In merito al mutuo acceso per l'acquisto della prima casa alcune banche evidenziano, oltre agli interessi passivi corrisposti nel 2009, un contributo elargito ai sensi art. 2 DL 185/08 che concorre, si legge nella comunicazione, a formare il reddito nel periodo di imposta nel quale è percepito (credo sia il contributo dovuto per aver applicato tasso interessi oltre 4%).Tale importo va in detrazione agli interessi percepiti o deve essere evidenziato sul quadro D?
La parte di interessi passivi, relativi al mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione principale, detratta nel corso di periodi d'imposta precedenti a quelli in cui è avvenuto il rimborso da parte della banca, in applicazione dell'articolo 2, commi 1 e 3, della legge n.2 del 28 gennaio 2009, va assoggettata a tassazione separata in base alla lettera n-bis) articolo 17 Tuir nell'anno in cui è avvenuto il rimborso stesso. Pertanto il contributo conseguito nel 2009 andrà indicato al rigo D7,con il codice 4, del quadro D del modello 730/2010.
A cura di Alfredo Calvano

Nel caso in cui un contribuente abbia iniziato nel 2008 del lavori di "ricostruzione" dell'abitazione principale (si tratta di fatto di una demolizione e poi nuova costruzione di una casa che costituisce per il contribuente l'abitazione principale), e abbia stipulato a dicembre 2009 il mutuo (in quanto prima aveva fondi proprio per far fronte hai lavori), può detrarsi le spese e gli interessi nel 730? Se si in che campo vanno indicati?
Il comma 1-ter articolo 15 Tuir dispone che gli interessi passivi, relativi al mutuo ipotecario ccontratto per la costruzione/ristrutturazione dell'abitazione principale, sono detraibili nella misura del 19% calcolata su un importo non superiore a € 2.582,28, a condizione che il mutuo stesso venga contratto entro sei mesi precedenti o nei diciotto mesi successivi all'inizio dei lavori. Il Dm attuativo 311/1999 dispone altresì che l'unità immobiliare venga adibita ad abitazione principale entro sei mesi dalla conclusione dei predetti lavori. Gli interessi anno indicati al rigo E10 quadro E del modello 730/2010.
A cura di Alfredo Calvano

Sul modello 730 si puo scaricare la fattura degli oneri notarili per l'aquisto della prima casa?
La parcella pagata al notaio , ancorché relativa all'acquisto dell'abitazione principale (c.d. prima casa), non ha rilevanza fiscale come onere deducibile/detraibile.
A cura di Alfredo Calvano

Una coppia convivente, quindi non sposata, che acquista un immobile in comproprietà al 50% ma solo uno dei due chiede un mutuo (per il quasi totale valore dell'immobile) puo' quest'ultimo detrarre per intero gli interessi passivi?
La risposta è affermativa. La circolare 17/E/2006 ha affermato che sebbene debba esserci congruenza tra ammontare del mutuo e il valore dell'immobile (così come chiarito con la precedente circolare 15/E/2005), risulta ininfluente la ripartizione della proprietà dell'immobile, alla quale non necessariamente corrisponde una identica ripartizione del costo di acquisto. Il principio trova applicazione anche nell'ipotesi in cui fra i comproprietari non ricorra un rapporto coniugale.
A cura di Alfredo Calvano

Ho acquistato nell'ottobre 2009, da un ente pubblico, un edificio / villetta accatastato come categoria collabente, quindi senza una rendita, non propriamente rudere ma comunque non abitabile. Nell'atto notarile è stato registrato da parte mia che l'acquisto avveniva come prima casa e che mi impegnavo a trasferire la residenza entro i 18 mesi successivi (attualmente sono residente in altra città). Ad oggi si sta concludendo la progettazione della ristrutturazione e fra circa quattro mesi, una volta ottenute le autorizzazioni, sono previsti l'inizio dei lavori. Al fine di dichiarare l'acquisto dell'immobile nella dichiarazione dei redditti, devo - entro fine maggio - riaccatastare l'immobile in una categoria abitativa, con conseguente dichiarazione di rendita ? O può essere dichiarato nel 730 l'immobile, in fase di ristrutturazione, senza rendita e nella categoria collabente, sempre come prima casa ?
Il ontribuente avrebbe potuto evitare la dichiarazione della rendita dell'immobile nella ipotesi in cui questo fosse stato oggetto di lavori di ristrutturazione, risultanti da atti concessori del Comune (comma 2 articolo 36 Tuir).Diversamente, occorre provvedere alla sua indicazione in dichiarazione, ancorchè oggettivamente inutilizzabile.
A cura di Alfredo Calvano

Una madre ha acceso un mutuo per ristrutturare un'abitazione per farne la prima casa del figlio. Può detrarre gli interessi e le spese del notaio presente alla stipula del mutuo?
La risposta è negativa. Gli interessi derivanti da mutuo contratto per la ristrutturazione dell'unità immobiliare non sono detraibili nell'ipotesi in cui la stessa venga destinata ad abitazione principale di un familiare del proprietario. Infatti, le pertinenti norme (comma 1-ter articolo 15 Tuir e Dm attuativo 311/1999) nulla dispongono in tal senso, a differenza di quanto invece esplicitamente ammesso dalla lettera b) articolo 15 Tuir in relazione agli interessi passivi derivanti da muto contratto per l'acquisto dell'abitazione principale.
A cura di Alfredo Calvano

Sono proprietario del 50% di un appartamento adibito ad abitazione principale. Per l'acquisto ho stipulato un mutuo, nel quale contratto risulta che sono l'unica parte mutuataria. Mia moglie ha effettuato le medesime operazioni. In sintesi: ognuno dei 2 ha un proprio contratto di mutuo, con suo n° di repertorio, abbiamo pagato doppi oneri presso il notaio per la registrazione e la banca ci invia 2 distinte certificazioni che attestano il pagamento degli interessi passivi. Secondo il vs illustrissimo parere, qual'è la cifra massima che ognuno dei 2 rispettivi contribuenti, può portare in detrazione?
La lettera b) articolo 15 Tuir, prevede che in caso di contitolarità del mutuo o di più contratti di mutuo il limite complessivo degli interessi su cui calcolare la detrazione del 19%, è pari a € 4.000. Per un logica coerenza si ritiene che questo importo sia da considerare il limite insuperabile, da ripartire al 50% fra i coniugi anche nel caso in cui, come nella ipotesi prospettata, essi siano contraenti di due distinti mutui.
A cura di Alfredo Calvano

Tizio è un militare e ha preso in affitto un'abitazione nel comune dove svolge servizio che utilizza come prima abitazione. Poiché ha un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, può usufruire dell'apposita detrazione anche se non ha spostato la residenza e risultata ancora nel nucleo familiare con i propri genitori in un comune diverso?
La risposta è affermativa. Le detrazioni previste dall'articolo 16 Tuir, a favore degli inquilini titolari di un contratto di locazione stipulato in base alla legge 431/1998 ,presuppongono che l'immobile venga utilizzato come dimora abituale ( comma 1-quinquies ). Questa condizione è rispettata anche nell'evenienza in cui non vi sia coincidenza con le risultanze dei registri anagrafici, ben potendo il conduttore figurare anagraficamente residente presso un comune o domicilio diverso da quello in cui ha stabilito la dimora stessa per motivi di studio di lavoro eccetera.
A cura di Alfredo Calvano

In data 27/11/2009 ho rogitato la vendita dell'appartamento di prima abitazione e il 4/12 ho rogitato l'acquisto del nuovo appartamento sempre come utilizzo prima casa. In data 16/12 ho presentato presso il comune dove risiedo la richiesta di cambio residenza che è stata "definita" in data 11/1/2010. Nel quadro B dovrei dichiarare solo il vecchio appartamento o anche il nuovo per i gg di possesso? Le spese per l'intermediazione immobiliare vanno dichiarate solo quelle relative all'acquisto o anche alla vendita? Le spese di certificazione energetica sostenute per la vendita del vecchio appartamento possono essere detratte?
Nel quadro B del modello 730 vanno indicate, in due distinti righi, entrambe le unità abitative in ragione dei rispettivi giorni di possesso (colonna 3) con il codice utilizzo 1 (abitazione principale).
Le spese per l'intermediazione immobiliare sono detraibili soltanto se sostenute per l'acquisto dell'abitazione principale (lettera b-bis articolo 15 Tuir) e non anche per la vendita. La spesa sostenuta esclusivamente per la certiicazione energetica non rappresenta un onere fiscalmente rilevante.
A cura di Alfredo Calvano

Le istruzioni per la compilazione del 730 redditi 2009 a pag. 30 precisano che la detrazione degli interessi per i mutui prima casa non spetta se nel 2009 l'immobile acquistato con il mutuo è oggetto di ristrutturazione edilizia. La detrazione sarà poi consentita negli gli anni successivi una volta che l'immobile è adibito ad abitazione principale. Mi trovo esattamente in questa situazione (acquisto e mutuo effettuati a Settembre 2009, contestuale avvio dei lavori di ristrutturazione che sono terminati a Gennaio 2010 data in cui mi sono trasferito effettivamente nell'immobile) tuttavia non mi è chiaro se ciò comporta anche l'impossibilità a detrarre gli oneri accessori (notaio, spese, ecc.) che devono essere imputati nello stesso rigo E7 con gli interessi passivi. Vi sarei grato se poteste darmi delucidazioni sul tema, in particolare in quale sezione è eventualmente possibile imputare le spese notarili e gli altri oneri accessori nel mio caso?
Le spese notarili sostenute per la stipula del mutuo e gli altri oneri , in quanto di natura accessoria degli interessi passivi , saranno detraibili unitamente a questi ultimi e secondo i medesimi criteri, nell'evenienza in cui l'immobile, in relazione al quale è stato contratto il mutuo stesso, sia oggetto di lavori di ristrutturazione.
A cura di Alfredo Calvano

