Il Sole 24 Ore
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17 marzo 2010

Per i bilanci delle Casse la carta della prudenza

di Federica Micardi

La previdenza privata dovrà adottare un criterio " prudenziale" nel valutare il rendimento del patrimonio. È quanto prevede la circolare esplicativa sui bilanci tecnici a opera delle casse e degli enti disciplinati dal decreto legislativo 509/94 e 103/96. Il testo tiene conto di quanto emerso negli incontri tecnici che si sono svolti lo scorso anno per risolvere le incertezze interpretative segnalate dagli enti stessi in merito ad alcune disposizioni contenute nel decreto 29 novembre 2007, (il decreto che determina i criteri a cui devono attenersi i gestori delle forme di previdenza obbligatoria).

Un nuovo metodo
La circolare, emanata ieri dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e firmata dal segretario generale Francesco Verbaro, fornisce indicazioni in merito alla redazione dei bilanci tecnici da parte delle casse e degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.

«Questo testo è frutto di un lavoro condiviso spiega Francesco Verbaro –, è il primo prodotto di un nuovo metodo che stiamo adottando con le casse: affrontare gli aspetti critici confrontandoci con i diretti interessati. Durante gli incontri prosegue Verbaro è emersa la necessità di fare riferimento a parametri condivisi da utilizzare in maniera corretta per consentire una comparazione tra casse, una maggior trasparenza e controlli più facili».

I contenuti
Sono cinque i punti trattati dalla circolare (si vedano anche le schede accanto): le modalità di redazione del bilancio, i criteri per lo sviluppo dei redditi nel bilancio redatto sulla base dei parametri standard, i criteri per la definizione del tasso di rendimento del patrimonio, i criteri per la definizione dei costi di gestione e, ultimo punto, le prestazioni non pensionistiche.

«Abbiamo chiarito i criteri da adottare per valutare e distinguere i costi di gestione - spiega Verbaro - per renedere questa voce contabile più trasparente ». Un'analoga strada è stata scelta in merito al tasso di rendimento del patrimonio: il decreto del 29 novembre 2007, all'articolo 2, prevede che il tasso di redditività non debba superare il tasso d'interesse adottato per la proiezione del debito pubblico nel medio lungo periodo ma la circolare di ieri, alla luce della reale situazione dei mercati finanziari, invita ad «adottare un tasso di rendimento del patrimonio sensibilmente inferiore al limite massimo indicato». Una necessità emersa durante i tavoli tecnici, dove se alcune casse avevano adottato criteri prudenziali altre si erano attenute a rendimenti "alti" anche se giustificati dall'andamento storico. Questo significa che se la media del tasso di rendimento del patrimonio è stata, fino a oggi, intorno al 4% (con un 2% di inflazione e un 2% di rendimento rea-le), alla luce della circolare, e in base a quanto è emerso durante gli incontri tra casse e tecnici del ministero del Lavoro e dell'Economia, un rendimento "prudenziale" dovrebbe essere intorno al 3% (2% di inflazione e 1% di rendimento reale).

Una novità accolta con sollievo dalle casse è la data entro cui trasmettere il bilancio tecnico: il 30 novembre 2010. Ci si aspettava, infatti, un invio entro fine ottobre, ma il ritardo nell'uscita della circolare (attesa a fine 2009)e l'introduzione di specifici parametri cui attenersi hanno portato il ministero a concedere un po' piùdi tempo.

Secondo voci di corridoio il ritardo, in parte, è stato causato anche dalla presenza di due diversi testi, uno- quello pubblicato ieri- con indicazioni più generali e un'altro che entrava molto più nel dettaglio, e con maggior severità, trattando anche aspetti non direttamente contenuti nel decreto del 29 novembre 2007. Alla fine è passato il testo che più si atteneva ai confini posti "dalla fonte".

Obiettivi
Nel passato, secondo il ministero, alcune regole sono state disapplicate o mal interpretate: «Questa circolare- afferma Verbaro - contiene i chiarimenti necessari a evitare che questo succeda di nuovo. C'è un onere di trasparenza - spiega - per consentire agli organi vigilanti di fare verifiche e comparazioni e agli iscritti alle casse di poter conoscere il reale stato della propria posizione previdenziale».



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LINK UTILI
Il testo della circolare
17 marzo 2010

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