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Lo studio Portolano Colella Cavallo (sei soci e 19 professionisti) è l'unico studio italiano inserito nella classifica dei 50 studi più innovativi stilata dal Financial Times Innovative Lawyers 2009 tra 600 auto-candidature provenienti da Europa e Stati uniti. Le innovazioni che sono valse il riconoscimento? Un approccio manageriale nell'amministrazione e la piena tracciabilità dei costi. Approccio che permette, da un lato, di tenere sotto controllo i conti della struttura, dall'altro di dare ai clienti un'assoluta trasparenza nelle parcelle. In qualsiasi momento si può sapere quanto si sta spendendo e per quali prestazioni. In sostanza, la mentalità del grande studio coniugata con un'attenzione più tradizionale alla clientela. Ma nella graduatoria del Financial Times ha pesato anche la capacità dello studio di innovare la consulenza legale, offrendo assistenza su fronti meno battutti (media, internet, pubblicità, giochi online) e, soprattutto, idee per lo sviluppo del loro business, per esempio l'attività di ricerca per la protezione del "colore" come marchio.
Nel 2008 non c'erano studi italiani tra quelli più innovativi, almeno questa lacuna è stata colmata. Ma l'avvocatura avrebbe bisogno di una rivoluzione tecnologica e organizzativa che vada oltre le generose iniziative dei singoli. «Certo, se la Tremonti ter incentivasse anche gli investimenti nelle infrastrutture informatiche degli studi, sarebbe tutto molto più facile», è la morale comune.