ILSOLE24ORE.COM > Notizie Norme e Tributi ARCHIVIO

«Corso di sopravvivenza» per i conti dei Comuni

di Gianni Trovati

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
24 gennaio 2010

Un manuale di sopravvivenza per i bilanci comunali, in attesa che il quadro della finanza locale si stabilizzi e che magari arrivi qualche buona notizia dalle parti del patto di stabilità.

È animata da questo spirito la «circolare informativa» del l'Ifel sulle novità 2010 relative alle entrate dei comuni, che presentiamo in esclusiva in questo dossier. Nel documento l'Istituto per la finanza locale dell'Anci offre le linee guida e i suggerimenti operativi per quadrare i preventivi 2010, che in queste settimane impegnano i tecnici e gli amministratori degli enti locali. Il passaggio, però, è tutt'altro che abituale perché, complice anche la finanziaria (ex) light, il terreno di gioco non è ancora del tutto pronto e alle difficoltà di centrare gli obiettivi sempre più "ambiziosi" posti dai vincoli di finanza pubblica si accompagna anche l'incertezza sulle regole. Impossibile, però, restare fermi in attesa delle risposte da Roma, perché il treno più adatto per le nuove misure sui bilanci comunali è la legge di conversione del Dl «salva-enti» approvato due settimane fa dal consiglio dei ministri, che però arriverà a destinazione solo a metà marzo.

Sull'iter parlamentare del provvedimento si concentrano le attenzioni (e le pressioni) del mondo delle autonomie, che attende prima di tutto risposte sui nodi applicativi ancora da sciogliere. Fra questi, in un'agenda delle priorità del tutto parziale tratta dalle urgenze espresse dagli amministratori nei convegni di queste settimane (l'ultimo, importante, quello di Viareggio organizzato come ogni anno da Anci Toscana), si può citare per esempio la vicenda travagliata del «comma 8», che escludeva dai calcoli del patto i proventi da dismissioni, oppure le deroghe sugli oneri di urbanizzazione. Sul primo punto, dopo lo sfortunato intervento parlamentare che aiutando una parte dei comuni ha rischiato di condannarne altri, la soluzione ecumenica proposta dalla legge 133/2009 ha messo in ordine la partita del 2009 ma crea non pochi problemi quest'anno. I comuni che nel 2007 hanno avuto un saldo gonfiato da entrate straordinarie da dismissioni (i 63 milioni di Brescia per la fusione Aem-Asm sono il caso più eclatante, ma non l'unico) che ovviamente non riusciranno a replicare nel 2010 devono fare i conti con una penalità aggiuntiva e imprevista. L'anno scorso, infatti, la base di calcolo su cui si applicano gli obiettivi era stata abbassata dallo "sconto", mentre quest'anno torna piena, determinando una stretta che non ha peraltro alcun legame con le dinamiche reali della finanza locale.

Sugli oneri di urbanizzazione, la "deroga" che permette di utilizzarne il 75% per la spesa corrente copre per ora solo il 2010, ma in queste settimane i comuni devono scrivere i bilanci triennali e in molti casi l'entrata è vitale per tutti i tre anni. Certo, finanziare spese correnti con un introito per sua natura instabile non è il massimo, ma il panorama attuale non permette troppe sottigliezze. Ad aggravarlo ci sono i colpi inferti ancora ai trasferimenti statali, che nonostante la dote aggiuntiva prevista dal Dl «salva-enti» (760 milioni in più dal 2009 per i rimborsi sull'Ici delle abitazioni principali) mostra ancora più di un buco: il gettito perso nel 2008 non è ancora stato coperto del tutto, sull'Ici di categoria D gli indennizzi si sono rivelati più avari del previsto (ne parliamo a pagina 7) e anche il dibattito sui «costi della politica» ha rimandato la riduzione dei posti in giunta e consiglio, ma ha lasciato in eredità il taglio ai contributi ordinari.

E poi (si fa per dire) c'è il patto, che quest'anno chiede ai comuni di migliorare il proprio saldo di un altro miliardo. Con le entrate bloccate (al netto delle tante contromisure indicate dai tecnici Ifel nella circolare) la richiesta si trasferisce tutta sulla spesa, e in particolare quella per gli investimenti che già nell'anno scorso ha sofferto non poco. Lo ha ricordato, da ultimo, anche la Corte dei conti, che mercoledì scorso ha illustrato alla Camera le «distorsioni indotte dall'esigenza di rispettare i vincoli del patto» e ha sottolineato la «caduta della spesa in conto capitale». Senza contare il problema dei pagamenti ai fornitori, che quest'anno rischiano di bloccarsi ancor prima di quanto accaduto nel 2009 rendendo ancora più necessario almeno un intervento in corsa come quello che l'anno scorso ha sbloccato il 4% dei residui passivi.

24 gennaio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER
Effettua il login o avvia la registrazione.
 

Servizi

 

Links

 
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
22 maggio 2010
21 maggio 2010
21 maggio 2010
20 maggio 2010
20 aprile 2010
 
Gli esperti del ministero rispondono a tutti i dubbi sugli incentivi
La liquidazione: rimborsi e debiti
I redditi da dichiarare
La salute e gli altri sconti
La famiglia e la casa
 
 
Cerca quotazione - Tempo Reale  
- Listino personale
- Portfolio
- Euribor
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-