Nel corso del 2009 mi è stata rimborsata dalla banca una quota di interessi versati sempre nel corso del 2009 per il mutuo ipotecario per la prima casa, ai sensi dell'art 2 del DL. 185/2008. Nella lettera della banca che conteggia gli interessi versati relativi all'anno 2009, e fa riferimento anche alla quota restituita ai sensi della normativa sopra citata, la banca dice espressamente che "i contributi e gli altri rimborsi di oneri dedotti fiscalmente concorrono a formare il reddito del periodo di imposta nel quale sono percepiti." In tale lettera la banca richiama l'art 15 comma 1 lett b) del DPR 22.12.1986 n. 917. Tuttavia, trattandosi di interessi versati nell'anno 2009 tale importo non è mai stato oggetto di detrazione in precedenti dichiarazioni. Non capisco se/perchè debbano essere considerati reddito, non riesco a capire se l'importo restituito vada indicato nel 730, poiché non è mai stato oggetto di deduzione fiscale, se va indicato, non MI è chiaro in quale rigo del modello 730 debba essere indicato l'importo restituito. Mi potete aiutare?
La parte di interessi passivi, relativi al mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione principale, detratta nel corso di periodi d'imposta precedenti a quelli in cui è avvenuto il rimborso da parte della banca, in applicazione dell'articolo 2, commi 1 e 3, della legge n.2 del 28 gennaio 2009, va assoggettata a tassazione separata in base alla lettera n-bis) articolo 17 Tuir nell'anno in cui è avvenuto il rimborso stesso. Pertanto il contributo conseguito nel 2009 andrà indicato al rigo D7,con il codice 4, del quadro D del modello 730/2010.
A cura di Alfredo Calvano

Ho presentato nel 2005 due comunicazioni per agevolazioni 36% relative a due unità immobiliari un A/3 e un C/3, separatamente accatastate, vorrei sapere se al termine della ristrutturazione per la quale si è beneficiato delle detrazioni del 36% su entrambe le unità immobiliari, se queste vengono accatastate come un unica unità immobiliare ( l'immobile rimane invariato nelle sue dimensioni niente è stato abbattuto o ricostruito ma solo ristrutturato) si può continuare a detrarre il 36% su entrambe le unità immobiliari originarie oppure solo su quella che risulta alla fine dei lavori ?
Non si riscontrano intereventi esplicativi circa la rappresentata situazione. Si ritiene che per la determinazione della detrazione del 36% occorra fare riferimento alla situazione immobiliare segnalata all'inizio dei lavori di ristrutturazione circa l'autonoma esistenza di due unità immobiliari.
A cura di Alfredo Calvano

Ho letto che le spese per la perizia e l'imposta sostitutiva relative a mutuo stipulato per acquisto prima casa sono detraibili. In quale rigo del modello 730 devo metterle ? Le aggiungo agli interessi passivi?
La risposta è affermativa.Gli oneri accessori alla stipula del mutuo, fra i quali le spese per la perizia del valore dell'immobile e l'imposta sostitutiva sul capitale prestato, sono detraibili nell'anno in cui sono state sostenute unitamente agli evenutali interessi passivi già pagati, fermo restando il limite di € 4.000
A cura di Alfredo Calvano

Lo scorso 31 luglio mio padre è deceduto. Egli usufruiva dal 2007 della detrazione del 55% per interventi di qualificazione energetica con l'ultima rata da scontare nel 2009. Inoltre usufruiva dal 2008 di uguale detrazione del 55% per un altro intervento di qualificazione energetica in 5 anni per cui da scontare fino al 2012. Essendo co-eredi io e mia madre formulo le seguenti domande: Il diritto di poter usufruire di tali detrazioni passa agli eredi? Se si, non c'è alcun vincolo su come ripartirli tra i due eredi? Già della detrazione del 2009 possono usufruirne gli eredi?
Il diritto alla detrazione del 55% relative alle residue rate per interventi di riqualificazione energetica, si trasferisce interamente in capo agli eredi che risultano detenere l'immobile al 31 dicembre 2009, in rapporto alla loro quota di proprietà.
A cura di Alfredo Calvano

Moglie e marito stipulano un contratto di mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale. Entrambi sono intestatari del contratto di mutuo al 50%, ma solo la moglie è proprietaria dell'immobile al 100%. La moglie non è a carico del marito. La moglie detrae gli interessi del mutuo al 50% o al 100%?
Sempre gli stessi coniugi mi portano la documentazione per la detrazione del 36% con queste modalità: l'intervento è sull'immobile di proprietà della moglie ma il marito ovviamente vi convive. La comunicazione al centro di Pescara è fatta a nome del marito, le fatture sono intestate al marito ma i pagamenti sono ordinati da entrambi ma il codice fiscale riportato nel bonifico è solo del marito.
Può il marito portarsi in detrazione il 100% della spesa sostenuta?

Circa gli interessi passivi da mutuo, la detrazione compete soltanto alla moglie in ragione del 50%, in quanto risulta essere contestualmente (com)proprietaria dell'unità abitativa ed intestataria del mutuo. La detrazione del 36% può essere conseguita dal marito (ovviamente convivente) che ha adempiuto a tutte le relative formalità e sostiene le spese di ristrutturazione sull'immobile di proprietà della moglie, a nulla rilevando la circostanza che il bonifico riporti anche il nome di quest'ultima (circolare 34/E/2008).
A cura di Alfredo Calvano

Ho acquistato una prima casa con il mio fidanzato, valore dell'immobile 160000, mutuo cointestato, mutuo all'80% valore immobile, tasso fisso, entrambe impiegati, abbiamo:
1. fattura notarile per l'atto di mutuo di euro 1645 + iva oltre a 84 euro di spese non imponibili,
2. fattura notarile per compravendita di euro 1310 + iva oltre a 1757 euro di spese non imponibili di cui 1227 (imposta di registro - preliminare 40 euro) e 530 (rimborso spese),
3. F24 per registrazione preliminare euro 211,72
4. interessi mutuo 1427,49
5. interessi di preammortamento 85,08
Come si calcola l'importo complessivo da portare in detrazione / deduzione?

Fra le indicate spese, puo' essere portata in detrazione unitamente agli interessi passivi soltanto quella relativa all'onorario notarile (compresivo di iva) sostenuto per la stipula del mutuo.
A cura di Alfredo Calvano

Con la scomparsa di mio padre, la prima abitazione è passata in eredità a mia madre, mia sorella e sottoscritto. L'abitazione continua essere adibita ad uso principale da mia madre. Dobbiamo mia sorella ed io dichiarare nel 730 la quota di proprietà di ciascuno e relativa rendita? ed essendo noi in comunione di beni coi rispettivi consorti, devono questi assolvere al tributo ICI non essendo la madre per essi un parente in linea diretta?
Se la madre, coerede, consegue il diritto di abitazione sull'immobile da essa dibito ad abitazione principale, avrà l'incombenza di dichiarare il 100% della rendita catastale (articolo 26 Tuir) , beneficiando tuttavia della deduzione per pari valore (articolo 10 Tuir); di conseguenza i figli non assumeranno alcun obbligo dichiarativo in relazione alla propria quota di proprietà.Diversamente, se l'utilizzo dell'abitazione avviene non in base all'evidenziato diritto reale, i coeredi dichiareranno ciascuno la propria quota di proprietà. Ai fini Ici, i coniugi dei figli coeredi non assumono alcuna soggettività tributaria in relazione all'immobile che in quanto ricevuto per successione ereditaria non rientra nella comunione legale dei beni.
A cura di Alfredo Calvano

Mio padre è deceduto il13/09/2009, poichè aveva diverse spese di ristrutturazione edilizia con detrazione del 36% in corso da diversi anni su più appartamenti, vorrei chiedere se tali detrazioni per l'anno 2009 devono essere indicate: da mio padre con il modello Unico oppure dagli eredi (io, mia madre e mio fratello) con la compilazione del nostro 730?
Per gli anni futuri 2010, 2011... andranno indicate dagli eredi?
Nell'ipotesi in cui la morte sia avvenuta entro il 31 dicembre 2009, la detrazione del 36%, per le rate non ancora detratte dal defunto, compete già dalla dichiarazione dei redditi 2010, relativa al 2009, agli eredi proprietari al 31 dicembre (articolo 2, comma 10 legge 23 dicembre 2009, 191) che hanno la detenzione diretta del bene. In particolare risultano applicabili le precisazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare n.15/E del 5 marzo 2003, per cui il beneficio fiscale si trasmette, per le quote non detratte dal defunto, esclusivamente agli eredi che conservano la materiale e diretta detenzione del bene. Nella Circolare n.24/E del 10 giugno 2004 è stato, poi, ulteriormente chiarito che la "detenzione materiale e diretta dell'immobile" sussiste qualora l'erede abbia l'immediata disponibilità del bene, potendo disporre di esso quando lo desideri, a prescindere dalla circostanza che il medesimo immobile sia adibito a propria abitazione principale. Anche in questo caso, è comunque necessario che l'erede sia in possesso della documentazione richiesta dalla norma agevolativa per poter fruire del beneficio (comunicazione preventiva all'inizio dei lavori, alla ASL, fatture e bonifici; C.M. n.17/E/2005).
A cura di Marco Zandonà

Il mio caso è il seguente: data rogito immobile ristrutturato interamente da impresa 23/12/2008 data dia al comune marzo 2007, data inizio lavori settembre 2007, data fine lavori luglio 2008. È possibile usufruire della detrazione 36% su 25% importo indicato su rogito tetto massimo 48.000 rapportando l'importo ai soli mesi 2008 dato che la finanziaria si riferisce ai lavori eseguiti dal 01.01.2008?
Sul punto non esiste un orientamento ufficiale dell'Agenzia delle Entrate e pertanto la risposta si ritiene negativa. In particolare, la detrazione del 36% (nei limiti del 25% del corrispettivo contrattuale, sino a un massimo di €48.000, articolo 2, comma 10, della legge 191/2009, prorogata sino al 30 giugno 2013), si applica in presenza delle seguenti condizioni che prevedono non solo che il rogito avvenga entro il 30 giugno 2013, ma anche che i lavori di recupero integrale del fabbricato siano "eseguiti dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012. Quest'ultima prescrizione normativa sembra escludere dal beneficio fiscale l'acquisto di unità abitative i cui interventi di recupero siano stati avviati precedentemente al 1° gennaio 2008, come nel caso di specie. AS tal fine non si ritiene possibile scorporare i lavori sostenuti primi da quelli sostenuto a partire dal 1 gennaio 2008, anche perché non si tratta di una detrazione analitica ma l'importo detraibile è determinato forfetariamente (25% del corrispettivo di acquisto).
A cura di Marco Zandonà

