Il ddl sul processo breve? È un provvedimento «profondamente incostituzionale» e che di
fatto «è un'amnistia mascherata». Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha convocato una conferenza stampa a Montecitorio per sparare a zero contro il ddl sul processo breve presentato ieri al Senato dalla maggioranza. Al suo fianco, oltre al deputato centrista Roberto Rao, c'è anche il presidente della commissione Giustizia del Senato, Giampiero D'Alia, che nel suo intervento smonta punto per punto il testo scritto dal legale del premier e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini.
Per D'Alia, «è un provvedimento incostituzionale perché introdurrebbe disparità tra chi è incensurato e tra chi è recidivo» e creerebbe delle profonde ingiustizie agevolando al massimo i colletti bianchi e chi si è macchiato del reato di corruzione rispetto, magari, al semplice immigrato clandestino. Ma disparità si creerebbero anche tra chi sta subendo un processo di primo grado e chi si trova, invece, in fasi successive del giudizio visto che la norma messa a punto da Ghedini potrà essere applicata anche ai processi in corso, ma solo fino al primo grado. Il leader dell'Udc ha detto che stamattina ha interpellato un presidente emerito della Consulta che non ha dubbi: «il ddl per abbreviare i processi è solo un mostro giuridico, un'assurdità, un testo incostituzionale».
«Siamo in una fase delicata della nostra vita politica per cui ogni partito deve assumersi le proprie responsabilità. Ed è per questo che noi lanciamo una proposta alternativa. Una proposta che eviterà di devastare l'ordinamento giudiziario così come si intende fare con questo disegno di legge». «Noi proponiamo, infatti, all'opposizione, proprio per impedire che si sfasci la giustizia in Italia, di sostenere la soluzione di un lodo Alfano per via costituzionale. Farebbe meno danni e risponderebbe all'obiettivo di uscire da questo scontro sulla giustizia».
«Noi capiamo le ragioni della maggioranza - prosegue Casini - e riteniamo che una soluzione al loro problema vada trovata. Ed è per questo che ci siamo astenuti sul lodo Alfano. Ma ora un'opposizione responsabile è di fronte a un bivio: o si strepita e si fa approvare la porcheria; o si vota il lodo Alfano per via costituzionale».
«È giusto fissare per legge il principio della ragionevole durata dei processi - incalza D'Alia - ma senza sfasciare tutto. Il ddl che è ora al Senato è una pietra tombale sulla giustizia italiana anche perchè introduce la norma odiosa che equipara un boss mafioso a un clandestino. Cosa che vuole la Lega, ma che denuncia la cultura xenofoba e intollerante di questa maggioranza».
«Per noi - conclude Casini - questo provvedimento per accorciare i processi è assolutamente invotabile. Se sbraita Di Pietro è un conto. Ma se diciamo noi che questo testo scasserà l'ordinamento giudiziario italiano, potete crederci. Meglio allora l'immunità parlamentare».