«Siamo sicuri del vostro aiuto nella lotta all'evasione». Attilio Befera, il direttore dell'agenzia delle Entrate, conclude con queste parole il suo intervento davanti a 1.500 dottori commercialisti riuniti a Roma, all'auditorium della Conciliazione, per la terza conferenza nazionale di categoria. Befera aveva iniziato in salita: tra i commercialisti bruciava ancora l'accusa lanciata a febbraio, alla Camera, contro i professionisti «che agevolano l'evasione».

E poi pesa la quotidianità del rapporto con il Fisco, fatto di code agli uffici e di adempimenti per cui fino all'ultimo mancano istruzioni o modelli. Il direttore dell'Agenzia, dunque, va subito al cuore del problema. «Gli intermediari – dice – costituiscono un anello essenziale tra amministrazione e contribuenti. Anche grazie ai professionisti la macchina fiscale è cambiata in meglio. Il sistema – ammette – è complesso ma l'Agenzia è impegnata nella semplificazione degli adempimenti». Tra gli esempi, Befera cita il cassetto fiscale, che dà ai contribuenti la possibilità di verificare, dal computer di casa, la propria situazione e poi «Civis» il canale telematico di comunicazione tra Entrate e professionisti.

A Befera, comunque, interessa sottolineare la collaborazione con i commercialisti. «Proprio oggi ho firmato una circolare sulla deducibilità ai fini di imposte dirette e Irap dell'Iva non detratta relativa a prestazioni di alberghi e ristoranti. Abbiamo condiviso i ragionamenti espressi più volte dai commercialisti». Befera, infine, prospetta quello che potrebbe essere un nuovo ruolo qualificante della categoria: l'aiuto all'amministrazione sul piano dei controlli, con certificazioni di regolarità fiscale. La strada è già tracciata. «Con il visto di conformità per le compensazioni ai fini Iva – ammette – abbiamo avuto risultati notevoli nella lotta contro gli indebiti».

Su questi presupposti continuerà il confronto con i commercialisti, anche perché il presidente del Consiglio nazionale Claudio Siciliotti insiste sulla dimensione sociale ed etica della professione. «Mettiamo a disposizione il nostro sapere tecnico – dice Siciliotti – abbiamo come obiettivo il bene comune».

Siciliotti rilancia l'appello alla riforma fiscale, con una riduzione effettiva dalla pressione. Il punto di partenza è il taglio progressivo del debito e la lotta all'evasione (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). La correttezza tra fisco e contribuente deve essere alla base della riforma: per Siciliotti va rafforzato lo Statuto, i condoni devono essere approvati con le maggioranze qualificate necessarie per le modifiche costituzionali; infine, la tassazione dei proventi che derivano da prestazioni rese alla pubblica amministrazione deve avvenire solo al momento dell'incasso e non per competenza.

Tra gli ospiti della Conferenza (si veda anche l'altro articolo) anche il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua. «È la prima volta che un presidente dell'Istituto partecipa a un'assemblea dei commercialisti», esordisce. «Anche in quest'anno, dominato da ristrutturazioni aziendali e domande di cassa integrazione, sono pochi i commercialisti che hanno bussato alle sedi dell'istituto. Eppure, noi ci occupiamo non solo di pensioni e assistenza ma anche di aziende. Sono qui per chiedere la vostra collaborazione». A giorni, sul modello di quanto avviene sul piano fiscale, partirà il tutoraggio Inps per le grandi aziende: si tratta di un'azione di consulenza per 3mila imprese, che versano in media oltre 300mila euro di contributi mensili. La platea è stata selezionata tra realtà che hanno evidenziato incongruenze nei versamenti.

 

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