Un contribuente deve effettuare dei lavori di ristrutturazione sull'abitazione. Ha inviato la comunicazione al centro di Pescara il 18/12/2009 indicando come data inizio lavori 01/01/2010. Il contribuente in questione nel 2009 ha solo sostenuto le spese di un architetto comprovate da apposita fattura del 29/09/2009 pagata con bonifico il 19/10/2009 per il restauro dell'abitazione. La spesa può usufruire della detrazione del 36% nel 730/2010?
La risposta è affermativa tenuto conto che le spese professionali relative alla progettazione e rilascio della dia sono detraibili e che le stesse possono esser sostenute anche prima dell'invio della prescritta comunicazione a Pescara. L'importante è che le stesse siano state pagate con bonifico bancario o postale. Per il resto si applicano le regole dei lavori a cavallo d'anno 2009/2010. In particolare, in ordine all'operatività della detrazione Irpef del 36% per interventi di recupero di immobili residenziali (art.2, comma 10, legge 191/2009), nell''ipotesi di prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti è stabilito che, nel caso in cui l'importo delle spese sostenute in un periodo d'imposta sia relativo alla prosecuzione di un intervento iniziato in anni precedenti, su una singola unità immobiliare, si deve tenere conto, nel computo del limite massimo di spesa ammesso in detrazione (48.000 euro) anche delle spese sostenute negli anni precedenti. La detrazione per i lavori a cavallo d'anno opera a prescindere dall'ultimazione dei lavori sulla base del principio di cassa (data di pagamento con bonifico bancario). . Pertanto per le spese sostenute nel 2009 la detrazione opera a partire dalla dichiarazione da presentarsi nel 2010. Viceversa, per le spese sostenute nel 2010, di prosecuzione dei avori iniziati nel 2009, la detrazione opera a partire dalla dichiarazione 2011 relativa al periodo di imposta 2010 (guida al 36% edita dall'Agenzia delle Entrate e pubblicata su www.agenziaentrate.it).

A cura di Marco Zandonà
Ho un'immobile in comproprietà con mio marito, di cui posseggo il 33,33% e sul quale sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nel 2009, per i quali vogliamo beneficiare della detrazione del 36%. E' stata presentata la DIA a nome di mio marito per opere edili (es. rifacimento tetto, servizi, pavimenti ect.) ed è stata indicata la ditta che ha eseguito i lavori. Nel corso della ristrutturazione però sono intervenute anche altre ditte come la ditta che ha smaltito i materiali edili di demolizione, la ditta che ha eseguito l'impianto elettrico, quella che fornito il materiale per l'impianto di riscaldamento e il geometra che ha seguito il lavoro. Tutti questi altri soggetti hanno fatturato direttamente a nome di mio marito. Premesso che tutte le fatture sono state pagate con bonifico nei modi previsti dalla normativa, chiedo se le fatture delle altre ditte non indicate nella DIA possono beneficiare della detrazione.
La risposta è affermativa ma solo nell'ipotesi in cui i lavori anche se non espressamente indicati nella dia siano strettamente necessari all'esecuzione delle opere abilitate nella dia. E' chiaro se rifaccio il bagno anche le spese del geometra, di smaltimento dei materiali, di rifacimento dell'impianto elettrico risultano detraibili in quanto già contemplate nella dia nella voce "rifacimento servizi). Pertanto la detrazione del 36%, ai sensi dell'art.2, comma 10, legge 191/2009 si applica in relazione a tutte le spese sostenute, anche per opere accessorie, a condizione che i pagamenti delle fatture siano stati eseguiti con bonifico bancario o postale. Se le fatture sono intestate solo al marito il diritto al 36% compete interamente a quest'ultimo.
A cura di Marco Zandonà

Nel 2009 ho installato dei pannelli solare termico (in funzione da fine settembre), sulla casa unifamiliare dove vivo , per produzione acqua calda. La società che ha eseguito il lavoro mi ha fatto una fattura datata 31 dicembre 2009- importo 16.000 €. La fattura l'ho pagata nel febbraio 2010. Per compilazione 730 del 2009 fa fede la data fattura o la data del pagamento e quindi sapere se la detrazione posso farla nel 2009.
La detrazione nel caso di specie opera direttamente dalla dichiarazione dei redditi 2011, relativa al 2010, vigendo il principio di cassa (anno di pagamento con bonifico) ed essendo irrilevante il momento di emissione della fattura. Ai fini del riconoscimento della detrazione del 55% per installazione dei pannelli solari (art.1, commi 20-24, legge 244/2007), infatti, come precisato dall'Agenzia delle Entrate (C.M. 36/E/2007), per i soggetti non titolari di reddito d'impresa, cioè persone fisiche, il beneficio spetta in base al cosiddetto "criterio di cassa", ossia relativamente all'ammontare delle spese pagate con bonifico bancario o postale entro la fine del periodo d'imposta agevolato.
A cura di Marco Zandonà

Non ho da presentare per il 2009 e 2008 spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio per le quali spetta la detrazione del 36% ma usufruisco sempre delle detrazione per le spese fatte nel 2004-2005-2007. Devo documentare dette spese al caf all'atto della presentazione compilata del mod. 730?
Non esiste un obbligo per gli anni successivi ma dipende dal Caf cui ci si rivolge. In sede di presentazione del modello 730 per fruire della detrazione del 36% (art.2, comma 10, legge 191/2009) occorre allegare la relativa documentazione (copia comunicazione al Centro operativo di Pescara, relativi allegati, fatture e bonifici bancari). La documentazione deve essere presentata la prima volta (prima delle 10 rate annuali in cui si effettua il recupero del 36% delle spese sostenute). Per gli anni successivi la documentazione deve essere esibita nuovamente, in genere, ma solo se si cambia il CAF.
A cura di Marco Zandonà

Come va indicato nel quadro B il reddito per una casa acquistata a marzo del 2009 come abitazione principale ma nella quale no ho ancora la residenza? Posso indicare "1" nella colonna 2? Posso portare in detrazione la quota di interessi pagati per il mutuo?
Per beneficiare della deduzione dell'importo pari alla rendita catastale dell'abitazione principale (comma 3-bis articolo 10 Tuir), non è necessario stabilirvi la residenza anagrafica, essendo sufficiente a tale scopo che essa venga adibita a dimora abituale (questa destinazione di fatto può risultare da qualsiasi documentazione idonea come le bollette delle utenze domestiche, oppure da un'autocertificazione) del proprietario o di un suo familiare. Pertanto se risultano soddisfatte queste condizioni il codice da indicare nella colonna utilizzo del quadro B del 730 è ‘1'.Il medesimo utilizzo dell'unità immobiliare è richiesto ai fini della detrazione degli interessi passsivi da mutuo ipotecario, ricorrendo ovviamente tutte le altre condizioni previste dalla lettera b) articolo 15 Tuir.
A cura di Alfredo Calvano

Ho letto che, secondo la finanziaria 2008, ai soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale spetta una detrazione complessivamente pari a 300 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, oppure a 150 euro, se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.987,41 euro. Io dovrò compilare il 730 e consegnarlo al CAF dell'azienda, ma devo consegnar loro anche le ricevute?
La presentazione del 730 mediante un Caf (anche nel caso in cui questo agisca per conto del sostituto d'imposta ) implica la produzione allo stesso degli elementi che giustificano la deduzione/detrazione di oneri e spese.Nel caso della detrazione prevista dal comma 01 dell'articolo 16 Tuir a favore dei contribuenti-inquilini,si ritiene sufficiente la produzione del contratto di locazione e non anche delle ricevute di pagamente dei canoni di locazione.
A cura di Alfredo Calvano

Nel corso del 2009 ho sostenuto circa 2000 Euro di costi notari per donazione abitazione della quale usufruisco come abitazione principale. Tali oneri sono deducibili? In che misura? In quale riquadro del 730 dovrebbero essere inseriti?
Le spese notarili sostenute nell'ambito di una donazione di immobile, adibito ad abitazione principale del donatario, non assumono alcuna valenza di onere deducibile/detraibile a favore di quest'ultimo.
A cura di Alfredo Calvano

Per motivi di lavoro (sono un collaboratore scolastico con contratto annuale) a novembre 2008 ho affittato a Padova un appartamentino, stipulando con il proprietario un contratto di locazione quadriennale stipulato ai sensi della legge 431/98, regolarmente vidimato presso la locale Agenzia delle Entrate, mantenendo però la residenza anagrafica nel mio comune di origine. Il 25 maggio 2009 mi sono sposato e (dal 15 settembre) ho spostato anche la mia residenza a Padova. Nella compilazione del 730 (lo faccio quest'anno per la prima volta) ho inserito nel quadro E - sez. VI, rigo 41 la detrazione con tipologia 3 spettante per 257 giorni al 100% e al rigo E42 la detrazione spettante per gli ulteriori 108 giorni sempre al 100%.
Portando il modello precompilato in un vicino CAF mi è stato comunicato (amichevolmente però) che stavo commettendo un errore perché non mi spetterebbe la detrazione al rigo 41 non risultando io "residente" presso tale appartamento (almeno fino al 15 settembre) e in caso di controllo rischio "la cartella".
Io ero (e sono) convinto che per abitazione principale si intenda la "dimora abituale", cioè dove uno abitualmente vive e questa potrebbe anche non coincidere con la residenza anagrafica, ma neanche voglio rischiare una eventuale sanzione da parte dell'Agenzia delle Entrate.

