Spese leggere ma prova pesante per le imprese italiane che operano con imprese domiciliate nei paradisi fiscali. L'Agenzia delle Entrate chiarisce, in una circolare, che i componenti negativi derivanti da queste operazioni sono deducibili anche se non indicati in dichiarazione prima dell'entrata in vigore della Finanziaria 2007. A condizione, però, di dimostrare che i soggetti esteri svolgono prevalentemente un'attività commerciale effettiva o che le operazioni hanno avuto concreta attuazione e rispondono a un interesse economico reale. Resta ferma, comunque, l'applicazione della specifica sanzione introdotta dalla Finanziaria 2007, pari al 10% dell'importo complessivo delle spese non indicate nella dichiarazione dei redditi, con un minimo di 500 e un massimo di 50 mila euro.