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Domani via libera del Cdm al primo decreto attuativo del federalismo

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19 maggio 2010

Alla fine l'ha spuntata la Lega. Il primo decreto attuativo del federalismo andrà in porto nei termini. Sul provvedimento che trasferisce dallo stato alle regioni e agli enti locali il possesso (e in alcuni casi la proprietà) di palazzi, porti, spiagge, fiumi e caserme, oggi pomeriggio, è giunto il via libera della commissione bicamerale. Mentre è atteso per domani l'ok definitivo del Consiglio dei ministri. In modo da consentire al governo di rispettare la dead line del 21 maggio fissata dalla legge delega.

È un sì condizionato quello espresso dall'organismo parlamentare guidato da Enrico La Loggia (Pdl). Condizionato all'accoglimento delle oltre 30 condizioni contenute nel parere firmato dal relatore pidiellino Massimo Corsaro e da quello democratico Marco Causi e su cui si sono espresse a favore la maggioranza e l'Idv laddove il Pd si è astenuto e i centristi hanno votato contro. In realtà si tratta di un semplice pro forma visto che il testo atteso domattina sul tavolo di Palazzo Chigi conterrà tutte le modifiche proposte dal tandem Corsato-Causi.

Soddisfazione per le scelte della bicamerale è stata espressa dal ministro delle Riforme Umberto Bossi che ha parlato di prima «tappa molto importante». D'accordo il titolare della Semplificazione Roberto Calderoli che ha annunciato per l'inizio di giugno l'arrivo del secondo decreto attuativo (quello sull'autonomia impositiva degli enti locali). In favore del provvedimento si è pronunciato anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro «perché con questa riforma il paese avrà dei vantaggi e non certo dei costi aggiuntivi».

Più tiepido invece il Pd che, attraverso il suo capogruppo in commissione Walter Vitali, ha sottolineato: «Il decreto che risulterà dal parere che ci viene ora sottoposto è profondamente diverso da quello originariamente proposto dal governo, e questo grazie anche al contributo del nostro gruppo. Ciò nonostante – ha ribadito – i motivi di insoddisfazione sono ancora tanti e confesso questa volta siamo stati molto tentati dall'esprimere voto contrario».

A rendere più piena la vittoria del Carroccio ha contribuito anche l'inserimento nel testo della previsione che i laghi di ambito sovraregionale potranno passare alle regioni interessate in presenza di un accordo tra le stesse. A differenza dei fiumi che, insieme alle reti statali (stradali, ferroviarie ed elettriche), resteranno allo stato. Ciò significa che, se non sul Po, le mire dei governatori leghisti potranno estendersi almeno sul lago di Garda.

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19 maggio 2010
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