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16 settembre 2007

«Bisognava escludere dalla gara i Big delle Tlc
di Gianluigi Torchiani

Alessandro BottoniNon tutti sono favorevoli al metodo individuato dal ministero delle Comunicazioni per sviluppare lo standard WiMax. In molti, a cominciare dal comico genovese Beppe Grillo, denunciano il rischio che il bando di gara si possa trasformare in un gigantesco affare per le imprese di telecomunicazione e in uno sostanziale scippo dei diritti degli utenti. Della vicenda WiMax si occupa da tempo un movimento, denominato Partito Pirata, che si occupa della difesa dei diritti digitali dei consumatori. Il Sole24Ore.com ha intervistato Alessandro Bottoni, vicepresidente del Partito Pirata.

Che cos'è il Partito Pirata? Perchè pensate che il WiMax possa essere la soluzione al problema del digital divide?
In realtà non siamo ancora un partito, ma solo una associazione che si pone l'obiettivo di fondare un partito politico dedito alla difesa dei diritti digitali dei cittadini. Riguardo alla questione WiMax, riteniamo che possa essere la soluzione ideale per risolvere l'annoso problema del digital divide italiano perchè si tratta dell'unico sistema in grado di superare le difficoltà che derivano dalla natura molto accidentata del nostro territorio. L'Italia è infatti un paese prevalentemente montuoso e con una forte dispersione della popolazione sul territorio. Non è facile pensare a soluzioni via cavo o via laser (line-of-sight) per risolvere il problema. Ci vuole un sistema radio a lunga portata, cioè il WiMax.

Il simbolo del Partito PirataIn questi anni, su scala locale, è mai stato attivo un sistema di rete wimax? Se sì, quali sono state le indicazioni?
Nonostante quello che si legge spesso sui giornali, in Italia non è mai stato attivo un sistema WiMax nella pratica. Sono solo state fatte delle sperimentazioni tecniche ed alcune prove con un insieme selezionato di clienti. Le voci di reti Wimax messe in piedi dai comuni, specialmente nelle aree montane, sono inesatte: si tratta quasi sempre di reti Wi-Fi tradizionali, non di WiMax. I risultati delle prove tecniche sono stati incoraggianti, anche se non esaltanti. La portata effettiva di questi sistemi si è rivelata essere nettamente inferiore ai 50 km previsti ma comunque più che sufficiente a coprire una intera vallata con una o due antenne. Anche la "larghezza di banda" si è rivelata inferiore al previsto ma comunque più che sufficiente per le esigenze delle aree montane e delle zone meno abitate della penisola.

Entro pochi giorni dovrebbe uscire il bando di gara del Ministero delle Comunicazioni per l'assegnazione delle frequenze WiMax. Cosa ne pensate?
Siamo molto, molto delusi. Il ministero delle Comunicazioni ha ipotizzato l'uso di un'asta al rialzo per l'assegnazione delle frequenze. Questo vuol dire che saranno sempre i soliti operatori ad accaparrarsele, Telecom in testa. Una volta acquisite queste licenze, Telecom e gli altri operatori rivenderanno la connessione Wimax allo stesso folle prezzo delle attuali connessioni Umts e Hsdpa, azzerando ogni possibile vantaggio di questa tecnologia..

Siete perciò contrari all'ingresso di Telecom e degli altri operatori telefonici in questo settore?
Se si volevano veramente fare gli interessi dei cittadini, bisognava come prima cosa escludere dalla gara per il WiMax le aziende che già possiedono altri tipi di reti telefoniche. Ciò che è successo recentemente ad alcune aziende che rivendevano i servizi di Telecom, come Elitel (un operatore alternativo impegnato in una vertenza legale con Telecom, ndr), dovrebbe far riflettere. Non ci potrà mai essere vera concorrenza se non ci sarà prima una reale divisione di ruoli tra chi gestisce la rete e chi vende i servizi. Nel caso del WiMax, Telecom rischia di diventare subito il principale operatore di mercato, ricreando la sua abituale posizione dominante anche in questo nuovo settore.

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