La detrazione da indicare al rigo E41 con il codice 3 è quella pari a € 991,60,spettante agli inquilini di età compresa fra i 20 e 30 anni con un reddito non superiore € 15.493,71, prevista dal comma 1-ter articolo 16 Tuir. L'ulteriore condizione per il conseguimento del beneficio è che l'inquilino adibisca l'immobile ad abitazione principale.In proposito, il comma 1-quinquies chiarisce che per abitazione principale s'intende quella nella quale il contribuente dimora abitualmente. Questo presupposto (dimora abituale) si può concretizzare anche senza avere nell'unità abitativa la residenza anagrafica,attestando con autocertificazione in base al Dpr 445/2000, che la dimora abituale si trova in luogo diverso da quello risultante dai registri anagrafici.
A cura di Alfredo Calvano

Io e mia moglie abbiamo un mutuo cointestato per la costruzione della prima casa e volevo chiedere se gli interessi passivi si scaricano entrambi al 50% o se uno dei due può scaricarli al 100%.
La detrazione del 19% degli interessi passivi, calcolata su un importo non superiore a 2.582,28,derivanti dal mutuo contratto per la costruzione dell'abitazione principale (comma 1-ter articolo 15 Tuir), va ripartita fra i coniugi cointestatari del mutuo stesso.
A cura di Alfredo Calvano

Ho stipulato un contratto di mutuo finalizzato a ristrutturare l'abitazione principale della quale sono proprietario per un 22%. Una parte del mutuo però l'ho utilizzata per acquistare il restante 78% dell'abitazione, di proprietà di mia madre e dei miei due fratelli. Il notaio nel mutuo ha indicato che la finalità del mutuo è la costruzione della prima casa. Posso detrarre gli interessi passivi? E se si su quale importo?
Poiché la finalità del mutuo, dichiarata nel relativo contratto, è quella della costruzione /ristrutturazione dell'unità abitativa, compete la detrazione degli interessi passivi nella misura del 19%, calcolata su un importo non superiore a € 2.582,28, in base al comma 1-ter articolo 15 Tuir.Intuibilmente,il capitale preso a mutuo deve essere quello occorrente per la ristrutturazione della quota di proprietà del contribuente.
A cura di Alfredo Calvano

Nel quadro E oneri e spese alla sezione III spese per incremento del patrimonio edilizio Per le quali spetta la detrazione del 41% o 36% : se debbo inserire 5 voci devo compilare un secondo modulo e compilare ancora la pagina relativa ai dati del contribuente ?
La risposta è affermativa.Qualora lo spazio disponibile nel singolo modello non sia sufficiente per i dati che è necessario inserire, occorre riempire altri modelli.Allo scopo questi vanno numerati progressivamente nell'apposita casella posta in alto a destra nella prima facciata ove va sempre ripetuto anche il codice fiscale; infine, va riportato il numero complessivo dei modelli compilati nella casella posta in basso a sinistra della quarta facciata dell'ultimo modello compilato (istruzioni a pagina 5, modello 730/2010).
A cura di Alfredo Calvano

Sono proprietaria dell'abitazione principale, ho comperato un appartamento cointestato al 50% con familiare non convivente ad uso esclusivamente nostro, in comune diverso da quello di residenza e per l'acquisto ho stipulato un mutuo intestato esclusivamente a me. Posso detrarre dal 730 gli interessi del mutuo ed avvalermi della detrazione del 36% delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio che sosterrò unicamente io al 100% con le relative fatture intestate solo a me?
La risposta è negativa in relazione alla detraibilità degli interessi passivi, in quanto relativi ad un mutuo stipulato per l'acquisto di un'abitazione che non è quella principale. Questa condizione non è richiesta invece in relazione alla detrazione del 36%, che spetta, in caso di comproprietà dell'immobile oggetto di ristrutturazione, al comproprietario che sostiene la spesa e sia intestatario della documentazione, a prescindere dalla sua percentuale di possesso.
A cura di Alfredo Calvano

Il marito è deceduto nel settembre 2009 comproprietario al 50% dell'abitazione principale e del pertinente box. La moglie eredita il 25%dell'immobile mentre l'altro 25% va alla figlia. La vedova nel 730 deve dichiarare al 100% l'abitazione e il box per i giorni da settembre a fine 2009 , e per i residui giorni al 50% , mentre la figlia non dichiara nulla pur possedendo il 25%?
Se la moglie, coerede, consegue il diritto reale di abitazione sull'immobile (con relative pertinenze) da essa adibito ad abitazione principale, avrà l'incombenza di dichiarare (per l'indicata frazione dell'anno 2009) il 100% della rendita catastale dell'immobile stesso (articolo 26 Tuir) , beneficiando ovviamente nel 730 della deduzione dal reddito complessivo per pari valore (articolo 10 Tuir). Di conseguenza la figlia non assume alcun obbligo dichiarativo in relazione alla sua quota di proprietà così ereditata.
A cura di Alfredo Calvano

Ho due fatture pagate nel 2009 per ristrutturazione (36%). Nelle due fatture c'è scritto: costo manodopera 10.000 euro costo materiale 15.000 euro. L'impresa che mi sta facendo i lavori mi ha detto che nella fattura di saldo che andro a pagare dopo maggio mi verra fatto il dettaglio dei costi dei materiale. quindi la mia domanda è: al caf gli può andar bene solo la fattura riportata qui sopra (senza il dettaglio dei materiali) ?
La separata indicazione in fattura del costo della manodopera (legge 223/2006) è condizione della fruibilità della detrazione del 36%. L'indicazione puntuale dei materiali si ritiene opportuna, ma non essenziale per non incorrere nella decadenza dal beneficio.
A cura di Alfredo Calvano

Nel calcolo degli interessi passivi, quando il mutuo supera il costo della casa, nel costo della casa posso aggiungere per intero anche la fattura del notaio? In caso di risposta affermativa, per tutta la durata del mutuo o solo il primo anno?
Nel caso di capitale ricevuto in mutuo superiore al valore d'acquisto dell'unità abitativa, la detrazione degli interessi passivi è limitata all'importo mutuato corrispondente al valore dell'immobile stesso ( circolare 15/E/2005), secondo la seguente formula : costo di acquisto dell'immobile X interessi pagati: capitale ricevuto in mutuo. Nel costo di acquisto vanno computate (risoluzione 128/E/2005) le spese– che, è importante evidenziare, non sono detraibili – sostenute per l'onorario del notaio per l'acquisto dell'abitazione, per le imposte di registro e ipocatastali, per le spese di mediazione.
A cura di Alfredo Calvano

Potete dirmi se delle spese di ristrutturazione della casa vanno indicate interamente oppure solo ed esclusivamente quelle per il materiale ? Nella fattura hanno suddiviso le spese per il materiale da quelle per la manodopera. Ad esempio: spesa totale 10.000 di cui 3.000 per il materiale e 7.000 per la manodopera. Devvo indicare 10.000: 2 (avendo la separazione dei beni) oppure cosa?
Nell'ambito delgi interventi di rustrutturazione, le spese per la manodopera vanno ,a pena di decadenza dal beneficio, indicate separatamente in fattura (salvo quanto chiarito dalla circolare 11/E/2007), ma la detrazione compete cumulativamente sia in relazione ad esse che in relazione a quelle sostenute per l'acquisto dei materiali. Si ricorda, che sono altresì detraibili le spese di progettazione, sopralluoghi e perizie, oneri di urbanizzazione e ovviamente l'Iva.
A cura di Alfredo Calvano

Una persona fisica ha presentato una Dia per interventi di manutenzione straordinaria nella propria abitazione. All'interno della manutenzione straordinaria, il soggetto in questione deve svolgere altresì dei lavori di manutenzione classificati come ordinari, nello specifico il rifacimento dei pavimenti interni e la sostituzione dei sanitari. Detti interventi di manutenzione ordinaria, in quanto svolti in contemporaneità con la manutenzione straordinaria e resisi necessari da tale intervento straordinario, possono essere ricompresi nel beneficio del 36%?
La risposta è affermativa. Per i lavori di manutenzione ordinaria eseguiti all'interno delle singole unità immobiliari la detrazione del 36% , ai sensi dell'articolo 2, comma 10 legge 191/2009, non si rende applicabile. Tuttavia se si tratti di lavori resisi necessari a seguito di interventi agevolati (es. sostituzione di pavimenti e sanitari a seguito di rifacimento delle tubazioni del o dell'impianto elettrico del bagno), gli interventi più incisivi (manutenzione straordinaria) assorbono quelli meno incisivi (manutenzione ordinaria. CM 57/E e 121/E del 1998).
A cura di Marco Zandonà

Nel caso di morte dell'intestatario dell'agevolazione 55% per risparmio energetico, possono gli eredi che abitano nell'abitazione portarsi in detrazione la spesa sostenuta, e regolarmente certificata, nel 730/2010, essendo le spese sostenute nel 2009 e la morte dell'intestatario avvenuta il 31/3/2010
La risposta è negativa. Con la circolare n.15/E del 5 marzo 2003, è stato precisato che la detrazione del 36% (articolo 2, comma 10 legge 23 dicembre 2009, 191) si trasmette, per le quote non detratte dal defunto, esclusivamente all'erede che conserva la materiale e diretta detenzione del bene. Nella Circolare n.24/E del 10 giugno 2004 è stato, poi, ulteriormente chiarito che la "detenzione materiale e diretta dell'immobile" sussiste qualora l'erede abbia l'immediata disponibilità del bene, potendo disporre di esso quando lo desideri, a prescindere dalla circostanza che il medesimo immobile sia adibito a propria abitazione principale. A tal fine, la detrazione, per l'anno della morte, compete interamente all'erede o agli eredi titolari del diritto alla detrazione al 31 dicembre dell'anno cui si riferisce la dichiarazione. Le stesse conclusioni valgono anche ai fini del 55% per espresso rinvio alle regole di applicazione del 36% (circolare 36/e del 2007). In conclusione, essendo la morte avvenuta il 31 marzo 2010, al 31 dicembre la proprietà dell'immobile oggetto degli interventi di risparmio energetico era del defunto e pertanto, per il 2009 la detrazione compete nella dichiarazione relativa al defunto presentata dagli eredi. Dal 2010 (dichiarazione 2011) la detrazione compete agli eredi per le quote residue.
A cura di Marco Zandonà

