«Non credo sia possibile guidare meglio di così»: Loris Capirossi sintetizza così l’ennesima impresa sua e della sua Ducati.
Il Gp del Giappone è suo, come già lo era stato nel 2004 e 2005 (e come quest'anno, sempre in accoppiata con la pole position), grazie al perfetto equilibrio tra un pilota straordinario, una Desmosedici perfetta e due pneumatici Bridgestone che stavolta non tradiscono le attese. E il podio, come aveva auspicato Marco Meandri alla vigilia, è tutto azzurro, con Valentino Rossi che conquista la piazza d’onore e il suo 90esimo podio nella MotoGp, e lo stesso Melandri, appunto, terzo.
E il Mondiale, che già era riaperto, continua allora a …riaprirsi, con Hayden quinto alla bandiera a scacchi e il trio italiano che continua a rosicchiargli punti in classifica e che ora è pronto a saltargli sulle ruote alla prima delle (ultime due) occasioni utili, tra Portogallo (15 ottobre) e Gran Premio della Comunità Valenciana (29 ottobre) .
Ad aspettarsi qualcosa di più dalla gara giapponese, però, forse era soprattutto Rossi: il pescarese sbavava dalla voglia di riacchiappare al più presto l’americano in testa alla classifica, ma da un lato la sua Yamaha non è stata abbastanza competitiva per poter duellare alla pari con la Ducati di Capirossi; dall’altro Vale ha dovuto inghiottire anche il boccone amaro della caduta di Nakano a poche curve dalla fine, che ha regalato ad Hayden un insperato (a quel punto della corsa) quinto posto finale, permettendogli così di limitare ulteriormente i danni in prospettiva titolo iridato.
La cronaca della gara, in verità, offre meno emozioni del previsto, perché più che i sorpassi, a impressionare stavolta è il ritmo che i protagonisti più attesi riescono a tenere.
C’è un bel sole sulla pista di Motegi: l’uragano minacciato dalle nuvole dei giorni scorsi sembra lontano. Ma a fare i fulmini, fin dalla partenza sono i protagonisti in pista: Gibernau infila Rossi in partenza; Capirossi parte dalla pole come una fionda, ma Melandri gli sta alle costole, e i due cominciano a duellare dopo appena tre curve: Capirex ne viene a capo con un paio di manovre da paura, mentre Valentino recupera sull’altra Ducati, infilata anche da Casey Stoner. Hayden (partito settimo), rimane nelle posizioni di rincalzo: ottavo dopo due giri. Pedrosa, scattato nono al semaforo, arranca 14esimo.
Capirossi comincia a tirare il collo alla sua Desmosedici (che vola grazie alle gomme Bridgestone) e a scandire il ritmo, ma il trenino di testa non si allunga, e Melandri gli si appiccica come il “65” stampato sulla Ducati, mentre Valentino segue a pochi decimi. Intanto Hayden supera Elias ed è settimo.
Sul ritmo battuto da Capirex (intorno all’1.47.7 sul giro), si adeguano anche Macio e Valentino: i tre allungano passaggio dopo passaggio: e tutto il resto…è noia (almeno per il momento, cioè dopo 8 dei 24 giri della gara giapponese). Ma nel duello con Capirossi Meandri pasticcia su una staccata in una curva verso destra, e allora Loris riesce a guadagnare qualche metro prezioso ed ad allungare un altro po’ in testa, mentre Rossi si fa sotto. E Hayden, saggio come d’abitudine, recupera un’altra posizione grazie a un errore di Stoner (che poi uscirà per un altro sbaglio in staccata): all’11esimo giro il leader del mondiale è sesto, preceduto da Gibernau e Nakano.
Capirossi a metà gara conserva oltre un secondo di vantaggio sui rivali: ma il vero duello è tra Meandri e Rossi, con il pesarese che ormai incalza da vicino il ravennate: sembra quasi che il “46 giallo” stia studiando la situazione per provare l’attacco, che infatti puntualmente arriva a nove giri dalla fine: Valentino passa, ma Marco gli resta attaccato: l’inseguimento a Capirossi è lanciato, mentre Hayden, lontano, sembra rassegnato a una gara tattica.
Vale comincia a pennellare traiettorie da urlo: la Desmosedici che prima sembrava un puntino distante, diventa ora un obiettivo ben distinto, poche decine di metri davanti: non che Loris vada piano (intorno all’1.47.5) ma è Valentino che vola (1.47.2!!). E Hayden recupera qualcosina su Nakano (quinto).
Il fiato sul collo di Rossi non spaventa Capirossi, bravo a riaprire (se mai lo avesse chiuso…) il gas e ha riallungare: a sei giri dal traguardo Loris ha poco più di due secondi su Valentino, mentre Melandri è più indietro, staccato. Gibernau, Nakano e Hayden sono in un fazzoletto: la situazione migliore per “Nick The Quick”,che pure perde un mucchietto di decimi da Nakano.
Il terzetto azzurro in testa sembra aver firmato una tregua armata, con uno splendido Capirossi che sembra aver messo tutti d’accordo, con un ritmo insostenibile per gli altri.
Gli occhi di tutti si spostano allora su Nicky Hayden, che prova a rifarsi sotto a Gibernau e Nakano: in ballo punti decisivi per la classifica mondiale, mentre Capirossi vola verso il trionfo.
L’ultimo giro è una festa per la rossa di Borgo Panigale e il per il suo eccezionale condottiero; Rossi sotterra l’ascia di guerra è si prende il secondo posto; terzo Melandri per un podio tutto italiano. Ma a rendere un po’ amara la festa è la caduta di Nakano nel duello con Gibernau (quarto alla fine): E allora Nicky Hayden guadagna un punto in più del previsto e taglia il traguardo al quinto posto. Pedrosa – che ha fatto una gran fatica tra moto mal bilanciata e infortunio al ginocchio - è settimo.
Adesso l’americano in classifica guida con 236 punti: +12 su Rossi; +27 su Meandri, +31 su Capirossi e +34 su Pedrosa, quando mancano due gare alla fine (Portogallo e Valencia). Vale recupera quasi dieci punti di media ad ogni gran premio, Loris e Macio non li passi neanche mettendo una falsa sirena della polizia sulla tua moto, Pedrosa con due gare nella penisola iberica certo proverà il tutto per tutto: e allora scommettiamo che Hayden avrà bisogno di un bel po’ di camomilla per prendere sonno la sera e dormire tranquillo da qui fino al 29 ottobre, giorno del Gp di Valencia.
Tra le 125, con il titolo già assegnato a Buatista, vittoria al finlandese Kallio, mentre tra le 250 Aoyama ha battuto De Angelis e Lorenzo, terzo davanti al diretto rivale dDovizioso, è ormai a un passo dall'iride.