A meno di due settimane dalla scadenza del termine per presentare il modello Eas, sui dati rilevanti a fini fiscali, che le associazioni devono inviare alle Entrate entro il 15 dicembre, l'Agenzia diffonde la terza circolare esplicativa. Potranno presentare il modello ridotto (rispondendo cioè a soli 5 quesiti anzichè a 38) le associazioni di ex militari in congedo e le federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni. Nessun obbligo di presentazione per i patronati, a patto che non svolgano, al posto delle associazioni sindacali promotrici, le loro attività istituzionali. Sono questi alcuni chiarimenti forniti dalla circolare 51/E diffusa oggi. L'agenzia integra così le istruzioni già fornite con la circolare 45/E del 29 ottobre, e quelle fornite dalla circolare 12/E del 9 aprile 2009.
Quanto al numero dei modelli inviati, l'agenzia delle Entrate non fornisce dati ufficiali. Ma la sensazione è che l'invio da parte delle associazioni proceda decisamente a rilento. Molti intermediari ammettono che attenderanno gli ultimi giorni utili per l'invio, in attesa di possibili nuove "esclusioni" dall'adempimento deliberate dall'agenzia delle Entrate. Alle associazioni che non presentano il modello Eas, saranno revocate le agevolazioni fiscali per Iva e imposte sui redditi.
I tecnici delle Entrate chiariscono dunque che le associazioni combattentistiche e d'arma, iscritte nell'albo ad hoc del ministero della Difesa, possono presentare il modello Eas secondo le modalità semplificate. Compilazione "light" anche per le federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni, dotate di personalità giuridica e su cui lo stesso Comitato olimpico nazionale italiano esercita poteri di indirizzo e controllo. Già con la circolare 45/E l'Agenzia aveva individuato in dettaglio gli enti associativi interessati alla presentazione del modello ridotto, tra cui figurano le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni diverse da quelle esonerate, le associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri della legge 266/91, diverse da quelle esonerate, le associazioni riconosciute da confessioni religiose che hanno stipulato con lo Stato patti, accordi o intese, movimenti e partiti politici presenti nelle ultime elezioni, le associazioni sindacali e di categoria presenti nel Cnel.
A questo punto, entrano fra gli esclusi dall'invio del modello i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro attività istituzionali. Infatti, poichè non godono delle agevolazioni riservate ai sindacati, non sono tenuti a presentare il modello. Restano fuori dall'obbligo di invio, come spiegato nella precedente circolare, le fondazioni, gli enti di diritto pubblico, gli enti destinatari di specifici regimi tributari e le Onlus.