La Fiat potrà estendere alle società «connesse con la produzione di autovetture» la compensazione, attraverso i crediti d'imposta, delle spese anticipate per gli incentivi all'acquisto di nuove auto. È la strada che l'agenzia delle Entrate sta per mettere a punto per risolvere il caso sollevato venerdì dall'amministratore delegato di Fiat e di Chrysler, Sergio Marchionne. «Lo Stato - ha osservato Marchionne da Zurigo - ci deve 500 milioni. A fine settembre, la Fiat doveva avere 400 milioni, che diventeranno 500 alla fine dell'anno».
Già domani, e per via amministrativa, senza cioè ricorrere a una norma ad hoc, l'agenzia delle Entrate comunicherà a Marchionne l'"apertura" relativa all'estensione dei crediti d'imposta. In tal modo, sarà possibile per la Fiat utilizzare a pieno la compensazione per i 450-500 milioni cui ha fatto cenno Marchionne. «È una questione che abbiamo ben presente - spiegano all'agenzia delle Entrate -. Ora estendiamo la possibilità di compensare anche alle imprese che fanno parte attiva della produzione di autovetture, escludendo quelle che non vi rientrano». Il problema nasce sostanzialmente dal meccanismo previsto dalla rottamazione dei vecchi veicoli e dagli ecoincentivi concessi quest'anno per l'acquisto di nuove auto: è la Fiat che anticipa ai concessionari gli importi relativi agli incentivi. Poi procede alla compensazione di quanto anticipato direttamente attraverso il modello «F24». In tal modo fruisce dello sconto d'imposta.
Il problema - spiegano i tecnici del ministero dello Sviluppo economico - è che quest'anno, per la consistenza degli incentivi concessi dal Governo, si è determinata una questione di capienza. In sostanza, «la Fiat non è riuscita finora a smaltire l'intero ammontare dei crediti d'imposta accumulati. La questione è a questo punto di competenza del l'agenzia delle Entrate». In sostanza, quel che si è determinato è un «problema tecnico che non si era posto negli altri anni in cui erano in vigore gli incentivi, proprio perché l'entità di questi ultimi era più contenuta». Le ultime proiezioni del ministero fanno prevedere per fine anno un totale di 2milioni e 100mila autovetture vendute, sostanzialmente in linea con il 2008. Risultato che viene giudicato «molto positivo», se si considera che il 2009, almeno nel trend del primo trimestre, lasciava prevedere una flessione del 30% nelle vendite. Evidente l'effetto degli incentivi, che peraltro ha consentito di incrementare del 50% il gettito Iva sugli acquisti di autovetture.
L'iniziativa dell'agenzia delle Entrate apre dunque la strada alla piena compensazione dei crediti, che potrà avvenire entro quest'anno, o al massimo nei primi mesi del 2010. Resta aperta la questione relativa all'eventuale proroga degli incentivi. Se ne è discusso all'interno della maggioranza, nel corso dell'esame preliminare della Finanziaria in commissione Bilancio al Senato (da martedì il testo sarà all'esame dell'aula). La valutazione in merito è affidata, con ogni probabilità, alla Camera, in seconda lettura. Proroga che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha definito lo scorso 25 settembre «auspicabile, anche se l'intervento dovrà essere più mirato sul versante ecologico e coordinato a livello europeo». Non è escluso che l'intero pacchetto Scajola da 800 milioni sugli eco-incentivi, compresa la proroga della rottamazione auto e moto, nonché il credito d'imposta per la ricerca, possano confluire in un decreto di fine anno, all'interno del quale inserire anche l'eventuale proroga dello scudo fiscale. L'ultima parola in merito spetta al ministero dell'Economia.