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Capire la Borsa
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Marco Liera (Milano, 1965) è responsabile di «Plus24», il settimanale del «Sole-24 Ore» del sabato dedicato alla finanza e al risparmio, e della sezione «Risparmio & famiglia» nell'edizione domenicale. Al «Sole-24 Ore» dal 1992, ha sempre curato l'area investimenti e finanza del quotidiano. E' docente al biennio del corso di laurea in Discipline Economiche e Sociali (DES) dell'Università Bocconi di Milano, e alla Facoltà di Economia dell'Università di Parma. È autore di libri di investimenti e finanza editi dal «Sole-24 Ore», l'ultimo dei quali è «Capire la Borsa» (ed. 2000 e 2005, con Andrea Beltratti). Si è laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi di Milano nel 1990.
marco.liera@ilsole24ore.com
Quegli hedge fund che guadagnano anche quando la Borsa va male
23 aprile 2007
Il mese scorso una società di gestione americana, la Rydex Investments, ha lanciato sul mercato statunitense un nuovo fondo comune destinato ai risparmiatori che replica le strategie di gestione "managed futures" degli hedge funds che fino a oggi erano di esclusivo dominio dei grandi investitori. Il fondo ha l'obiettivo di seguire, utilizzando obbligazioni strutturate, la performance dell'indice Standard & Poor's Diversified Trends Indicator (S&P DTI) ; si tratta di un indice particolare, perché è il risultato di un algoritmo della società Alpha Financial Technologies che prevede l'assunzione disciplinata di posizioni lunghe e corte al 50% su futures valutari e finanziari e al 50% su futures in commodities. I futures, come è noto, sono contratti che prevedono l'impegno a consegnare certi beni o variabili (commodities, valute, indici, tassi di interesse, titoli vari) a una certa data. Essi consentono con piccoli capitali di prendere posizioni lunghe o corte su questi beni sottostanti, il cui andamento non è reciprocamente correlato. Il risultato dell'algoritmo dell'indice S&P DTI è infatti una performance che nel periodo gennaio 1985-dicembre 2006 ha mostrato una correlazione molto bassa (-0,078) con l'indice S&P500 della Borsa Usa e con l'indice Lehman Aggregate Bond delle obbligazioni americane (0,038). Nello stesso periodo, l'S&P DTI ha offerto un rendimento annualizzato dell'11,04% con una volatilità di 6,01, mentre l'S&P500 ha dato un ritorno del 12,93% con un rischio del 14,88, e infine il Lehman Aggregate Bond ha generato una performance annua dell'8,33% con una deviazione standard di 4,35.
Questo indice, quindi, rappresenta una classe di investimento dal profilo rischio rendimento slegato da quello delle attività finanziarie tradizionali. Calcolato a partire dal gennaio 2004, troverà sempre maggiore utilizzo anche tra gli investitori privati che vogliono crearsi un portafoglio non solo redditizio, ma anche più resistente ai crolli dei mercati.



 
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