A giugno 2010 venderò la mia abitazione per la quale sto godendo dall'anno scorso dei benefici relativi al 55% per risparmio energetico. Quest'anno potrò godere ancora dell'agevolazione, considerato che ad aprile 2010, quando sottoscriverò l'autocertificazione da allegare al mod. 730, l'immobile sarà ancora di mia proprietà?
La risposta è affermativa. Il trasferimento del fabbricato residenziale comporta anche il trasferimento del diritto alla detrazione del 55% (art.1, commi 20-24, legge 244/2007, CM 36/E del 2007) per le quote di detrazione residue Nel caso di specie, essendo l'immobile venduto nel giugno 2010, per la prossima dichiarazione dei redditi 2010 (anno 2009) il diritto alla detrazione compete ancora al venditore proprietario dell'immobile al 31 dicembre 2009.
A cura di Marco Zandonà

Sono in fase di ristrutturazione della abitazione di mia moglie , che sarà abitazione principale di nostra figlia che andrà ad abitare in giugno 2010 e della suocera. Abbiamo fatto la DIA per ristrutturazione e con l'Arch pensiamo di beneficare della detrazione del 36% ed IVA al 10% per il valore max di circa 49.000 €.
Stiamo inoltre definendo anche la sostituzione dei serramenti esterni , il Fornitore dei serramenti con una sua certificazione specifica ci suggerisce di beneficare per questo acquisto del risparmio energetico attivando la detrazione del 55% con IVA al 10% per un valore max di circa 90.000 € Quanto sopra è corretto ? Dobbiamo precisare ulteriori documenti?
Possiamo attivare le detrazioni anche ad altri componenti del nucleo familiare (marito, moglie, figlia). La mia posizione contributiva si complicherà nei prossimi tre anni con una mobilità corta, come posso gestire le deduzione a mio nome dove il mio reddito sarà minimo in questo periodo.

La risposta è affermativa. Si precisa innanzitutto che ai sensi dell'articolo 1, commi 20-24 della legge 244/2007, sono ammesse alla detrazione del 55% le opere di riqualificazione energetica eseguite su fabbricati a condizione che esista un impianto di riscaldamento prima dell'intervento. La sostituzione dei serramenti rientra tra gli interventi agevolati purche si conseguano i limiti di trasmittanza termica previsti dal DM 11 marzo 2008 2008. Il D.M. 19.02.2007 prevede espressamente che la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (art. 1, commi 20-24 della legge 244/2007) non sia cumulabile con le agevolazioni previste da altre disposizioni di legge nazionale per i medesimi interventi (es. detrazione Irpef del 36% per gli interventi di recupero degli edifici abitativi). In tal ambito, la C.M. 36/E/2007 ha però chiarito che stante la possibile sovrapposizione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici con analoghi interventi agevolabili nell'ambito della detrazione Irpef del 36%, in tema di recupero edilizio abitativo, il contribuente può avvalersi per le medesime spese, in via alternativa, dell'una o dell'altra agevolazione, nel rispetto della normativa specifica e degli adempimenti previsti per ognuna di esse. Successivamente, l'Amministrazione finanziaria ha precisato i criteri applicativi del beneficio del 55% nel caso (come quello proposto) in cui, su uno stesso edificio a destinazione abitativa, vengano effettuate opere di ristrutturazione edilizia, agevolate in base alla detrazione Irpef del 36% (art. 2, comma 10 della legge 191/2009), che includano anche lavori per la riqualificazione energetica. Nel ribadire espressamente il divieto di cumulo del beneficio con altre agevolazioni fiscali previste da legge nazionale (ai sensi dell'art. 10 del citato D.M. 19.02.2007), con la R.M. 152/E/2007 è stato chiarito che nel caso in cui, sullo stesso fabbricato abitativo, siano eseguiti interventi di ristrutturazione, già agevolati ai fini del 36%, che comprendano anche lavori diretti al risparmio energetico, il contribuente può scegliere, limitatamente a questi ultimi, di applicare la detrazione del 55%, a condizione che però per le relative spese il contribuente non abbia già usufruito della detrazione del 36%, ed a condizione che nella fattura rilasciata al contribuente vengano individuate specificamente le spese relative ad uno o più interventi finalizzati al risparmio energetico, fermi restando in ogni caso tutti gli adempimenti previsti per l'una e l'altra agevolazione. Per la sostituzione dei serramenti il limite massimo detraibile è di 60.000 euro di detrazione corrispondente ad un importo di spesa massima di € 109.090. la detrazione compete anche in favore del coniuge e dei figli conviventi ma a condizione che gli stessi risultino intestatari delle fatture e abbiano provveduto a eseguire a loro nome i bonifici di pagamento (o il loro codice fiscale comunque risulti nel bonifico).
A cura di Marco Zandonà

Nel corso del 2007 ho eseguito interventi di ristrutturazione nel mio appartamento per Euro 33.146; nello stesso anno l'amministratore ha eseguito lavori sulle parti comuni per i quali mi compete una quota di Euro 7.816, poi nel 2008 io ho continuato i lavori spendendo ulteriori 14.174 Euro, e l'amministratore ha eseguito ulteriori lavori sulle parti comuni per i quali mi compete una quota di 2.371 Euro.
Ai fini del calcolo dell'importo massimo per la detrazione del 36%, le spese di ristrutturazione eseguite da me personalmente nell'appartamento di mia proprietà si sommano a quelle eseguite dall'amministratore sulle parti comuni (per le quali è stata inviata una separata comunicazione al centro di Pescara) per la parte di mia competenza, oppure no? Quanto posso detrarre io di tutto ciò?

Nel caso di specie il limite della detrazione del 36% (art. 2, comma 10 della legge 191/2009) per i lavori eseguiti su parti comuni va tenuto separato dal limite detraibile per i lavori eseguiti all'interno dell'abitazione posseduta. Per ciò che concerne l'intervento edilizio da eseguire sulle parti comuni, si evidenzia che la detrazione fiscale opera autonomamente rispetto a quella spettante per il recupero delle singole unità immobiliari (R.M. 206/E/2007). In particolare, per i lavori eseguiti su parti comuni condominiali, il limite dei 48.000 euro opera in via distinta per ciascuna delle unità presenti nel fabbricato, in relazione alle spese a queste imputate in base alla Tabella millesimale, e si aggiunge all'ammontare massimo di spese detraibili spettante per la ristrutturazione delle singole abitazioni (R.M. 19/E/2008 e R.M. 206/E/2007). In sostanza, trattandosi di lavori di durata pluriennale. Il limite dei €48.000 va calcolato autonomamente per i lavori sulle parti comuni (somma delle spese sostenute nei due anni non deve superare i €48.000 e nel caso di specie siamo a quota €10.187) e per i lavori interni (€47.320 nei due anni 2007 e 2008).
A cura di Marco Zandonà

Nel 2009 ho sostituito i vecchi serramenti usufruendo degli incentivi sul risparmio energetico, in un alloggio di cui condivido la proprietà, al 50%, con mia moglie. La pratica ENEA e la fattura sono entrambe a nome mio, mentre il bonifico risulta effettuato da un conto cointestato. Nel mod. 730 (dichiarazione congiunta) posso chiedere solo io la detrazione, in 5 rate, del 55% per l'intero importo della spesa sostenuta? La locale Agenzia delle Entrate non ha saputo rispondere.
La risposta è affermativa anche se il fabbricato è in comproprietà la detrazione del 55% (articolo 1, commi 20-24 della legge 244/2007) compete interamente al marito ma a condizione che risulti intestatario esclusivo delle fatture anche se il conto cui proviene il bonifico è cointestato (circolare (C.M. n.15/E/2005 e 21/E del 23 aprile 2010).
A cura di Marco Zandonà

Abito ad Alba e ho due figli che frequentano l'università di Torino, uno è al secondo anno e viaggia per comodità di frequenza e di orari, l'altra è costretta a fermarsi per opposti motivi, e si ferma presso un collegio di suore, dove gli fanno una ricevuta di 250 € mensili per pernottamento e contributi vari. Cosa posso detrarre dal mio 730 di tutto quello che spendo sia per i viaggi che per il resto, oltre naturalmente alle tasse universitarie?
Il lettore, che ha due figli all'università, può indicare nel modello 730/2010, per i redditi del 2009, al quadro E, oneri e spese, sezione I, al rigo E18, le spese sostenute per canoni di locazione derivanti da contratti stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, numero 431, o per canoni relativi ai contratti di ospitalità, nonché agli atti di assegnazione di godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. Per fruire della detrazione, l'università deve essere ubicata, oltre che in un comune diverso da quello di residenza, in un comune distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza. L'importo da indicare nel rigo E18 non può essere superiore a 2.633,00 euro. Sempre nella prima sezione, al rigo E13, si possono indicare le spese sostenute nel 2009, anche se riferibili a più anni, per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria, di perfezionamento e/o specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private, in misura non inferiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti italiani. Infine, ai righi E19, E20 ed E21 con il codice 33, si indicano le spese sostenute per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale resi da enti pubblici o da soggetti privati autorizzati al servizio pubblico. Si tratta di spese per le quali spetta la detrazione Irpef del 19% su un importo massimo di 250 euro (pari cioè a 47,50 euro) e, entro questo limite, può essere fruita anche se le spese sono state sostenute per i figli o familiari fiscalmente a carico.
A cura di Salvina Morina e Tonino Morina

