendo alla Fiera del Levante in un convegno organizzato dalla Direzione regionale della Puglia, dal Consiglio nazionale e dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bari, il direttore delle Entrate ha rivendicato i risultati raggiunti nei primi otto mesi dell'anno: le somme incassate a seguito delle verifiche realizzate dal 1° gennaio al 31 agosto 2009 ammontano a 2,8 miliardi, con un incremento del 47% rispetto al 2008 (1,9 miliardi).
Come ha avuto modo di spiegare il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro, gran parte di queste entrate "effettive" (2,1 miliardi) deriva da un'adesione del contribuente alle richieste del Fisco e quindi si è tradotta in una proporzionale riduzione del contenzioso. Peraltro – ha sottolineato Magistro – in virtù di oltre 173mila accertamenti, è stata imputata ai soggetti controllati una maggiore imposta non versata pari a 10 miliardi (nel 2008 ci si era fermati a quota 5,8 miliardi). Le ispezioni del fisco nei prossimi mesi avranno a monte analisi del rischio evasione "personalizzate". «Stiamo mettendo a punto – ha detto Befera – strategie mirate in singoli settori economici e in territori dove sono individuati maggiori pericoli di irregolarità e anomalie e per individuare i soggetti che manifestano una capacità di spesa molto più elevata rispetto a quanto dichiarato». Questo screening coinvolge per ora le imprese con volume d'affari o ricavi non inferiori a 300 milioni, ma sarà allargato a tutti i grandi contribuenti (quelli sopra i 100 milioni) entro il 2011. In questa maniera sarà assicurata una verifica costante su una platea dalla quale dipende più del 60% del gettito tributario.
Tracciando il bilancio del primo anno di mandato, Befera ha indirizzato l'attenzione sul mix di misure introdotte dal decreto legge 78/09, dalla stretta sulle controllate estere all'inversione dell'onere della prova per chi detiene capitali oltralpe. E a proposito delle controllate estere ha affermato: «In questo modo si viene ad estendere, al pari di quanto riscontrabile in altri paesi europei, l'applicazione della normativa delle Cfc a tutti gli insediamenti che siano espressione di fenomeni elusivi, indipendentemente dallo Stato o territorio di residenza».
Indagini e controlli ad hoc inoltre saranno riservati agli evasori internazionali. Dopo quella anti-frode per frenare le indebite compensazioni (46mila i controlli in materia), sta per essere costituita la task force tra Agenzia e Guardia di Finanza specializzata nella prevenzione e repressione dei fenomeni di illegale trasferimento di attività economiche e finanziarie all'estero. L'unità potrà contare su 50 funzionari e avrà sede a Milano.
Parlando della bozza della circolare sullo scudo, Befera ha sottolineato una novità di rilievo: per la prima volta (come anticipato dal Sole 24 Ore ieri) le Entrate hanno preferito affidarsi a una sorta di open draft, vale a dire un documento sul quale professionisti, intermediari e comuni cittadini potranno esprimere, attraverso un forum telematico, le proprie osservazioni collaborando alla stesura della versione definitiva. Questo tipo di procedura presenta il vantaggio, come ha sottolineato Befera, di poter raccogliere i contributi degli addetti ai lavori e coprire così la più vasta casistica possibile.
Intanto sul coinvolgimento diretto dei comuni e delle istituzioni territoriali per stanare gli evasori scommettono l'agenzia delle Entrate e il mondo della politica. Sul federalismo fiscale hanno insistito sia il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, («è la strada da imboccare senza pregiudizi ideologici») sia il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, («il federalismo è una sfida che il Sud accetta a patto che non si giochi con carte truccate»).