Si aprono le "frontiere bancarie" tra Italia e San Marino. E si distendono le relazioni tra i due paesi. A palazzo Begni, sul titano, il segretario di stato per gli Affari esteri, Antonella Mularoni, e l'ambasciatore d'Italia, Giorgio Marini, hanno posto la firma sull'accordo in materia di collaborazione finanziaria tra i due stati.
«In questa giornata torna il sereno nelle relazioni tra Italia e San Marino, che sono state un po' offuscate ultimamente» – ha annunciato Mularoni appena conclusa la cerimonia insieme all'ambasciatore Marini e ai colleghi di governo, Gabriele Gatti e Romeo Morri, rispettivamente segretari di stato per le Finanze e per la Cultura.
Presenti alla cerimonia anche i rappresentanti del mondo bancario e finanziario e il direttore di banca centrale, Luca Papi. La firma è un primo importante segnale di distensione con l'Italia: «Credo che rappresenti in maniera tangibile la ripresa di quel rapporto di amicizia e buon vicinato che da sempre ha contraddistinto le relazioni tra i due paesi», ha detto Mularoni. Il segretario di stato sottolinea l'importanza dell'accordo, soprattutto per il mondo bancario e finanziario, «in un momento di tensione che c'é stato a seguito di alcune vicende», perché dà un segnale della normalizzazione di questo settore».
«Era una sigla attesa già dalla scorsa estate – precisa Mularoni – e finalmente arriva un segnale chiaro al mondo bancario e finanziario sulla consapevolezza che oggi San Marino è un paese affidabile per l'adeguamento agli standard internazionali in materia di lotta al riciclaggio e di collaborazione in questo settore, con le autorità preposte a presidiare funzionalità del sistema».
L'accordo apre nuove prospettive al sistema bancario dei due paesi perché dà il via libera al memorandum-accordo tra le due autorità di vigilanza, Banca d'Italia e Banca centrale della Repubblica di San Marino. Memorandum che scioglierà molti nodi: aprirà la strada all'installazione degli istituti bancari italiani nel territorio sammarinese, naturalmente nel rispetto delle normative e regole e, viceversa, darà possibilità agli istituti sammarinesi di operare in Italia, anche in questo caso nel rispetto delle leggi italiane e previa autorizzazione di Bankitalia.