Il Pdl ha intenzione di presentare in commissione Bilancio della Camera un pacchetto di emendamenti da inserire in Finanziaria, a prima firma del capogruppo. Ci sarebbe anche l'accordo, riferiscono fonti di maggioranza, perché singoli parlamentari non sottoscrivano proposte di modifica su input del Governo. La decisione di presentare testi unitari del gruppo è stata confermata dal relatore alla Finanziaria, Massimo Corsaro: «Credo - ha risposto - che questo sarà l'atteggiamento del Pdl in Commissione». Si sta ragionando su cedolare secca sugli affitti, intervento sull'Irap, ma anche maggiori detrazioni Irpef, riscrittura sulla norma dei beni confiscati alla mafia per dare più fondi alle forze dell'ordine e alla giustizia. «Cerchiamo di completare il progetto di Finanziaria discusso in Senato - ha sottolineato il capogruppo Gioacchino Alfano - a partire dai temi rimasti in sospeso come affitti e Irap». Sul fronte dell'Irap, fonti dell'Economia parlano di un possibile segnale o verso le società in perdita o per detrazioni sui dipendenti delle piccole imprese.
Il ministro Tremonti, parlando all'assemblea dell'Unione industriali di Roma, ha annunciato il suo sì ai crediti d'imposta sulla ricerca. «I crediti d'imposta sulla ricerca ve li daremo, faremo un emendamento alla Finanziaria, con una somma un pò aumentata che però si dà a Confindustria e poi la amministra lei, così evitiamo il meccanismo scriteriato del click day».
Per Gianfranco Conte (Pdl), presidente della commissione Finanze della Camera c'è un pacchetto di «priorità vere da 8-10 miliardi assolutamente da rifinanziare». Secondo fonti dell'Economia la cifra potrebbe essere compressa al di sotto dei 5 miliardi, con le risorse che verrebberomiliardi dallo scudo fiscale (3,7 miliardi) e, per la sanità, dall'accordo con le Regioni a statuto speciale (unmiliardo). Nel pacchetto di priorità ci sarebbero le misure per l'autotrasporto, che impegnerebbero 400 milioni, le agevolazioni per i libri di testo, l'Università, il 5 per mille (con un onere di 380 milioni), le missioni internazionali (500 milioni), il patto per la salute (il cui costo di un miliardo sarà coperto dall'accordo con le Regioni a statuto speciale. Poi i fondi per Roma Capitale e quelli per venire incontro alla multe Ue per le ex-municipalizzate, le esigenze di Anas e Fs e gli lavoratori socialmente utili di Napoli. «Altre misure dipendono da tanti fattori. Con le richieste ulteriori - riferisce Conte - si sfiorerebbero i 25 miliardi». Fanno parte di questo secondo pacchetto le risorse per il rischio idrogeologico, la giustizia e la sicurezza oltre al pacchetto rottamazioni (che potrebbe anche trovare spazio nel decreto di fine anno). Ma «10 miliardi - commenta il presidente della commissione Finanze - non sono bruscolini», considerando che bisogna mantenere il rigore dei conti pubblici, come vuole il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. «Più ci sbilanciamo sul 2010 - ricorda Conte - più sarà difficile il recupero nel 2011». Secondo l'esponente del Pdl non resta quindi spazio per "misure di bandiera", come cedolare secca sugli affitti e taglio dell'Irap. Per le coperture, oltre alle risorse dello scudo fiscale, secondo Conte si dovrà ricorrere a tagli di spesa. (N.Co.)