L'amministratore del condominio dove abito recapita le dichiarazioni di spesa che poi danno diritto alle detrazioni il 28-30 aprile rendendo così di fatto impossibile (o meglio estremamente difficoltoso) inserire tali documenti di spesa nel 730 da consegnare al datore di lavoro entro il 30 aprile. Questo comporta che per ogni spesa la detrazione può partire solo (dalla seconda rata) l'anno successivo perdendo immancabilmente la prima rata, per la quale si potrebbe, in seguito, presentare istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate. Considerati però gli importi e le complicazioni, spesso non ne vale la pena. A tal proposito la mia domanda è: esiste un termine, previsto dalla legge, entro il quale l'amministratore deve consegnare tali dichiarazioni ai condomini? E se tale termine esiste è prevista una sanzione nel caso di un suo mancato rispetto?
La legge fa carico all'amministratore, nel caso di interventi di mautenzione e ristrutturazione di parti comuni degli stabili da esso amministrati, di provvedere agli adempimenti formali previsti per il conseguimento della detrazione del 36% della relativa spesa, ma non assegna un termine entro il quale egli debba trasmettere a ciascun condomino la relativa documentazione utile e necessaria al conseguimento del beneficio fiscale.Questa eventuale inadempienza rientra nelle violazioni del rapporto di mandato ed è causa di possibile richiesta di risarcimento di danni.
A cura Alfredo Calvano

Ho acquistato nel 2008 una casa in costruzione, facendo un contratto preliminare registrato. Sono andato ad abitare la casa (preso la residenza) nel 2009 (settembre). Ho fatto il rogito nel 2010 (febbraio). Nel 730 non dichiarerò quindi la casa, ma desidero portare in detrazione gli interessi e le spese per il mutuo sostenute nel 2009. Si tratta di: Interessi di preammortamento, pari a ca. 1.200€, versati al costruttore, di cui ho fattura; interessi, dalla data di frazionamento del mutuo (settembre 2009), pari a ca. 300€, sempre versati al costruttore, di cui ho fattura; spese per il mutuo, pari a ca. 1.700€, versate al costruttore, di cui ho fattura. E' corretto inserire la somma di questi importi nel rigo E7 ?
Per la detrazione degli interessi passivi,si ritiene che non debba necessariamente ricorrere la contestualità fra la stipula del mutuo ed il contratto di acquisto dell'unità immobiliare, potendo essere quest'ultima successiva al primo, così come prevede la lettera b) articolo 15 Tuir. E', pertanto, possibile quanto inevitabile che nell'anno d'imposta in relazione al quale si vanno a detrarre in dichiarazione gli interessi passivi relativi al mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale, non venga indicata la relativa rendita catastale (peraltro,come è noto, non imponibile in base al comma 3-bis articolo 10 Tuir).
A cura Alfredo Calvano

Dall'Amministratore del condominio mi è stata trasmessa la ripartizione delle quote, relative ai lavori di ristrutturazione e restauro effettuati nell'anno 2009 riguardo all'immobile di proprietà di mia suocera deceduta nel mese di luglio. E' stata fatta la naturalmente la successione in cui mia moglie risulta erede per il 50% dell'immobile. Come devo registrare - rigo E 33 - l'operazione per l'importo di €. 900.25, su quali colonne e con quale codice fiscale?
Il decesso del contribuente, titolare della detrazione del 36% per spese di ristrutturazione, avvenuto nel corso del 2009, comporta il il trasferimento di tale beneficio fiscale direttamente ed interamente a favore dell erede a partire dal medesimo anno. Conseguentemente, la dichiarazione che dovra' essere presentata da quest'ultimo per conto del de cuius non deve contemplare la detrazione per gli interventi di recupero edilizio (circolare 95/E/2000 punto 2.1.12). Pertanto, la moglie (erede al 50%) indicherà nel proprio 730 al rigo E 33, alla colonna 1 l'anno 2009 di sostenimento della spesa, alla colonna 3 il codice fiscale del condominio,alla colonna 8 va indicato 1 (indicante la prima rata, delle dieci, portate in detrazione), alla colonna 9 va indicato l' importo della spesa sostenuta ridotto al 50%, in ragione della quota di proprietà del dichiarante.
A cura Alfredo Calvano
Nell'anno 2005 ho acquisto un appartamento usufruendo delle agevolazioni fiscali per la 1^ CASA. Nello stesso anno ho richiesto ed ottenuto un mutuo per acquisto prima casa dall'INPDAP (concesso esclusivamente per l'acquisto della 1° abitazione e denominato mutuo per la prima casa). Per l'erogazione del citato mutuo, poiché non ha superato i 45.000,00 euro, non è stata necessaria l'iscrizione di ipoteca. Ora mi chiedo è possibile detrarre gli interessi?
Nei molteplici interventi effettuati dall'Amministrazione finanziaria in materia di detraibilità di interessi passivi da mutuo, è stata sempre affermata la correlazione di questo contratto di finanziamento con una garanzia ipotecaria (che non deve necessariamente essere iscritta sull'immobile oggetto di acquisto, circolare 7/E/2001); che,pertanto, va intesa come una, fra le altre,condizione necessaria al conseguimento del beneficio fiscale.
A cura Alfredo Calvano

Pago mensilmente a mano e in contante l'affitto al proprietario dell'immobile. Per poter scaricare le somme con il 730 di mio padre le ricevute devono avere il bollo? Sono costretta a pagare le somme tramite banca? Il proprietario può fare un'unica ricevuta comprensiva delle somme pagate tutto l'anno?
Il conduttore di unità abitativa per conseguire la detrazione dei canoni di locazione di cui agli articoli 15,lettera i-sexies e 16 Tuir, è libero di scegliere qualsiasi forma di pagamento degli stessi , quindi anche quella in contanti. In relazione alla quale il locatore può emettere anche un'unica ricevuta di pagamento con apposizione di marca da bollo di € 1,81, dovuta su importi superiori a € 77,47 (Dpr 642/72) .
A cura Alfredo Calvano

Mi sembra che, per l'acquisto prima casa, si possa dedurre qualcosa dei costi di agenzia regolarmente fatturati e qualcosa delle spese notarili. Se è così, quali sono gli importi e in quale rigo vanno indicati.
La lettera b-bis articolo 15 Tuir riconosce la detrazione del 19% su un importo non superiore a € 1.000 pagato a titolo di intermediazione immobiliare (escluse quindi le spese notarili) per l'acquisto dell'abitazione principale. La spesa va indicata al rigo E17 del modello 730.
A cura Alfredo Calvano
Gli interessi per rate mutuo con data competenza 2009 ma pagati a Gennaio 2010 vanno in detrazione con i redditi del 2009 o del 2010, ovvero ha priorità la data di competenza o di pagamento?
L'imputazione degli oneri nella dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, che non agiscono come imprenditori, segue il cosidetto criterio di cassa.Pertanto, gli interessi passivi maturati su rate del mutuo nel 2009,ma pagati nell'anno 2010, potranno essere detratti con la dichiarazione da presentare nel 2011.
A cura Alfredo Calvano

Mia moglie ed io siamo proprietari di un immobile da circa 5 anni. Nel 2009 siamo stati trasferiti in un'altra città dai nostri datori di lavoro. Abbiamo mantenuto lì la nostra residenza ma ad ottobre dello stesso anno l'abbiamo affittata. Possiamo detrarre gli interessi del mutuo del 2009 anche se risulta locato l'immobile?
La risposta è affermativa.Qualora la variazione della dimora abituale avvenga per motivi di lavoro, il contribuente titolare del contratto di mutuo potrà continuare a detrarre i relativi interessi passivi ,anche nell'ipotesi in cui l'unità abitativa venga ceduta in locazione (corcolare 15/E/2005).
A cura Alfredo Calvano

Mio figlio lavora in Svizzera con CTR frontaliero, ora ha acquistato casa in Italia, non avendo redditi in Italia non puo' usufruire in nessun modo dei bonus previsti per gli interessi passivi del mutuo,dello sconto per il box e del bonus previsto per le case ecologiche? Non puo' eventualmente recuperare dalla dichiarazione dei redditi dei genitori?
La mancanza di redditi da dichiarare in Italia comporta la perdita di ogni beneficio connesso al sostenimento di spese fiscalmente rilevanti.Neppure i genitori del soggetto non residente potranno subentrare nel predetto beneficio in luogo del figlio, non essendo possibile considerare quest'ultimo fiscalmente a carico dei primi.
A cura Alfredo Calvano

Ho terminato i lavori di ristrutturazione il 30 Novembre 2009. La fattura del saldo è stata emessa il 30 di Dicembre, mentre il pagamento della medesima, con relativo bonifico, è stato effettuato il 10 gennaio 2010. Posso portarla in detrazione nel 730/2009 o devo dichiararla in quello del prossimo anno?
La detrazione delle spese del 36% deve seguire il criterio di cassa e quindi esse rileveranno nel periodo d'imposta in cui sono state sostenute, rappresentato nel caso specifico dall'anno 2010. Quindi andranno dichiarate nel modello 730 da presentare nel 2011.
A cura Alfredo Calvano

Ho comperato a marzo 2009 un appartamento a Roma come "Prima casa" però ho fatto il cambio di residenza (domicilio: in quanto risiedevo sempre a Roma) ad agosto. Vorrei sapere se devo pagare l'irpef per il periodo da marzo ad agosto oppure rientro nelle agevolazioni della prima casa.
Per abitazione principale ai fini dell ‘esenzione da prelievo irpef della relativa rendita catastale, si intende quella in cui il contribuente proprietario, o suo familiare, dimora abitualmente (comma 3-bis articolo 10 Tuir). La dimora abituale non deve necessariamente coincidere con le risultanze dei registri anagrafici; pertanto, se nel caso specificato nel quesito, l'immobile è stato in concreto utilizzato come abitazione principale (circostanza attestabile anche mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) fin dal marzo 2009, la predetta esenzione compete a far tempo da questo mese.
A cura Alfredo Calvano

Ho acquistato due case ,intestandole a due figlie maggiorenni ed a mio carico,di cui una studentessa universitaria.Che obblighi ci sono in merito?le figlie devono presentare dichiarazione dei redditi?le case sono libere.Ho versato l'Ici regolarmente,senza usufruire del vantaggio prima casa,non avendo,loro,domicilio in esse.
In caso di possesso di soli redditi fondiari (terreni e fabbricati) il cui ammontare non supera € 500, non ricorre l'obbligo di presentazione della dichiarazione.
A cura Alfredo Calvano

Sono uno studente di 19 anni. I miei genitore mi hanno comprato un piccolo monolocale e vorrei sapere se i miei genitori possono scaricare del loro 730 , gli interessi , visto che il mutuo lo pagano loro.
La risposta è negativa.Affinchè possa essere conseguita la detrazione degli interessi passivi, oltre alle altre condizioni richieste dalla norma , occorre che il beneficiario risulti essere sia contraente del mutuo che proprietario dell'immobile.
A cura Alfredo Calvano

Mia figlia abita in un alloggio con contratto 4+4 anni come da legge 431 dove ha il proprio domicilio, la sua residenza è tutt'ora nell'abitazione dei genitori. può fruire comunque della detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale?
La risposta è affermativa.Il comma 1-quater dell'articolo 16 Tuir specifica che per abitazione principale s'intende quella nella quale il titolare del contratto di locazione o un suo familiare dimorano abitualmente. La dimora abituale non deve necessariamente coincidere con le risultanze dei registri anagrafici; pertanto, se nel caso specificato nel quesito, l'immobile è stato in concreto utilizzato come abitazione principale (circostanza attestabile anche mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà),la figlia potrà beneficiare della detrazione come conduttore dell' immobile abitativo, prevista dal citato articolo 16.Per completezza si specifica che la residenza anagrafica è richiesta da questa norma soltanto nell'ipotesi di cui al comma 1-bis, in relazione ai contratti stipulati da lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro.
A cura Alfredo Calvano
È possibile dedurre le spese di affitto per una autorimessa sita nelle vicinanze della residenza ?
La risposta è negativa. Le detrazioni di cui all'articolo 16 Tuir sono riconosciute ai conduttori di immobili destinati ad abitazione principale e non anche di immobili destinati ad uso diverso, sebbene pertinenze dell'abitazione principale stessa.
A cura Alfredo Calvano

Io ero proprietario al 100% di un immobile (prima casa) acquistato con mutuo, per il quale ho pagato sei rate nel 2009 con un totale di 1.500 euro di interessi. Ho venduto l'immobile a fine giugno e subito dopo ho acquistato un nuovo immobile, prima casa, cointestato con mia moglie, sul quale grava un nuovo mutuo anch'esso cointestato e per il quale abbiamo pagato tra oneri notarili ed interessi più della detrazione ammessa. Vorrei sapere se è corretta la mia ipotesi di dichiarare oneri per 1.500 (primo mutuo) + 2.000 (secondo mutuo) per me, e 2.000 (secondo mutuo) per mia moglie.
La risposta è negativa. Il limite di interessi passivi da mutuo di € 4.000 (compresivo di oneri accessori), sul quale calcolare la detrazione del 19%, deve considerarsi inderogabile e compete nel caso specifico, ai coniugi nella misura massima di € 2.000 ciascuno.
A cura di Alfredo Calvano

Dovendo dichiarare nel 730, Quadro B, il reddito da affitto a canone concordato, come devo procedere, visto che nelle istruzioni non se ne parla ? L'affitto annuo per il 2009 ammonta a 400 Euro/mese, pari a 4.800 Euro/anno. Nel sito dell'agenzia delle entrate ho trovato uno schema ma non mi è chiaro come vada applicato.
Nel caso di contratto di locazione a canone convenzionale (legge 431/98 articolo 2, comma 3 e articolo 5, comma 2) relativo ad un immobile insistente in comune ad alta densità abitativa (l'elenco è riportato in appendice alle istruzioni del modello 730), nel quadro B, dopo avere indicato alla colonna 1 la rendita catastale (non rivalutata), va trascritto alla colonna 2 il codice ‘8' (indicante la tipologia del contratto convenzionale), alla colonna 3 il periodo di possesso espresso in giorni, alla colonna 4 la percentuale di possesso; alla colonna 5 va indicato l'importo del canone di locazione annuo ridotto del 15%, alla colonna 8 il codice catastale del comune (l'elenco è riportato in appendice alle istruzioni) ove si trova l'immobile, alla colonna 9 l'ICI relativa all'immobile dovuta per il 2009. È importante evidenziare che, attesa la tipologia del contratto di tipo convenzionale di immobile collocato in comune ad alta densità abitativa, compete un ulteriore abbattimento del 30% (complessivamente 45%) del canone indicato alla colonna 5 : a questo scopo occorre compilare la sezione II del quadro B, riportando alle colonne 3,4 e 5, rispettivamente data, numero e codice Ufficio di registrazione del contratto, nonché alla colonna 6 l'anno di presentazione della dichiarazione ICI relativa all'immobile.
A cura di Alfredo Calvano

È possibile detrarre le spese di intermediazione di agenzia immobiliare sostenute in qualità di venditore? Seguono le stesse regole previste nel caso di un acquirente? In quale rigo vanno imputate e quanto si può detrarre?
La risposta è negativa. Stante il tenore letterale della disposizione (lettera b-bis articolo 15 Tuir), la detrazione del 19% su un importo non superiore a € 1.000, pagata a soggetti di intermediazione immobiliare, compete solo all'acquirente (che la dovrà adibire l'immobile a propria abitazione principale) e non anche al venditore.
A cura di Alfredo Calvano

A breve inizierò i lavori per il recupero di un sottotetto ubicato nel fabbricato di proprietà dei miei genitori, la pratica Dia che ho presentato al Comune per l'autorizzazione è stata fatta a nome loro, mentre io mi accollerò tutte le spese derivanti dai lavori, usufruendo della detrazione del 36%. Per eseguire i lavori ho contratto a mio nome, un mutuo ipotecario (l'ipoteca è stata firmata dai miei genitori); vorrei sapere se gli interessi passivi che mi derivano da questo mutuo possono essere da me portati in detrazione nel mod. 730, anche se la proprietà dell'immobile risulta dei miei genitori.
La risposta è negativa. Affinchè sia possibile beneficiare della detrazione del 19% degli interessi passivi , su un importo massimo di € 2.582,28 pagati in relazione al mutuo per ristrutturazione dell'abitazione principale, occorre (fra le altre condizioni) che il contribuente sia nel contempo contraente del mutuo e proprietario dell'abitazione: al figlio, nel caso specifico, manca quest'ultimo requisito soggettivo.
A cura di Alfredo Calvano

Il mio dubbio nasce dal fatto che le spese regolarmente pagate e documentate e relative all'adeguamento tecnico dell'ascensore , sono riferite ad un appartamento di cui ero proprietario al momento della realizzazione dei lavori ma che ho poi venduto. Ora , a 2 anni dalla vendita posso continuare a richiedere un rimborso parziale (36%) sul modello 730 che mi accingo a preparare ? Vi faccio questa domanda perchè già l'anno scorso (anno in cui non ero più proprietario) ho usufruito del suddetto rimborso ma non vorrei ... averne usufruito senza averne diritto . L'impiegato del CAF era sicuro di questa possibilità ma il commercialista di un collega ... dice invece che "vendendo la casa ho venduto anche il rimborso"
Si conferma quanto considerato del consulente fiscale circa la perdita del diritto da parte del venditore a beneficiare delle residue quote di detrazione del 36%, relative alle spese di ristrutturazione dell'immobile, a decorrere dall'anno in cui esso è stato venduto, poiché il predetto diritto si trasmette all'acquirente.
A cura di Alfredo Calvano

Ho acquistato un immobile a Giugno 2009 con contestuale accensione di mutuo. La residenza l'ho trasferita nell'imobile a febbraio 2010 e quindi entro 12 mesi. Nella Compilazione del 730 posso già portare in detrazione gli interessi passivi e tutti gli altri oneri detraibili anche se la residenza è stata variata quest'anno?
Nel caso prospettato compete la detrazione degli interessi passivi da mutuo ipotecario, sostenuti nel corso del 2009, in quanto risulta verificato il presupposto temporale dell'utilizzo ,che deve avvenire ‘entro' un anno dall'acquisto, dell'immobile come dimora abituale per sé o un proprio familiare (lettera b articolo 15 Tuir).Peraltro, il predetto utilizzo non deve necessariamente coincidere con la residenza anagrafica.
a cura di Alfredo Calvano

Mio padre è deceduto il 13/09/2009; poichè aveva diversi importi in corso di ristrutturazione edilizia (con detrazione 36%), chi deve indicare questi importi per l'anno 2009:
1. io come erede nel mio 730
2. mio padre col modello unico
3. entrambi, mio padre per 8/12 e io per 4/12.

Il decesso del contribuente, titolare della detrazione del 36% per spese di ristrutturazione, avvenuto nel corso del 2009, comprta il il trasferimento di tale beneficio fiscale direttamente ed interamente a favore dell erede a partire dal medesimo anno. Conseguentemente, la dichiarazione che dovra' essere presentata da quest'ultimo per conto del de cuius non deve contemplare la detrazione per gli interventi di recupero edilizio (circolare 95/E/2000 punto 2.1.12).
a cura di Alfredo Calvano

Vorrei chiedere se è possibile detrarre le spese di ristrutturazione del mio alloggio effettuate nel 2009,il Caf non le accetta tutte in quanto in alcune manca nel bonifico della banca la dicitura bonifico per ristrutturazione edilizia ed il mio codice fiscale ( mi ero scordato di dire allo sportello della banca al momento di effettuare il bonofico che erano per la ristrutturazione ). In banca dopo 6 mesi mi hanno detto che non possono piú fare niente ed all'Agenzia delle Entrate anche.
Nel caso in cui il bonifico risulti incompleto della dicitura che fa riferimento alla spesa di ristrutturazione, può essere ugualmente ritenuto valido purché il contribuente sia in grado di dimostrare che la spesa stessa si riferisca ad un intervento di ristrutturazione (Circolare 12 maggio 2000, n. 95, risposta 2.1.3). Purtroppo, resta essenziale l' indicazione del codice fiscale delle parti (circolare 122/E/1999, risposta 4.4), anche se l'amministrazione finanziaria (risoluzione 300/E del 15 luglio 2008) ha dato un segnale di apertura circa questa omissione, ammettendo – sebbene per un un'ipotesi circoscritta - la validità del bonifico e quindi la possibilità della detrazione anche nel caso di omessa indicazione di codici fiscali.
a cura di Alfredo Calvano

Ho effettuato una surroga del mio mutuo relativo alla prima casa, la parcella del notaio per il nuovo contratto di mutuo mi e' stata rimborsata dalla nuova banca. Posso comunque portarla in detrazione avendo una fattura a me intestata? Ovviamente sempre nei limiti dei 4000 euro annui.
La risposta è negativa.La parcella notarile in quanto non rimasta a carico del contribuente, è da considerarsi per lo stesso indetraibile.
a cura di Alfredo Calvano

Nel caso di possesso di due box auto, aventi ciascuno la propria rendita catastale, e un solo appartamento il codice di utilizzo da indicare nel quadro B per il secondo box è 9?
A decorrere dalle dichiarazioni 2010 (Unico Pf e 730) la codicistica che qualifica l'utilizzo delle tipologie immobiliari del quadro B è stata significativamente ampliata, attribuendo al codice 9 un contenuto residuale rispetto agli altri, e riservando solo alle pertinenze di immobili tenuti a disposizione il codice 11.Per le pertinenze dell'abitazione principale deve invece essere utilizzato il codice 5, che si ritiene (favorevolmente) attribuibile anche al caso prospettato nel quesito, non essendo di ostacolo la circostanza che si tratti del possesso di un secondo box.
a cura di Alfredo Calvano

Io e mia moglie presentiamo una dichiarazione congiunta. Abbiamo tre figli e due di questi hanno l'abbonamento dell'autobus, per andare a scuola, dell'importo di 160 euro ciascuno. Devo indicare nella mia dichiarazione il massimo di 250 euro, oppure posso indicare 160 euro nella mia e 160 in quella di mia moglie?
Sia nel modello 730 congiunto, sia nel modello Unico, si possono indicare "le spese sostenute per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale resi da enti pubblici o da soggetti autorizzati al servizio pubblico". Nel modello 730/2010, per i redditi del 2009, queste spese si possono indicare, utilizzando il codice "33" ai righi E19, E20 o E21. Si tratta di spese per la quali spetta la detrazione Irpef del 19%. La detrazione spetta su un importo massimo di 250 euro e, entro questo limite, può essere fruita anche se le spese sono state sostenute per i figli o familiari fiscalmente a carico. Se queste spese sono state sostenute per più persone, l'importo massimo sul quale spetta la detrazione non può superare complessivamente il limite di 250 euro.
La detrazione massima fruibile è perciò pari al 19% di 250 euro, cioè 47,50 euro. Nel caso del lettore, se le spese sono state sostenute da entrambi i genitori, in parti uguali, la detrazione massima di 47,50 euro spetta per la metà a ciascuno dei genitori. In pratica, ogni genitore avrà diritto a uno sconto Irpef massimo di 23,75 euro, che in dichiarazione si arrotonda a 24 euro. Le spese da considerare sono quelle sostenute nell'anno 2009, anche se si riferiscono ad abbonamenti che scadono nel 2010.
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina

Quale è l'ammontare massimo detraibile per spese di istruzione. Ho pagato per mia figlia nel 2009 circa 7.900 euro per una università privata italiana.
La detrazione Irpef del 19% spetta in relazione alle spese sostenute per l'università privata, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali. Se, ad esempio, la spesa per le tasse e i contributi statali è stabilita in 3.000 euro, è questo il limite di spesa massimo convertibile nella detrazione del 19%, pari cioè a uno sconto Irpef di 570 euro. Le spese scolastiche possono ridurre il peso dell'Irpef. Il debito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) può essere ridotto o azzerato dagli oneri deducibili e dalle detrazioni d'imposta spettanti al contribuente. Per "onere deducibile", si intende l'importo che si può sottrarre dal singolo reddito o dal reddito complessivo. Per detrazione, si intende la sottrazione di un importo dall'imposta, che da "imposta lorda" diventa "imposta netta". Sono previste detrazioni d'imposta per carichi di famiglia, per reddito di lavoro dipendente o di lavoro autonomo, per alcune spese ("oneri") sostenute dal contribuente, e per canoni di locazione. Per le spese scolastiche è prevista la detrazione del 19% in relazione alle spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali. Per i redditi del 2009, modello 730/2010 o Unico 2010, sono detraibili tutte le spese sostenute nel 2009, anche se riferite a più annualità. Lo sconto Irpef del 19 per cento spetta inoltre per le spese sostenute relative a corsi di perfezionamento post universitari, presso l'università, nonché per le spese sostenute per i master universitari. Lo sconto Irpef per i master spetta a condizione che gli stessi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione e che siano gestiti da istituti universitari pubblici o privati. Per i master gestiti da università private, lo sconto del 19% spetta per un importo non superiore a quello stabilito per tasse e contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali italiani.
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina

Vorrei sapere se mi è possibile scaricare gli interessi del mutuo della prima casa di mia figlia che è residente a Roma ma è ancora a carico mio, che sono residente a Tolfa (RM) e ho già una casa di proprietà, sono anche commutuatario della sua casa.
La risposta è negativa. Nel caso del lettore, con la casa intestata alla figlia e il mutuo intestato alla figlia e al padre, è escluso che il padre, non intestatario della casa, possa fruire dello sconto Irpef del 19% sugli interessi del mutuo, anche se la figlia è fiscalmente a carico. Al riguardo, nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2010, per i redditi del 2009, alla voce "interessi passivi", si legge che "nel rigo E7 vanno indicati gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l'acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, la detrazione spetta al contribuente acquirente e intestatario del contratto di mutuo, anche se l'immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare(coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado). In caso di separazione legale, anche il coniuge separato, finché non interviene l'annotazione della sentenza di divorzio, rientra tra i familiari. In caso di divorzio, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la quota di competenza, se nell'immobile hanno la propria dimora abituale i suoi familiari. La detrazione spetta su un importo massimo di euro 4.000,00, in caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più contratti di mutuo, questo limite si riferisce all'ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di rivalutazione sostenuti. Se invece il mutuo è contestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene interamente la spesa può fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi".
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina

Come lavoratore dipendente con familiari a carico, negli anni passati ho presentato il modello 730 con moglie e figlia a carico 100%; nell'anno 2009, il coniuge ha effettuato un lavoro stagionale (part-time) per mesi tre superando di poco la cifra di 2.840,51 euro. Chiedo pertanto se devo dichiarare il coniuge sul mio 730 per fruire delle detrazioni (mutuo prima casa, spese mediche, eccetera)? O il coniuge deve presentare il suo 730 e dichiararla non più a carico?
Il coniuge che ha superato il limite di reddito di 2.840,51 euro non è più fiscalmente a carico. Il "superamento" del predetto limite comporta altresì che le spese per gli interessi passivi sul mutuo prima casa, dovranno essere ripartite fra i due coniugi. Rimane fermo che la detrazione del 19% sugli interessi passivi pagati nell'anno 2009, per il mutuo casa, spetta su un importo massimo di 4.000 euro. Questo significa che i coniugi non fiscalmente a carico l'uno dell'altro e intestatari in parti uguali del mutuo, possono indicare al massimo un importo di 2.000 euro ciascuno e fruire di una detrazione massima di 380 euro ciascuno (il 19% di 2.000 euro).
La detrazione per i figli a carico è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.
Nel caso di coniugi non fiscalmente a carico l'uno dell'altro, la detrazione relativa alle spese mediche per i figli a carico spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa.
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina

In una situazione come la mia dove entrambi i coniugi lavorano con reddito totale della moglie circa un sesto rispetto al mio, dove conviene collocare i due figli a carico con relative spese mediche, scuola, sport eccetera. 100% al sottoscritto oppure 50% - 50%?
La detrazione per i figli fiscalmente a carico, che possiedono cioè un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro, è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.
Nel caso di coniugi non fiscalmente a carico l'uno dell'altro, la detrazione relativa alle spese mediche per i figli a carico spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa.
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina

Nel 2009 ho frequentato l'ultimo anno della SICSI (scuola interuniversitaria Campana di specializzazione all'insegnamento) ed ho iniziato a lavorore dal mese di settembre percependo un reddito lordo di poco superiore ai 7.000 euro. Posso presentare il 730, anche se finisco di lavorare a giugno 2010? Per i precedenti mesi mia mamma può usufruire delle detrazioni per i figli a carico? Posso scaricare io o mia mamma la rata della SICSI?
La persona che nell'anno supera il limite di 2.840,51 euro, anche se il reddito lo ha conseguito negli ultimi mesi dell'anno, è escluso che possa essere fiscalmente a carico di altre persone, nel caso specifico della madre. La madre non può perciò fruire di alcuna detrazione, nemmeno per i mesi precedenti dell'anno, visto che il figlio, nell'anno 2009, ha superato il limite di reddito di 2.840,51 euro. Il modello 730 può essere presentato al proprio sostituto che ha scelto di prestare assistenza fiscale, a un centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati o a un professionista abilitato (iscritti negli albi dei consulenti del lavoro e dei dottori commercialisti e esperti contabili). In caso di contratti di lavoro a tempo determinato inferiore all'anno il contribuente può rivolgersi:
• al proprio sostituto, se il rapporto di lavoro dura almeno da aprile a luglio 2010;
• a un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro dura almeno da giugno a luglio 2010 e conosce i dati del sostituto che effettuerà il conguaglio.
Il personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato può presentare il modello 730 al proprio sostituto, a un CAF-dipendenti o ad un professionista abilitato se tale contratto dura almeno dal mese di settembre 2009 al mese di giugno 2010 (circolare 16/E del 27 marzo 2010). Il figlio, che a giugno 2010 cessa il rapporto di lavoro, se non rientra nella predetta categoria del personale della scuola, è escluso che possa presentare il modello 730/2010. In ogni caso, le spese sostenute nell'anno 2009 dal figlio che ha superato il limite di 2.840,51 euro sono deducibili o detraibili per la propria dichiarazione. La madre non può fruire di alcuna detrazione o deduzione, in quanto il figlio non è fiscalmente a carico.
a cura di Salvina Morina e Tonino Morina